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Articolo n° 209065 del 12/01/2012 - 17:09

Fare Verde: “No ai finti bio-shopper, fanno più danni di quelli tradizionali”

sacchetti plastica

“Abbiamo accolto con piacere la nota del Ministero dell’Ambiente, ha detto De Maio, che ha smentito le voci di una possibile cancellazione della norma che vieta la commercializzazione di buste in plastica non biodegradabile. Ma non basta. Ora attendiamo la normativa che definisca i criteri di biodegradabilità in conformità con le norme europee, che prevedono la totale e completa biodegradabilità del sacchetto, in modo da poter esser utilizzato anche per la raccolta differenziata dell’umido” riferisce il presidente dell’associazione ambientalista Fare Verde Massimo De Maio.

“Non basta aggiungere – continua il presidente dell’associazione di protezione ambientale – un additivo alla plastica tradizionale per spacciare i sacchetti della spesa come biodegradabili. Eppure è quello che è accaduto in Italia con l’introduzione del divieto di commercializzazione dei sacchetti in polietilene: alcuni produttori hanno semplicemente aggiunto additivi alla vecchia plastica per fare in modo che si frantumi in piccolissimi pezzi. Ovviamente questa non è biodegradabilità, è una presa in giro”.

“I sacchetti finti bio – prosegue De Maio – creano ancora più danni di quelli tradizionali. Le persone in buona fede li usano per raccogliere i rifiuti umidi in modo differenziato, introducendo negli impianti di compostaggio plastica che va ad inquinare quel terriccio fertilizzante di cui i terreni agricoli italiani, sempre meno fertili, hanno estremamente bisogno. Inoltre, se disperso nell’ambiente il ”finto bio” non si dissolve, ma si frantuma in pezzi piccolissimi che vanno ad inquinare ancora di più terreni e catene alimentari”.

Redazione

4 commenti a “Fare Verde: “No ai finti bio-shopper, fanno più danni di quelli tradizionali””
Pinuccia ha detto..
il 13 gennaio 2012 alle 11:52

Considerando che la legge ha toccato solo i sacchetti della spesa lasciando molti altri sacchetti a inquinare ( quelli da usare per la spazzatura in primis ….) siamo noi che dobbiamo imparare a usare le borse di tela e i commercianti l’uso della carta.
Certo è che vederli ogni volta non reggere la spesa, spaccarsi e averli anche pagati…fa girare i pallini eh?

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La Destra Savona ha detto..
il 13 gennaio 2012 alle 14:26

Fare Verde è un’Associazione seria e onesta. Un plauso a IVG che ha dato spazio a De Maio

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Paolo ha detto..
il 13 gennaio 2012 alle 15:25

I finti sacchetti biodegradabili sono incompatibili con i tempi di degradazione degli impianti di compostaggio. Inoltre, interi o frammentati che siano, sporcano, danneggiano e deturpano l’ambiente per lunghi periodi, analogamente ai normali sacchetti di polietilene.

Tuttavia non credo sia corretto affermare che l’effetto dell’additivo si limiti a frammentare i sacchetti perchè (pur se in tempi molto lunghi) la presenza dell’additivo all’interno delle plastiche “tradizionali” le porta, dopo la frammentazione, alla totale mineralizzazione.

Questo significa che i finti sacchetti biodegradabili, così come tutti gli altri oggetti in plastica contenente gli appositi additivi, resteranno nell’ambiente e nelle discariche “solo” per qualche decina di anni anzichè per 10mila o forse più come invece accade per le plastiche prive di additivo.

Usare le borse di tela (riutilizzabili e biodegradabili) resta comununque secondo me la soluzione più ecologica.

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marty74 ha detto..
il 13 gennaio 2012 alle 15:47

Io uso la borsa di tela per fare la spesa dal ’96 almeno! Mi ricordo fosse oggi che l’ho comprata e mia mamma che si è incazzata perchè l’avevo pagata ben 24.000 lire. Ha i manici di cuoio per non tagliarsi le mani quando è piena e pesante. Si chiude. E dopo tanti anni è ancora nuova!

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