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Cairo, appello in sostegno dei partigiani autentici

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Cairo M. Oreste Arnello, nome di battaglia “Leoncino” in un recente colloquio a Rocchetta Cairo ha espresso pubblicamente il suo dispiacere nel sentire alcune persone spacciarsi per partigiani e attribuirsi azioni di guerriglia a cui non avrebbero preso parte. Al suo disappunto si unisce quello di altri cairesi e non.

“E’ veramente triste che a distanza di anni dalla Resistenza, e soprattutto in momenti come questi, quando, ahimè, gran parte della popolazione non ricorda o peggio non vuole ricordare, essendo plagiata, corrotta, assuefatta dal potere occulto che ci siano persone che si attribuiscano un passato da partigiano quando invece la loro giovane età ai tempi della Resistenza faccia capire che si tratta di una grossa bugia – dice Giuseppe Macciò – Ci dovrebbe essere più conoscenza ed approfondimento dei fatti prima di diffonderne pubblicazioni o peggio ancora prima di darne gloria a personaggi di dubbia o falsa provenienza”.

“Davvero molto interessante l’appello di Oreste Arnello – aggiunge Barbara Salvo – Mi ha intenerito leggere di questo Signore, con la S maiuscola, che vuole fare chiarezza su un periodo che ha firmato, vissuto, di cui è stato protagonista. Immagino i suoi sentimenti nel sentire millantare episodi e avvenimenti da chi li ha solo immaginati o di cui ha solo sentito parlare. Non si può, specie alla sua età, fingere di nulla… Non più”.

“In questa fase il giusto modo per affrontare la situazione è quello di intervenire in maniera decisa – commenta Bruno Chiarlone – Non è più il momento di eludere il problema o di evitarlo. Per riequilibrare il tutto occorre ristabilire la giustizia e la verità. Chi sa parli. Non si può far finta che ormai è acqua passata. I partigiani che hanno veramente combattuto devono essere riconosciuti e solamente loro”.

Arnello è uno degli ex-partigiani più lucidi, fu tra i primi che si trovarono a monte Aprico nella primavera del 1944 quando si formò il primo nucleo di resistenti a Rocchetta Cairo. Chiede che le dichiarazioni, inserite addirittura in un libro, siano ritrattate e cita con precisione a cosa si riferisce: in un capitolo del libro “Divisione Fumagalli” scritto da Gianni Toscani e pubblicato dalla Magema, vi sono dichiarazioni di L. V., classe 1929, fasulle in quanto l’uomo, appena quindicenne all’epoca dei fatti, non fu mai partigiano

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