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Savona Calcio verso il fallimento dichiarato: ecco gli scenari possibili sul futuro della società foto

Savona. Savona Calcio verso il fallimento dichiarato. Salvo colpi di scena è questa l’ipotesi più probabile per la società biancoblù al termine dell’udienza pre-fallimentare che si è svolta questa mattina presso il Tribunale di Savona.

Al terzo piano del Palazzo di Giustizia si è presentata una rappresentante del gruppo torinese (Cave San Basilio S.r.l.) interessato ad un possibile concordato preventivo, l’avvocato Maria Luisa Formato (in rappresentanza del legale del gruppo, l’avvocato Michele Toma). L’intenzione del gruppo è sulle garanzie per il pagamento delle fideiussioni entro l’anno, ma non è stato formalizzato nulla né vi è, su questo aspetto, una certezza.

Il giudice Davide Atzeni ha spiegato che l’udienza era riservata alla parte societaria, quindi la posizione sul concordato preventivo o l’esercizio provvisorio non è stata ammessa in quanto sarebbe dovuta pervenire prima dell’udienza di questa mattina.

A questo punto si sono incontrati il giudice, il presidente Fabrizio Oggianu, il commercialista Giovanni Acatte, l’avvocato Andrea Salice ed il sostituto procuratore Danilo Ceccarelli: la Procura, così come gli stesso Salvatore Cavaliere ed il mister Ninni Corda, presenti in Tribunale, si sono pronunciati per l’immediata procedura fallimentare della società.

Il giudice si è quindi riservato di decidere convocando la Camera di Consiglio che entro stasera, o al massimo domani mattina, si pronuncerà per il fallimento dichiarato del Savona Calcio 1907 Fbc.

A questo punto si aprono tre scenari: la possibilità di un nuovo concordato preventivo che il gruppo torinese potrebbe avanzare dopo la pronuncia del fallimento dichiarato, o una gestione provvisoria con qualche imprenditore locale che potrebbe fornire le garanzie economiche necessarie, oppure il fallimento vero e proprio, l’ipotesi peggiore.

Secondo voci di corridoio sulla seconda opzione ci sarebbero alcuni imprenditori locali interessati alla gestione provvisoria della società.

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