Costa Concordia, vertice di Gabrielli con il procuratore. Il terzo ufficiale: “Non addetti in plancia disturbavano manovre”
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E’ terminata la riunione tra il capo della protezione civile e commissario delegato all’emergenza Franco Gabrielli e il comitato tecnico-scientifico riunito da ieri sera per verificare la possibilità di far coincidere le operazioni di ricerca con quelle di de-fuel dal relitto della Costa Concordia.
Gabrielli raggiungerà in elicottero Grosseto dove incontrerà il procuratore capo Francesco Verusio poi tornerà sull’isola del Giglio per comunicare le decisioni prese.
Il capitano di fregata Gregorio De Falco, invece, ha lasciato la procura di Grosseto circa un’ora e mezzo dopo un colloquio con gli inquirenti e si è allontanato in auto senza lasciare dichiarazioni. De Falco nell’inchiesta sul naufragio ha un doppio ruolo, quello di testimone nella drammatica fase dei soccorsi (sono diventate celebri le telefonate con il comandante Schettino) e quello di appartenente alla capitaneria di Porto di Livorno, impegnata nell’inchiesta sul disastro.
La testimonianza del terzo ufficiale della Concordia, Silvia Coronika, è stata divulgata oggi da alcuni quotidiani, inserita nei verbali dell’inchiesta. Secondo la sua testimonianza, sul ponte di comando erano salite persone che “disturbavano la manovra” e prima della partenza da Civitavecchia il comandanteSchettino aveva ordinato di tracciare la rotta per l’”inchino” all’Isola del Giglio. Lo stesso comandante, dopo la collisione, ordinò all’ufficiale addetto alle comunicazioni radio di riferire che c’era stato un black-out alle richieste della capitaneria di sapere se c’erano problemi a bordo.
Dice Silvia Coronika che sul ponte di comando, al momento dell’accostata, c’erano diverse persone non preposte alla navigazione. Tra queste cita il maitre e il commissario Manrico Giampetroni. Queste persone parlavano, “disturbavano le manovre con conseguente calo di attenzione”. L’ufficiale dice anche che l’accostata, prevista fin da Civitavecchia, “era stata annotata sulla carta nautica e registrata sul sistema di navigazione integrato” e che a proposito della rotta Schettino dette disposizioni all’addetto alla cartografia Simone Canessa: “Vieni qua che dobbiamo tracciare una rotta per passare vicino al Giglio e fare un inchino”. Dopo l’impatto, ricostruisce Coronika, alla capitaneria che chiese se vi fossero problemi a bordo il comandante ordinò all’ufficiale preposto alla radio di dire che c’era solo un black-out. “Ci chiesero se avevamo bisogno di assistenza e quello risposte ‘al momento no’”.
A riferire a Schettino che “tutto era allagato” sarebbe stato il direttore di macchina Giuseppe Pilon che disse al comandante che era stato perso il controllo della nave. Quanto all’evacuazione della nave Silvia Coronika dice poi di essersi gettata in mare insieme ad altre persone e di aver raggiunto a nuoto lo scoglio sul quale si trovavano Ciro Ambrosio e Dimitri Christidis e altri ufficiali “che mi riferivano di aver guadagnato terra con una scialuppa”.
4 commenti a “Costa Concordia, vertice di Gabrielli con il procuratore. Il terzo ufficiale: “Non addetti in plancia disturbavano manovre””
Evidentemente questi ufficiali ignorano quello che c’ è scritto sulla: Convenzione internazionale per la salvaguardia della vita umana in mare: http://www.admin.ch/ch/i/rs/i7/0.747.363.32.it.pdf . Forse saranno loro che dovranno dare qualche spiegazione sul loro grado di preparazione, Regola 29 Sistemazione e manovra delle imbarcazioni di salvataggio, zattere di salvataggio ed apparecchi galleggianti
a). Le imbarcazioni di salvataggio e le zattere di salvataggio devono essere sistemate
a soddisfazione dell’Amministrazione, in modo che:
(i) possono essere messe tutte in mare nel più breve tempo possibile e in non più di 30 minuti;
(ii) non impediscano in alcun modo la manovra rapida di qualsiasi altra imbarcazione, zattera o apparecchio galleggiante o il raggrupparsi delle persone a bordo ai punti di imbarco o il loro imbarco;
(iii) le imbarcazioni di salvataggio, e le zattere di salvataggio per le quali sono prescritti dispositivi di tipo approvato per la messa in mare, devono potersi mettere in mare a completo carico, con tutte le persone e dotazioni, anche in sfavorevoli condizioni di assetto e con 15 gradi di sbandamento da un lato o dall’altro
(iv) le zattere di salvataggio per le quali non sono prescritti dispositivi di tipo approvato per la messa in mare, e gli apparecchi galleggianti, debbono potersi mettere in mare anche in sfavorevoli condizioni di assetto e con 15 gradi di sbandamento da un lato o dall’altro.
Perché gli ufficiali sono scesi dalla nave e si sono imbarcati tutti sulla stessa imbarcazione di salvataggio?
Gli ufficiali non dovrebbero comportarsi diversamente: Regola 31 ” Personale per le imbarcazioni e zattere di salvataggio ”
a ) Un ufficiale di coperta o un marittimo abilitato deve essere posto al comando di ogni imbarcazione di salvataggio, e deve essere designato anche un supplente. La persona al comando deve avere la lista dell’equipaggio dell’imbarcazione di salvataggio e deve assicurarsi che le persone ai suoi ordini conoscano i diversi incarichi loro assegnati.
b) Ad ogni motoscafo di salvataggio deve essere assegnata una persona capace di condurre il motore.
Solo il comandante non figura nei ” ruoli di abbandono nave “, in quanto, secondo le consuetudini, dovrebbe salire sull’ ultima imbarcaione messa a mare. A qualcuno dovranno pur spiegare come mai le imbarcazioni non sono state messe a mare nei tempi previsti.
se si appurasse che è vero quanto detto dal terzo ufficiale, mi vengono i brividi. Manovrare una città galleggiante e permettere che persone estranee possano girare indisturbate dove sono le strumentazioni è pazzesco. Pensate se i piloti delle frecce tricolori si portassero a bordo i loro amici quando devono compiere le loro acrobazie.
Mi auguro solo che le povere vittime di questo “sbruffone”, servano a far si che la Costa Crociere vieti di fare queste ca…te ai suoi comandanti.
“Quanto all’evacuazione della nave Silvia Coronika dice poi di essersi gettata in mare”????
Ma alla Costa per assumeri gli ufficiali fanno le prove di vigliaccheria? Qualcuno dei rsponsabili è rimasto al posto assegnato?




Cominciano a parlare gli Ufficiali che in teoria devono obbedienza “cieca e assoluta” al loro Comandante.
A questo punto devono dire onestamente chi era presente quando è stata tracciata la rotta del maledetto “inchino” e se qualcuno aveva bevuto anche in quell’occasione. Visto che l’inchino l’avevano fatto altre volte senza naufragio.
Poi devono dire chiaramente cosa intendono per… “distubavano le manovre”….stavano facendo forse il “trenino” in plancia???
Secondo me, data l’entità della tragedia, dovranno andare in galera in molti.