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Vendone, vandalismo contro l’Archivio della Felicità e Felice Cascione. Arnaldi: “Atto inquietante” foto

Vendone. “Un atto vandalico inquietante” lo definisce Giuliano Arnaldi, esperto d’arte e ideatore dell’Archivio della Felicità di recente inaugurazione a Vendone. Ha suscitato infatti apprensione e sconcerto quanto accaduto nella piccola località ingauna, dove una mano ignota ha distrutto la fotoceramica dedicata alla medaglia d’oro al valore militare Felice Cascione e, mischiandola con pezzi di immagine di un giornalista e della sua compagna, ne ha fatto un collage poi sistemato sopra ad un misterioso altarino.

L'”onda” con le icone che hanno segnato la storia del paese, fulcro di quello che è l’Archivio della Felicità ancora in via di ultimazione, è stata colpita in modo brutale. “E’ l’insieme del patrimonio delle nostre convinzioni, dei nostri cari e dei nostri amici – sottolinea Arnaldi – Il paese ha reagito molto bene a questa iniziativa, realizzata dalla Fondazione Tribaleglobale con il patrocinio del Comune di Vendone e della Proloco. Ma qualcuno ha voluto danneggiare il manufatto. Domenica scorsa a Curenna è stato proiettato un documentario sulla vita del partigiano Cascione. Dopo, non visto, qualcuno ha devastato l’onda artistica con le foto, mandando in pezzi l’immagine del partigiano”.

Un gesto intriso di carica politica, ma probabilmente diretto, più che altro, contro l’amministrazione comunale in carica. Non è la prima volta, infatti, che a Vendone si registrano attacchi anonimi verso l’esecutivo del piccolo centro. L’atto contro l’autore di “Fischia il vento” riassume un clima di tensione che si protrae da tempo e ricorda lo sfregio alla Stele della Pace di Rainer Kriester, sempre dedica a “U megu”, sulla collina di Marmoreo.

Eppure a Vendone l’iniziativa artistico-culturale era stata accolta con spirito bipartisan e anzi lo stesso Andrea Bronda, già segretario della Lega Nord, aveva fornito l’effige di Felice Cascione, tratta dalla foto che conserva quale eredità del nonno, compagno di battaglia dell’eroe partigiano.

“La foto sulla ceramica di Cascione è stata mandata in frantumi ed è stata mischiata con pezzi di foto di un noto giornalista della zona e della sua compagna, poi questa composizione è stata posta su un altarino. Un gesto veramente inquietante, un’aggressione alla memoria della Resistenza ma anche una intimidazione nei confronti di un giornalista. Certamente non è il gesto di un teppista estemporaneo” commenta Arnaldi.

Difficile etichettare l’accaduto. E’ invece facile ricordare come il rifiuto della novità si sia già espresso con virulenza a Vendone: il concerto interreligioso che doveva svolgersi all’insegna del dialogo ecumenico, infatti, era saltato proprio per l’insistenza delle polemiche di paese. “Non sostituiremo le foto – rimarca Giuliano Arnaldi – Ma rimetteremo i cocci insieme”.

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