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Se il dipendente fa le “corna”, l’ira e il diritto di critica del datore di lavoro sono legittimi

Pietra Ligure. Era in uno stato d’ira causato dall’aver sorpreso la dipendente-socia della sua cooperativa, che si era messa in malattia, a svolgere le stesse mansioni per un’impresa concorrente. E’ questa, in sintesi, la motivazione per la quale il datore di lavoro che aveva pubblicato su Facebook la foto della sua dipendente mentre guidava un’ambulanza della Croce Rossa, in ore notturne per un’urgenza, quando risultava ufficialmente assente dal lavoro per malattia, è stato assolto.

La sentenza di assoluzione (“perché il fatto non sussiste”) è stata pronunciata nel novembre scorso dal giudice dell’udienza preliminare Fiorenza Giorgi che ora ha reso note le motivazioni. Le premesse prese in considerazione dal giudice sono che “la dipendente era socia di una cooperativa e con questa aveva sottoscritto un patto di non concorrenza e che la signora era assente dal lavoro per malattia e per questa ragione era sottoposta ad una cura che influenzava la capacità di guidare”. Per queste ragioni quando, la sera del 12 luglio del 2009, il datore di lavoro, notando la dipendente guidare l’ambulanza ed aveva “ritenuto di documentare un comportamento schiettamente inadempiente della socia” aveva espresso il suo “legittimo diritto di critica”.

Spiega infatti il giudice: “il datore di lavoro ha riferito un fatto vero, non privo di rilevante interesse pubblico e lo ha fatto in maniera ironica”. Inoltre la sentenza ha tenuto conto del “tradimento” della dipendente che ha suscitato nel suo capo “uno stato d’ira”. Si legge nella motivazione: “Ha inserito la foto e le frasi incriminate sul web a poche ore di distanza dall’incontro con la presunta parte offesa ed è quindi ragionevole che versasse in uno stato d’ira di cui all’esimente speciale prevista dal secondo comma dell’articolo 599 codice penale”.

L'”arrabbiatura” insomma era giustificata dal fatto che la socia lavoratrice fosse stata sorpresa a prestare servizio per una diretta concorrente della cooperativa di cui era socia nonostante avesse dichiarato di non essere in grado di svolgere questo tipo di lavoro.

L’episodio incriminato era successo nei pressi dell’ospedale Santa Corona, nell’estate del 2009, il presidente della cooperativa aveva “pizzicato” sul fatto la guidatrice, a bordo di un’ambulanza della Cri di Ceriale, e l’aveva ritratta con la fotocamera. L’episodio era poi rimbalzato su due mezzi di informazione ed il presidente della coop sociale, assistito dall’avvocato Giovanni Maglione, era così stato denunciato dalla diretta interessata per diffamazione a mezzo stampa.

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