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Uffici turistici Iat, Scajola (Pdl): “Fondamentali per la promozione del territorio”

Regione. “Le difficoltà economiche stanno mettendo a dura prova l’esistenza degli uffici turistici IAT del nostro territorio. La Liguria è una Regione che deve fare del turismo un mezzo fondamentale per rilanciarsi economicamente. In quest’ottica, è impensabile che il territorio non abbia dei punti di riferimento per dare informazioni al turista.” Così dichiara il consigliere regionale del Pdl Marco Scajola che prosegue: “nell’evidenza delle difficoltà economiche bisogna quindi fare squadra tra gli enti interessati: Comuni e Provincie con la fondamentale regia della Regione Liguria”.

“Ho parlato personalmente con l’assessore Berlangeri – continua il consigliere regionale del Pdl – il quale ha dimostrato attenzione ed interesse verso questo problema, bisognerà trovare al più presto soluzioni rapide e percorribili per garantire l’esistenza e la qualità dell’informazione turistica su tutto il territorio ligure”.

Marco Scajola conclude: “Sempre più gli IAT dovranno cercare di autofinanziarsi attraverso ad esempio la possibilità di vendere pacchetti turistici e prodotti tipici liguri. Quest’ultima soluzione credo possa essere la migliore essendo anche condivisa da esponenti della Maggioranza e della Minoranza in Regione. Ora sta a noi nel più breve tempo possibile passar dalle parole ai fatti”.

Commenti

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  1. Scritto da deleterio

    E bravo merlo! Trasformiamo gli IAT in bazar, anzi in suk arabi.
    Ad esempio, chi decide le marche e le tipologie dei “prodotti tipici” da vendere? Tipo le “acciughe salate liguri” degli autogrill? Con che criterio verranno scelte le ditte fornitrici? A chi paga la stecca più alta? Nello IAT di Imperia che olio si venderà? L’addetto allo IAT deve diventare un pizzicagnolo e dotarsi di registratore di cassa? Magari con lo stesso contratto di adesso (quello degli “esternalizzati” è spesso da vergognarsi).
    E i “pacchetti”? Ma non bisogna essere agenzia di viaggi per vendere pacchetti? E, di grazia, chi sceglie le agenzie di cui vendere i pacchetti? E le strutture ricettive da inserire nei pacchetti, perché un albergo piuttosto che un altro, con che criterio?
    E non sarebbe concorrenza sleale per un’agenzia di viaggi o un negozio di prodotti tipici avere a fianco un autogrill camuffato da IAT che però è all’interno di sedi pubbliche (non ha affitti da pagare) e il telefono e la luce glieli paga Pantalone? Non ci sarebbero gli estremi per un ricorso al garante della concorrenza?
    Infine, dove andrebbe a finire il principio dell’imparzialità dell’informazione data ai turisti? Che almeno a parole è ancora vigente e scritto nei procedimenti amministrativi.
    “Mi dia due etti di informazioni turistiche”, “ho fatto due etti e mezzo, lascio?”: il turismo secondo gli Scajola.