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Articolo n° 209337 del 17/01/2012 - 11:45

Naufragio Concordia, la telefonata tra la Capitaneria e il comandante che abbandona la nave

comandante costa concordia

Livorno. Una telefonata concitata e nervosa. E’ quella tra il comandante della Costa Concordia in emergenza-naufragio e la Capitaneria di porto che cerca di avere informazioni da chi, in quel momento, avrebbe dovuto coordinare i soccorsi, ma che si mostra titubante e spaventato.

Ecco la cronaca: alle 00,32 la prima telefonata della Capitaneria al cellulare del comandante (secondo testimoni, già in salvo sulla scogliera). Gli viene chiesto quante persone sono ancora a bordo. Schettino risponde 2-300, cioé, sostiene che sarebbero state già evacuate 4 mila persone dopo soli 40′ dall’abbandono nave. Ma è una cifra che ripete più volte nel corso della telefonata.

“Ora torno sul ponte – assicura alla Capitaneria – Ero andato a poppa per capire cosa stava succedendo”. “Rimarrà solo lei?”, chiede la sala operativa. “Credo di rimanere solo io” replica.

Alle 00,42 una nuova telefonata al comandante. La sala operativa della Capitaneria chiede quante persone devono ancora essere evacuate. Schettino risponde: “Ho chiamato la società e mi dicono che ci sono un centinaio di persone”.

In realtà l’evacuazione è ancora nel pieno svolgimento, se non all’inizio. “Io sto coordinando” assicura Schettino all’ufficiale della Capitaneria. Ma pochi secondi dopo si lascia scappare prima la frase “Non possiamo salire più a bordo perché stava appoppando”. E poi: “Abbiamo abbandonato la nave”.

L’ufficiale della guardia costiera, sorpreso, a quel punto chiede: “Comandante, ha abbandonato la nave?”. Il comandante ritratta: “No, no, macché abbandonato la nave”.

All’1,46 la telefonata più concitata: l’ufficiale della guardia costiera dà sulla voce del comandante. “Adesso lei va a prua, risale la biscaggina (la scala di corda delle navi, ndr) e coordina l’evacuazione. Ci dice quante persone ci sono ancora: se ci sono bambini, donne, passeggeri e il numero esatto di ciascuna di queste categorie. Vada a bordo. Cosa fa, lascia i soccorsi?”.

Schettino: “No, no, sono qua, sto coordinando i soccorsi”.
L’ufficiale ricomincia: “Comandante, è un ordine, ora comando io. Lei ha dichiarato l’abbandono nave, vada a prua, risalga sulla nave e vada a coordinare i soccorsi. Ci sono già dei cadaveri”.
Schettino: “Quanti?”.
L’ufficiale: “Deve dirmelo lei, cosa vuole fare, vuole andare a casa? Lei ora torna sopra e ci dice cosa si può fare, quante persone ci sono e di cos’hanno bisogno”.

Schettino di nuovo assicura: “Va bene, sto andando”. Secondo la Capitaneria, tuttavia, non risalirà più a bordo.

Redazione

29 commenti a “Naufragio Concordia, la telefonata tra la Capitaneria e il comandante che abbandona la nave”
Bobby75 ha detto..
il 17 gennaio 2012 alle 11:57

Vergogna, vergogna, vergogna! Vile ed infame! Spero solo ti diano quel che ti meriti! Io ti avrei messo muta e bombole e ti avrei mandato a cercare i TUOI morti.

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jimmy il fenomeno ha detto..
il 17 gennaio 2012 alle 13:13

se e’ sotto processo,come mai viene divulgata sta cosa,sempre che sia vera?

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Santillan ha detto..
il 17 gennaio 2012 alle 13:26

Fenomeno c’è una registrazione agghiacciante, d’altronde come diceva una altro “capitano” coraggioso “siamo tutti intercettati”.. e poi ovvio ora il problema è la salvaguardia della privacy di questo omuncolo..

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Belan ha detto..
il 17 gennaio 2012 alle 13:54

Jimmy , è verissima , ho appena sentito la telefonata al telegiornale.
E’ incredibile! Addirittura il comandante della capitaneria che si incavola con questo vigliacco schifoso per farlo risalire sulla nave.

Penso che non dovrebbero nemmeno perdere tempo a fare processi o quant’altro , basta sentire la telefonata……in galera e buttare via la chiave!

Comandande dei miei stivali! Quello è uno sfigato che si sciacquava la bocca vantandosi di essere un capitano di una nave da crociera.

