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Savonesi in preda alla febbre del gioco: nel Lotto superano i napoletani

Savona strappa a Napoli il primato nella spesa pro capite per il gioco del Lotto. La febbre dei novanta numeri, quando il bussolotto della fortuna è una scommessa contro la crisi, di è impossessata dei savonesi: 162 euro a testa per le giocate. Più dei partenopei, che spendono 160 euro. E più dei romani, con 136 euro, anche se è proprio nella capitale e nella sua provincia (anche per dimensioni e demografia) che la raccolta per il Monopoli di Stato è la più fruttuosa: quasi 512 milioni di euro. A Napoli l’incetta è stata di 494. A Savona invece 45.

Sta di fatto che, singolarmente, gli abitanti del Savonese spendono volentieri al Lotto. La media italiana di spesa pro capite in queste giocate è stata di 118 euro. La spesa più bassa a Bolzano con soli 63 euro spesi a testa.

Le “capitali” del gioco e delle scommesse in Italia, a conti fatti in vista della chiusura dell’anno, sono le province Milano, Roma e Napoli che insieme hanno raccolto giocate per oltre 14 miliardi di euro. Nel 2011 Milano sarà la città in cui si è giocato di più con una raccolta pari ad oltre 5,6 miliardi di euro, seguita da Roma con 5,1 miliardi di euro e Napoli con 3,4 miliardi. Anche a Torino il gioco è stato protagonista (raccolta nel 2011 a circa 2,5 miliardi di euro). Savona si difende bene, considerato il limitato territorio provinciale e i numeri della popolazione, con 476 milioni.

Il 2011 si chiuderà con una raccolta totale di 76,1 miliardi di euro (+23,9%). Segno che la crisi mordente non scoraggia, e anzi stimola, le scommesse. La spesa pro capite in Italia per il gioco sarà di poco inferiore ai 1.200 euro. Ben 44 le province con una spesa per abitante per tentare la fortuna superiore alla media italiana. Spicca l’incredibile dato di Pavia con una spesa pro capite per il gioco di poco inferiore ai 2.900 euro, oltre il doppio della media italiana. Oltre i 1.800 euro a testa saranno spesi anche dagli abitanti di Como, Teramo e Rimini. Ma subito dopo, nella classifica, c’è Savona, con ben 1.701 euro pro capite.

Per quanto riguarda Superenalotto e WinForLife, la spesa dei Savonesi è di 45 euro a testa. Non lontana anche in questo caso a quella dei napoletani, di 47 euro. Mentre le regine di questo segmento restano le grandi piazze di Roma e Milano. E’ gettonato anche il Bingo nelle sale locali; la media nazionale è di 32 euro a persona, mentre i savonesi arrivano a 41 euro. In fascia medio-alta, inoltre, la spesa pro capite per i Gratta e Vinci: 165 euro per ogni savonese in media.

Sul versante delle Newslot e Videolottery la sorpresa non è da meno: nella provincia savonese si registra una spesa di 1.209 euro ad abitante. Non poco se si pensa che nel Milanese si spendono 1.032 euro e nella provincia romana 750. Pavia è l’unica provincia italiana con una spesa pro capite su slot e Vlt superiore ai 2000 euro per persona.

E’ Napoli la provincia italiana dove si è scommesso di più, sia a livello generale sia a livello pro capite, nel 2011 con una raccolta totale di oltre 505 milioni di euro. Roma si è classificata seconda con una raccolta di 404,7 milioni di euro; più distante Milano, al terzo posto, dove gli incassi complessivi sono stati pari a 247,6 milioni di euro. I savonesi nelle scommesse sportite hanno versato 43 euro pro capite, segnando una raccolta complessiva di 11,9 milioni di euro.

C’è poi il capitolo dell’ippica, che sta vivendo un periodo massimamente delicato, compreso l’Ippodromo dei Fiori di Villanova d’Albenga che, al pari degli altri nella penisola, rischia di chiudere. “Non sarà possibile programmare l’attività ippica 2012 perché le risorse comunicate dall’Assi non sono sufficienti. Dall’1 gennaio gli ippodromi del nostro Paese chiuderanno, mettendo in atto tutte le operazioni che avviano la chiusura definitiva delle aziende che non hanno un presente né tanto meno un futuro” si legge in una nota della Federazione Ippodromi.

Milano e Roma sono le protagoniste del settore ippico nel 2011. La raccolta totale di questo settore di gioco si è attestata a 1.351 milioni di euro e di questi circa 148 milioni sono stati raccolti solamente nella provincia lombarda, mentre nel capoluogo laziale gli introiti sono stati di 124 milioni di euro. Chiude il podio Napoli con 66 milioni. Nel Savonese l’anno si chiude con una raccolta di 10 milioni di euro in questo segmento delle scommesse.

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