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Terminal Rinfuse annuncia la cassa integrazione da febbraio, Berruti (Cgil): “Avviare tavolo istituzionale sulla filiera del carbone”

Savona. “Numeri ed iniziative importanti, che potrebbero segnare una significativa e concreta prospettiva in termini di sviluppo industriale, infrastrutturale ed occupazionale. Purtroppo sono opere che inevitabilmente necessitano di tempi lunghi nella realizzazione e i cui effetti positivi non potranno che concretizzarsi tra diversi anni”. E’ questo il commento di Fulvio Berruti della Cgil in merito alla firma della convenzione per Tirreno Power su lavoro e imprese savonesi, che segue quella siglata sulla piattaforma Maersk per l’occupazione.

“Nell’immediato però – aggiunge Berruti -, venerdì 16 dicembre, in sede di Unione Industriali, un importante terminalista portuale, Terminal Rinfuse Italia, di Vado Ligure ha annunciato l’intenzione di inoltrare un provvedimento di cassa integrazione, a partire probabilmente dalla metà febbraio 2012 per 13 settimane per 29 lavoratori, praticamente metà dell’organico attuale. La decisione è stata messa in relazione al calo dei traffici, all’imminente dismissione dei silos granari e alle future prospettive del terminal stesso”.

La delegazione sindacale presente al tavolo ha preso atto della situazione senza assumere decisioni “a caldo” ma, unitariamente, ha ritenuto che il problema posto dal Terminal Rinfuse sia da inserire all’interno di una visione complessiva della gestione della filiera del carbone, che in questa provincia occupa migliaia di addetti diretti e indiretti.

“Si è immediatamente inoltrata una richiesta di incontro all’Autorità Portuale di Savona che necessita, altresì, dell’attivazione di un percorso che preveda il coinvolgimento della Regione Liguria, della Provincia di Savona, dei comuni di Vado Ligure e Cairo M., delle aziende TRI-Funivie- TAFS- Italiana Coke-Tirreno Power, oltre che l’Autorità Portuale stessa” prosegue Berruti.

“Sul territorio esiste tuttora uno strumento vigente: l’accordo di programma per lo sviluppo della Valle Bormida. Al punto 6 di quell’accordo si delineano le scelte che il territorio ha fatto e, che le organizzazioni sindacali hanno condiviso, rispetto alla gestione del ciclo del carbone, scelte ancora parzialmente compiute, come la copertura dei parchi carbone di Cairo Montenotte”.

“Non sono disponibile né a discutere e tanto meno a gestire i problemi e le ricadute sociali conseguenti che la direzione del TRI ci ha posto con la filosofia delle “foglie del carciofo”.
Per questa ragione sono convinto che sia utile ed indispensabile un tavolo di discussione, finalizzato ad uscire dalle attuali ambiguità, con tutti i soggetti attori, istituzionali ed imprenditoriali, compreso Tirreno Power (visto che in prospettiva il carbone a Vado sarà presente solo per l’approvvigionamento della centrale) e, condividere un protocollo di intesa che sia propedeutico ad un aggiornamento dell’attuale punto 6 dell’Accordo di Programma sopra citato e, se il caso, predisporre le condizioni per un nuovo Accordo di Programma finalizzato alla gestione della filiera del carbone nella provincia di Savona” conclude Berruti.

Commenti

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  1. Scritto da juan

    bel regalo di natale…la cassa integrazione …altre 29 famiglie che affronteranno lanno nuovo con moltissime preoccupazioni in piu’ …mentre sul web bande di pseudoambientalisti con la pancia piena pensano solo al loro orticello …e amministrazioni pseudoserie pensano a fare ricorsi senza senso contro i progetti che portano lavoro adesso anche contro l ampliamento della centrale .. ma si in fondo..basta che la pagnotta ce la abbiano assicurata loro poi…del resto che cavolo gliene frega …VERGOGNA!!!!