E comunque anche il comandante in seconda e tutti gli altri ufficiali in plancia meriterebbero lo stesso trattamento!

Vergogna ed ancora vergogna!

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Resist ha detto..
il 17 gennaio 2012 alle 15:19

Se non riescono a dimostrare che il comandante Schettino quella sera è impazzito improvvisamente, è giusto che gli diano l’ergastolo.
Ma mi domando anche : se quel tipo di manovra è stato fatto altre volte, dove era allora il Comandante della Capitaneria di Porto?
Dove erano gli altri Ufficiali di bordo mentre veniva impostata la manovra?
Si sono ammutinati dopo!
Dovevano ammutinarsi prima, se sono Ufficiali capaci di leggere le carte nautiche.
Una parte di responsabilità è anche la loro.

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surfista ha detto..
il 17 gennaio 2012 alle 15:52

Pare che sia prassi (e lo si sta evidenziando purtroppo ora a seguito di questa tragedia) che tutte le navi da crociera facciano saluti alla costa dovunque ed ogni dove. E questo per aggiungere brivido turistico a crociere che da sole non varrebbero il prezzo di qualsiasi biglietto. La pressione sui comandanti da parte delle compagnie e società turistiche per fare ‘ste pseudoacrobazie davanti alle coste sembra sia enorme e scontata così come il silenzio di tutte le CAPITANERIE (in primis quella del Giglio) da cui NON risultano diffide o denunce per i precedenti passaggi (ACCERTATI) da parte di altri comandanti ed altre navi.
Nè vedo soccorsi particolarmente efficaci oggi da parte di capitanerie, vigili etc etc, che si stanno purtroppo arrangiando come ci si arrangia di solito in questo paese.
L’Italia è e resta profondamente vile (e lo vediamo bene con le reazioni scomposte a questa tragedia) in quasi tutte le sue manifestazioni pubbliche e private.
Schettino è lo specchio di questa Italia e di tutti noi, riflettiamo bene su questo.

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Manovella ha detto..
il 17 gennaio 2012 alle 16:11

un comandante del genere….è un vigliacco a 360°. @ jimmy: in italia mi sembra sia abitudine ben consolidata divulgare nonostante le indagini di tutto e di piu…..non mi sorprende affatto.

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Bandito ha detto..
il 17 gennaio 2012 alle 17:33

@Resist, si vede proprio che non sei mai salito su una nave, secondo te gli ufficiali si dovevano ammutinare? Il comandante a bordo è DIO, la sua parola e legge, il modo migliore per rovinarsi una carriera è rispondergli NO. Oggi come oggi non si impiccano più gli ammutinati, ma poco ci manca. Il comandante è anche l’unico responsabile per ciò che succede a bordo, specialmente sotto la sua supervisione (come in questo caso). Il fatto che poi fosse un cretino ed un vigliacco non cambia le cose.

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sissio ha detto..
il 17 gennaio 2012 alle 18:49

Comandante Gregorio De Falco…un vero uomo!

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Belan ha detto..
il 17 gennaio 2012 alle 19:28

Vorrei ricordare che la telefonata (per chi parla di privacy) non è una telefonata qualunque , ma una telefonata di servizio e registrata dallo stesso comandante della Capitaneria.
La stessa cosa avviene a tutte le telefonate fatte al 118 , al 113, al 112 e cosi’ via.

Non è una intercettazione , ma una prova (è per questo che vengono registrate) durante le emergenze per chiarire i fatti accaduti.

Quindi , prima di “gridare alla privacy” è bene informarsi sulle differenze.

PS: il comandante della capitaneria , fa notare lui stesso che la telefonata viene registrata, consapevole che è una prova di reato.
Per la diffusione , essendo un documento , il PM puo’ concederne la pubblica trasmissione a scopo informativo.

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sudor ha detto..
il 17 gennaio 2012 alle 20:40

Per me la Costa e i suoi comandanti frastornati possono andare…….a fallire. Già prima quelle prigioni galleggianti o mondi artefatti di plastica non mi piacevano per nulla…….ora possono pure vendere le navi a peso di rottame.

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Resist ha detto..
il 17 gennaio 2012 alle 20:52

Ho letto che gli Ufficiali si sono ammutinati….dopo l’incidente.
Tanto coraggio dovevano dimostrarlo prima, di fronte ad un possibile disastro di queste dimensioni….altro che pensare alla carriera.
O forse neanche loro erano in grado di capire quello che stava per succedere? Che cosa hanno studiato per diventare ufficiali?
Ricordo che il comandante di una nave ( negli anni 60) per un errore andò a sbattere contro la diga foranea del porto di Genova. La nave affondò e lui si sparò.

