Naufragio Concordia, il Codacons: “Non si metta fretta per fare accettare un’elemosina”
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Cinque anni di tempo per chiedere i danni per i passeggeri della nave Concordia: “non è corretto” dare loro il consiglio di “firmare subito per 11.000 euro e rinunciare a tutto, anche a gioielli e vestiti lasciati con fiducia nelle cabine, e non tentare prima altre strade più rispettose della dignità delle persone e della tragedia vissuta”.
Lo dice il Codacons, che si rivolge con una lettera aperta alle associazioni dei consumatori che hanno firmato l’accordo con Astoi e Costa crociere, nella quale ribadisce di ritenere “un’elemosina” il risarcimento da 11 mila euro che è stato concordato e di aver per questo avviato un’immediata azione giudiziaria negli Usa.
“Se la giustizia americana non ci darà soddisfazione e, dopo di essa, quella italiana, allora qualsiasi passeggero con un semplicissimo ricorso al Giudice di pace potrà avere quella elemosina di 11.000 euro senza alcuno sforzo particolare”, sottolinea l’associazione presieduta da Carlo Rienzi.
E se nell’imminenza della tragedia del Giglio, il Codacons aveva sollecitato un risarcimento analogo per entità a quello previsto dall’accordo, (con un comunicato mostrato in televisione qualche giorno fa dal presidente di Federconsumatori, Rosario Trefiletti, con una “poco riuscita sceneggiata”), era solo perché allora sembrava che “si fosse trattato di un semplice sbarco”.
3 commenti a “Naufragio Concordia, il Codacons: “Non si metta fretta per fare accettare un’elemosina””
nulla da aggiungere folgore ha fatto il punto della situazione……..e’ ora di finirla di approfittare delle disgrazie per ragranellare denaro
CONCORDO PIENAMENTE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


Il sig Rienzi che oggi ha tenuto una magnifica filippica contro Costa Carnival e quant’altro manco fosse proprietario della concorrente MSC, ovviamente senza contraddittorio, ipotizzando fcendo congetture elongiando le moanovre del comandante discolpandolo ecc (non mi risulta sia il titolare dell’inchiesta!) ci dovrebbe invece spiegare qual è il suo tenore di vita visto che considera 11.000€ “elemosina” che per un metalmeccanico sono quasi il guadagno netto di un anno di lavoro!
Dovrebbe spiegarci visto il rispetto che ha per il denaro dove finiscono i miliardi che ogni anno costui e la sua associazione percepiscono per le loro attività e class action sostenendo le battaglie per la concorrenza l’RCA la benzian e NON OTTENENDO NESSUN RISULTATO!!!!
Quando inizierà la GdF ad indagare questo trafficone che accusa i dipendenti di Costa di non saper parlare italiano mentre lui si esprime in dialetto Campano?!
Le casseforti sulla nave verranno aperte quando sarà recuperato il relitto quindi i valori sono custoditi là dentro, l’assicurazione dei beni che ogni passeggero sottoscrve copre tali beni, l’indennizzo copre esclusivamente i danni morali dei naufraghi che han portato a casa la pelle senza ferite o peggio, per gli altri invece l’iter sarà diverso.
Vorrei sapere cosa altro deve fare la compagnia, è successo un incidente le colpe verranno stabilite dai magistrati più di 3200 persone si sono salvate senza un graffio (in caso di incidente aereo probabilmente nessuno sarebbe qui a raccontarlo) gli viene ripagata una cifra pari a 10 volte il valore della crociera e invece di essere contenti di aver riportato a casa la pelle qualcuno vuole farci pure la cresta (codacons)?
Rienzi si vergogni lei è l’espressione della parte peggiore della Campania, del malcostume italico per il quale siamo dileggiati nel mondo, lei è l’emblema dei trafficoni e di coloro che fingendo di fare l’interesse comune ne traggono solo un vantaggio personale! come direbbero a roma SOLA!