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Turismo, gli albergatori tornano alla carica contro la tassa di soggiorno foto

Provincia. “Siamo decisamente contrari alla tassa di soggiorno”: la presidente dell’Unione provinciale albergatori di Savona, Franca Cappelluto, ha espresso oggi in questi termini il dissenso della categoria su una tassa che ha definito “antiturismo”.

L’Unione Provinciale Albergatori teme possa verificarsi un effetto domino, con molti comuni tentati di imitare chi dovesse prendersi la responsabilità di fare da apripista. Le condizioni della finanza locale potrebbero giustificare una decisione in questo senso.

“Alla tassa di soggiorno siamo decisamente contrari – spiega la presidente Cappelluto – perché metterebbe in ginocchio un settore già pesantemente bersagliato dalla crisi e preso di mira dal fisco. Vale la pena ricordare che gli albergatori si trovano a dover fronteggiare l’introduzione dell’Imu con rivalutazione degli estimi catastali, l’incremento continuo dei costi per l’energia e per i prodotti di consumo, colpiti dall’aumento dei costi di trasporto. E in prospettiva, dalla prossima estate, già si delinea l’aumento dell’Iva per i servizi alberghieri dal 10 al 12 per cento, autentica mazzata per la competitività delle nostre strutture”.

“In un momento come questo – aggiunge – avremmo bisogno di sostegni e di misure anticicliche che combattano le spinte recessive. Invece, oltre a non vedere una mano tesa verso la categoria, si assiste ad uno Stato che pensa solo a fare cassa. Dovessero aggiungersi anche i Comuni, saremmo cacciati fuori mercato, entrando in una crisi irreversibile. Per questo motivo chiediamo ai sindaci un atto coraggioso e di responsabilità politica”.

L’Unione Albergatori mette anche in guardia da un altro pericolo, quello che ogni Comune vada per la propria strada in relazione alle proprie esigenze di bilancio. Verrebbero a crearsi delle spinte autonomistiche, con una città che non applica l’imposta di soggiorno, altre che la applicano in misura limitata e altre ancora che puntano al massimo incasso.

“Per questo – sottolineano Cappelluto e Scrivano – si chiede a viva voce un tavolo di confronto con le categorie per decidere insieme tutte le politiche turistiche da quelle di promo commercializzazione a quelle fiscali. E questo per non vanificare un lavoro che si sta faticosamente costruendo da anni”.

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