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gg ha detto..
il 17 gennaio 2012 alle 21:40

ora questo centra,ma poco con questo episodio.
Una cosa del genere l’hanno fatto anche ad Albisola verso fine agosto mi sembra…Stavo passando sul ponte tra le Albisole e c’era una nave della Costa,una delle più grosse credo, che sarà stata a non più di 200 metri dalla riva…Sinceramente mi sono fermato a guardarla perché era uno spettacolo, tutta illuminata che virava lì davanti a me così vicino alla spiaggia.
La cosa mi era parsa un po strana dato che le ho sempre viste passare molto lontane su tutt’altra rotta,ma non ci avevo dato peso anzi me l’ero pure dimenticato e ora questo incidente me l’ha fatto tornare in mente….su questo comandante niente da aggiungere credo che la registrazione dica tutto e spero che giustizia sia fatta

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Socrate ha detto..
il 18 gennaio 2012 alle 09:12

Non entro nel merito delle telefonate, nè della vicenda su cui non ho nulla da aggiungere a quanto già detto da altri. riflettevo in questi giorni su un altro aspetto: per i casi della vita mi sono trovato alcune volte a osservare persone con responsabilità in casi estremi e in alcuni casi ho visto persone che si pensava di ghiaccio crollare e altre cui non si sarebbe dato uno spicciolo prendere in mano la situazione.
Non c’è un metodo, che io sappia, per essere sicuri ,a monte, della tenuta dei nervi di un uomo, finchè non si arriva in questi frangenti drammatici.
Quindi siamo tutti a rischio.
Sapendo questo, è bene evitare di cercarsi le grane, tipo passare sottocosta per scatenare l’”ooohhhhh!” dei passeggeri.

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Bandito ha detto..
il 18 gennaio 2012 alle 10:07

Direttamente dal codice della navigazione:
Art. 1105 – Ammutinamento

1. Se il fatto non costituisce un più grave reato, sono puniti con la reclusione da sei

mesi a tre anni i componenti dell’equipaggio della nave o dell’aeromobile che in

numero non inferiore al terzo:

1) disobbediscono, collettivamente o previo accordo, ad un ordine del comandante;

2) si abbandonano collettivamente a manifestazione tumultuosa.

2. Coloro che alla prima intimazione eseguono l’ordine o desistono dal partecipare

alla manifestazione soggiacciono soltanto alla pena per gli atti già compiuti, qualora

questi costituiscano per sè un reato diverso.

Art. 1106 – Aggravanti

1. La pena è da uno a cinque anni:

1) se il fatto previsto dall’articolo precedente è commesso in condizioni nelle quali

non è possibile ricorrere alla forza pubblica;

2) se, nel caso previsto dal n. 1 dell’articolo precedente, l’ordine concerne un

servizio attinente alla sicurezza della navigazione, ovvero se il fatto è commesso al

fine d’interrompere la navigazione, di variarne la direzione o di compromettere la

sicurezza della nave, dell’aeromobile o dei relativi carichi;

3) se, nel caso previsto dal n. 2 dell’articolo precedente, alcuna delle persone è

palesemente armata ovvero il fatto è commesso con minaccia.

2. Per i promotori, gli organizzatori e i capi la pena è aumentata fino a un terzo.

Come vedi, Resist, ammutinarsi significa rischiare fino a 5 anni di galera, ovvio che l’equipaggio ci pensi un po’ prima di disubbidire ad un ordine del comandante.

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Bandito ha detto..
il 18 gennaio 2012 alle 10:23

Prt quanto riguarda il comportamento del comandante, sempre dal codice della navigazione:
Art. 303
(Abbandono della nave in pericolo)
Il comandante non puo ordinare l’abbandono della nave in pericolo se non dopo esperimento senza risultato dei mezzi suggeriti dall’arte nautica per salvarla, sentito il parere degli ufficiali di coperta o, in mancanza, di due almeno fra i più provetti componenti l’equipaggio.
Il comandante deve abbandonare la nave per ultimo, provvedendo in quanto possibile a salvare le carte e i libri di bordo e gli oggetti di valore affidati alla sua custodia.
Quindi Schettino ha agito correttamente pre quanto riguarda il non dichiarare immediatamente l’abbandono nave, visto che comunque stava tentando di salvarla, è decisamente colpevole di essere scappato come un coniglio quando a bordo c’erano ancora migliaia di persone.
Non vedo invece colpe per gli altri membri dell’equipaggio, che si sono limitati ad eseguire gli ordini.

