Uranio impoverito: in provincia di Savona un caso di contaminazione tra militari
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Savona. Ci sarebbe anche un caso in provincia di Savona, tra i militari vittime della possibile contaminazione di uranio impoverito.
Mentre i casi che “nel 2007 secondo la Sanità Militare erano 2.536 (si riferiscono solo a militari e non a civili) ora si avvicinano alla cifra di tremila”, ha sottolineato Falco Accame, presidente dell’Associazione nazionale italiana assistenza vittime arruolate nelle forze armate e famiglie dei caduti (Anavafaf).
“Da parte del Ministero – ha aggiunto Accame – sta arrivando una pioggia di dinieghi nei risarcimenti, ma ciò non può oscurare la memoria di quanto è accaduto. L’Anavafaf ritiene che, quanto meno lo Stato dia un segnale di riconoscimento e riconoscenza verso tutti coloro che hanno affrontato un nemico invisibile e sconosciuto (il fuoco amico) e senza adeguate misure di protezione”.
“Questo segnale di rispetto alla memoria potrebbe essere costituito da una medaglia di piombo (e quindi di basso valore monetario) alle vittime, una medaglia che tuttavia ricordi con il suo peso il peso del dolore arrecato a tante persone inviate a servire il proprio paese in situazioni di rischio” conclude Accame.
Un secondo caso di contaminazione è stato invece registrato in provincia di Sassari.


Basta con le guerre e i preparativi di guerra.
Nel 2010 le spese militari nel mondo sono state calcolate in 1630 miliardi di dollari,
l’Italia da sola ne ha spesi 37 miliardi….è intollerabile.
Basterebbero 13 miliardi di euro per garantire alimentazione e salute in tutto il mondo.