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Tirreno Power spacca il Pd savonese: il circolo di Quiliano contro Di Tullio e al fianco dei sindaci

Vado L. Tirreno Power e la delibera regionale spacca il Partito Democratico, in particolare dopo le affermazioni del segretario provinciale Livio Di Tullio e dell’assessore Lorena Rambaudi.

Ad intervenire in una nota il circolo quilianese del Pd, che afferma: “Pur riconoscendo che su alcuni aspetti sono stati ottenuti risultati positivi, intende rimarcare con forza e in coerenza con quanto precedentemente affermato, la netta contrarietà alla costruzione di un terzo gruppo a carbone perchè comporterebbe un aumento considerevole di CO2, un rilevante implemento nella movimentazione e combustione del carbone e di conseguenza maggiori emissioni di polveri sottili”.

“In risposta alle incomprensibili dichiarazioni dell’assessore Rambaudi e del segretario provinciale Di Tullio, nelle quali si lamenta una assenza delle amministrazioni comunali di Vado e Quiliano, che avrebbe indebolito la trattativa politica, al contrario, il Circolo di Quiliano ritiene che il sindaco Ferrando e l’amministrazione comunale abbiano tenuto un comportamento corretto ed in totale accordo con il nostro Circolo, nella difficile gestione della vicenda Tirreno Power, essendo invece tutt’altro che assenti”.

“Il circolo ha inteso stigmatizzare l’esternazione del segretario provinciale non condividendone i contenuti e non comprendendone la finalità politica” conclude la nota.

Commenti

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  1. Scritto da poliedrik

    ,,se ti preferissci poessu anche adattame , sulu pettì e pruvà in “minghiaziofà” (tantu pe’ diì,,,sensa nisciuna pretesa,,, mìa che ti séei proppriu adattu a parà o mustrà aiiatri a diventà simpatticu,,,)

  2. B.O.S.S.
    Scritto da B.O.S.S.

    ma che modo di parlare è quello di poliedrik? forse crede di sembrare simpatico, mah!

  3. Carlo M.
    Scritto da Carlo M.

    Che facciano industria “alternativa” anche loro così riescono a fare chiudere anche tirreno Power ed hanno fatto Bingo. Con la pancia piene viene più semplice. Eccome se viene più semplice.

  4. Scritto da poliedrik

    Socrate ‘u l’ha spiegou sensa troppi rigii cumm’a l’è andéta ‘a questiun e chi u deve caregase du pesu da respunsabilité civica ancun primma che pulittica (che stacchì a l’é za bella che frìita e ‘pe vegghe u risultattu u tucca spetà d’entrà in cabina eletturale,,,). Bravu.
    U fétu pusjitivu u l’è che cun sta facenda se sun attivè di muvimenti pupulari foeea dai i partii c’an scuertu u cuù a quarche d’un, nunustante i tentativi de fàali stà sitti,,,

  5. Scritto da Socrate

    Sono due le cose che accomunano Tirreno Power e la maggior parte dei politici locali (di destra e di sinistra): la menzogna e l’avidità.
    In più alcuni politici, a queste caratteristiche assommano una totale idiozia come si vede dalle recenti dichiarazioni.
    Così, come Tirreno Power continua da anni a raccontare balle e a non mantenere gli accordi scritti risparmiando denaro sulla salute dei cittadini, così i politici locali non si vergognano minimamente di dire un giorno una cosa per essere votati e il giorno dopo l’oppposto per prendersi un po’ di soldi.
    Non tangenti, ci mancherebbe, ma belle triangolazioni che magari danno lavoro a cooperative amiche bacini di voti, o favoriscono enti e aziende di amici o fanno piovere un po’di soldi ecc.
    E se qualcuno dissente viene isolato oppure si paga qualche “mercenario” perchè con un bel nick falso parli bene del carbone e sobilli gli animi. Che schifo….

    Secondo il principio di alcuni politici l’accordo è vantaggioso perchè TP spenderà un po’ di spiccioli (sempre che li tiri fuori davvero) per risarcire il danno ambientale.
    Questa non è niente altro che una ammissione di colpevolezza: il danno c’è e c’è stato, ma per loro va bene così: paghi due spiccioli e puoi danneggiare ancora!

    Sarebbe come se un cittadino qualsiasi prendesse un’ascia, andasse dal manager o dal politico di turno, gli mozzasse una mano o un piede, poi dicesse “oh, che sbadato, ti ho fatto un danno! vabbè, tieni diecimila euro e siamo pari” e si allontanasse con l’ascia in spalla per per mozzare altre mani come progettato.
    Nessuno glielo farebbe fare.
    Allora perchè a Tirreno Power sì?