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Resist ha detto..
il 18 gennaio 2012 alle 14:53

@Bandito,
vedo che sei molto preparato e probabilmente hai navigato.
Allora pensa di essere quell’Ufficiale in seconda che sul ponte di comando sente l’ordine di Schettino e vede la nave che sta andando diritta sugli scogli…pensi alla carrierà? pensi agli articoli che conosci così bene?
O pensi a 4000 persone che sono a rischio di perdere la vita e tu potresti salvarle?
Alle volte disobbedire ad ordini sbagliati è necessario.
Non mi sembra il caso ricordare adesso tutti i processi che si sono celebrati dopo l’ultima guerra.

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surfista ha detto..
il 18 gennaio 2012 alle 17:36

16.47 – Ciaccia chiede un encomio solenne per Gregorio De Falco, che “si è particolarmente distinto per l’impegno profuso”. Chi è in aula applaude.

QUESTA E’ L’ITALIA!!!!!!!!!!!!!!!! UN ENCOMIO PER AVERE RISPOSTO AL TELEFONO!!!!!!

Poveri noi.

Poveri dispersi!

Povera italia

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sudor ha detto..
il 18 gennaio 2012 alle 19:28

Si ma avete sentito?
IL COMANDANTE RISCHIA FINO A 15 ANNI DI RECLUSIONE
e poi
IL COMANDANTE E’ STATO MANDATO A CASA

Facciamo un bilancio:
20-30-40 morti
disastro economico enorme
disastro ecologico in agguato
danni d’immagine enormi (e vi assicuro che all’estero stanno già ridendo dei nostri valorosi comandandi di nave)
ecc ecc…….

E dopo tutto questo il comandante “rischia” “FINO” a 15 anni ed é già a casetta sua.

Ma che paese é l’ Italia???????????? Non ci capisco più nulla…….

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Bandito ha detto..
il 18 gennaio 2012 alle 22:04

@Resist, Sì, ho navigato parecchi anni, in effetti sul mio libretto di navigazione c’è scritto “primo ufficiale di coperta”, e ti garantisco che l’idea di ammutinarmi al mio comandante non mi è nemmeno mai venuta in mente. Parti da un presupposto, quell’idiota di Schettino è un “capitano superiore di lungo corso”, massimo titolo per un marittimo, che puoi considerare equivalente ad un master e che richiede 10 anni di comando. Per chi sta a terra è difficile capirlo, ma veniamo addestrati ad un rispetto assoluto della catena di comando, prima di renderti conto che il comandante è andato nel panico e non sa più quello che sta facendo ce ne vuole.

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Belan ha detto..
il 18 gennaio 2012 alle 23:19

Pensare che ci sono persone che a casa non ci torneranno MAI!
L’Italia si deve vergognare , per tutto il sistema!

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sudor ha detto..
il 19 gennaio 2012 alle 14:15

Hanno scoperto che alla plancia di comando assieme al comandante c’era una ragazza moldava di 25 anni………che stava facendo lì???????? che ci faceva col comandante??????

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prettydog53 ha detto..
il 19 gennaio 2012 alle 19:40

non facciamo i soliti italiani che sguazzano nel torbido … cosa faceva quella ragazza? era una dipendente.
(capisco che se l’avessero trovata inginocchiata ce ne sarebbe stata per tutta la settimana, ma non è andata così, mi dispiace per alcuni giornalisti e per i lettori di quei giornalisti).

resist, l’episodio al quale ti riferisci era l’affondamento della london valour, 1970.
un’incredibile mareggiata la spinse sulla diga foranea fino all’affondamento, molti marinai morirono annegati nel petrolio, molti si salvarono grazie all’aiuto dei genovesi.
la moglie del capitano, nel trasbordo con una carrucola collegata a terra, fu sbalzata e perì, il capitano, forse per il senso di colpa, si lanciò fra le onde suicidandosi a sua volta.

un “mi piace” a surfista.

per il resto sono d’accordo in tutto con bandito, occorrerebbe ascoltare chi ha navigato e cosa sia la funzione del comando.
il primo errore del comandante è stato quello di avvicinarsi troppo incocciando uno scoglio, il secondo assolutamente più grave quello di minimizzare l’accaduto. non poteva non essere a conoscenza della gravità della situazione, se avesse avuto senso dell’onore probabilmente avrebbe salvato tutti o quasi tutti.

tuttavia bisogna aspettare l’indagine della magistratura, magari non ha neppure abbandonato la nave.

