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Sindaci e cittadini valbormidesi in consiglio regionale: “L’ospedale di Cairo non si tocca” foto

Genova. Una sessantina di valbormidesi in Consiglio regionale in difesa dell’ospedale di Cairo Montenotte: si tratta di sindaci (in prima linea quelli di Cairo, Millesimo, Cengio, Murialdo, Osiglia, Carcare, Sassello), rappresentanti di varie giunte comunali della valle, militi delle pubbliche assistenze e semplici cittadini. Tutti a Genova per non vedersi sottrarre servizi sanitari basilari a rischio tagli.

“Siamo qui in difesa dell’ospedale del nostro territorio che non può essere smantellato. Dobbiamo alzare la voce e questa è l’occasione giusta” esordisce il sindaco di Murialdo, Bruno Odella. Un vero e proprio atto politico di protesta, con i primi cittadini in fascia tricolore. Al loro seguito c’è chi vivrà sulle proprie spalle i tagli previsti dal piano sanitario.

“Siamo qui perché chiudere il Pronto Soccorso nelle ore notturne significa mettere in ginocchio le pubbliche assistenze che hanno già carenza di militi, vuol dire dover percorrere ancor più chilometri per salvare delle vite e lavorare in condizioni davvero difficili – dice Alessio Murgia della Croce Bianca di Cairo Montenotte – Per noi l’ospedale è un punto di riferimento importante: questo è un territorio vasto che necessità di questo servizio”.

“Alla Val Bormida è stato promesso molto in questi anni ma poco è stato fatto – aggiunge Maria Grazia, a nome dei cittadini del territorio giunti nel capoluogo ligure per far sentire le proprie ragioni – Intanto, però, si continuano a sprecare soldi pubblici: penso all’Agenzia regionale della Sanità per la quale a Genova si spende denaro inutile. Ecco, forse si potrebbe eliminarla risparmiando qualche milione di euro. Per i militi del soccorso è difficile operare nel nostro territorio: la viabilità lascia a desiderare, d’inverno la presenza di ghiaccio rende le operazioni molto complicate. Dover portare un malato grave fino a Savona significa mettere a rischio la sua vita”.

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