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giasone ha detto..
il 20 gennaio 2012 alle 09:15

sul comandante schettino si è detto di tutto forse tra un pò si scoprirà che era tra gli invitati alle feste di arcore
quello che è certo che fino alle 21 di venerdi scorso era uno dei migliori comandanti della costa
poi una immensa cazzata lo ha trasformato nel peggiore incapace della terra
sulle operazioni di soccorso ci sarebbe molto da dire
un fatto è certo il comandante de falco dal caldo della sua sala operativa ha fatto una gran bella figura
peccato che non fosse di guardia il 10 aprile 1991 in quella notte avrebbe potuto dimostrare l’ efficacia delle capitanerie e salvare 140 persone sul moby prince

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Manovella ha detto..
il 20 gennaio 2012 alle 09:54

una cazzata nella vita puo capitare a tutti. il fatto è che sei al comando di una nave con 4000 persone a bordo devi tenere un certo comportamento. schettino sara una persona bravissima e sicuramente a modo ma cio non toglie che per questo errore, suo malgrado, debba pagare.

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Resist ha detto..
il 20 gennaio 2012 alle 10:54

@Manovella,
mi dispiace, ma una “bravissima persona”, che ha la responsabilità della vita di 4000 persone non svuota una bottiglia di vino in “dolce compagnia” e poi si mette al timone (ovviamente dando fede alle testimonianze di oggi). Il codice del mare dovrebbe essere più severo del codice della strada.
Sono sempre convinto della responsabilità degli altri Ufficiali che non potevano dormire o girarsi dall’altra parte.

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GigiG ha detto..
il 20 gennaio 2012 alle 11:14

Spero che dopo questa vicenda, la Costa faccia una miglior selezione del suo personale. Se andate sulla pagina Facebook, c’è una pagina creata da coloro che lavorano o hanno lavorato sulle varie costa, e si leggono cose agghiaccianti, tipo: sono cose che succedono, 20 morti non sono nulla a confronto di 4.000 passegeri, che i passeggeri sono dei pecoroni ecc…ecc… ma vi rendete conto??? Questi sono degli idioti che si identificano come uomini di mare, ma vorrei vederli lavorare su una bananiera o su una petroliera. Ci sono sicuramente tantissime persone valide e motivate, ma molti ambiscono solo a miraggio di un lavoro che secondo loro da prestigio e fa vedere bei posti, poi quando si rendono conto che bisogna lavorare 15 ore consecutive e si è sottopagati, scappano. Sono rimasto disgustato nel leggere tantissimi commenti di questo genere.

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Manovella ha detto..
il 22 gennaio 2012 alle 09:44

se ha svuotato una bottiglia di vino è un’aggravante, onestamente non mi sono informato piu di tanto. giusto che paghi.

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Socrate ha detto..
il 22 gennaio 2012 alle 11:52

noto che cerchiamo di dimostrare che l’Italia non è solo un paerse in cui tutti sono ottimi allenatori di calcio, ma anche tutti esperti di navigazione, nonchè giudici ed esperti di norme giuridiche. Fortunatamente non si è poytuto lapidarlo subito Schettino, perchè sennò dal tono di alcuni commenti molti lo avrebbero fatto, senzastare a guardare troppo per il sottile, senza esaminare tutte le prove (ma anzi, basandosi sui commenti televisivi e su parziali registrazioni che non avrebbero nemmeno dovuto essere pubblicate), senza verificare se vi fossero altre responsabilità, senza pensare per un momento cosa avrebbero fatto loro al suo posto.
Molti non pensano nemmeno che, ad esempio, che la Capitaneria di porto era al corrente degli “inchini” che venivano fatti uscendo dalla rotta di sicurezza, ma prima dell’incidente nessuno aveva mai detto nulla, perchè forse se si pensasse questo ci sarebbero più corresponsabilità e una meno chiara divisione tra “buoni e cattivi” e soprattutto no nci sarebbe più nessuno da linciare.
per quanto mi riguarda provo dispiacere per l’accaduto, ma prima di lapidare il comandante e osannare quacun altro aspetto il risultato delle indagini.

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