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Sanità, il consigliere Quaini (Idv): “Integrazione Pietra-Albenga unica strada percorribile”

Pietra/Albenga. “Il futuro assetto sanitario del ponente ligure deve avere quale punto imprescindibile di partenza una fortissima integrazione tra il Santa Corona di Pietra ed il S. Maria della Misericordia di Albenga. Il fatto che proprio il ponente sia baricentrico ed indispensabile per la gestione dell’emergenza nell’ambito della Regione Liguria implica, anche per il forte bacino di riferimento, la messa in opera di sinergie sempre più forti ed efficienti sino a determinare funzionalmente un quadro di ‘Ospedali riuniti del Ponente’, ovviamente articolato su due poli ma che fa riferimento a realtà sanitarie da tempo operative in altre regioni italiane (Emilia Romagna, Toscana,Veneto sino al vicino Piemonte)”. Con queste parole il presidente della commissione sanità in Regione Stefano Quaini, parla della sanità ospedaliera del ponente ligure, in vista della delibera regionale che dovrà mettere mano alla riorganizzazione ospedaliera e della rete delle emergenze.

“La forte vocazione di entrambi gli ospedali di esercitare attrazione verso la realtà imperiese giustifica il mantenimento dell’attuale mole di lavoro, basata sulla fiducia dei cittadini e sul diritto costituzionalmente garantito all’assistenza sanitaria, pertanto e’ ineludibile il passaggio che certifica il mantenimento di una importante offerta nell’ambito specialistico e di eccellenza”.

“Abdicare ad un importante ruolo, soprattutto economicamente dimostrabile, di attrazione sia verso la provincia di Imperia sia verso il Piemonte, significherebbe ricondannare molti liguri a rivolgersi fuori regione per prestazioni di alta qualità ora attuate in entrambe le realtà. Sono un convinto assertore da tempo che l’attuale assetto ospedaliero della provincia su quattro nosocomi integrati in due centri hub sinergici con i rispettivi spoke, offra le più adeguate garanzie di intervento in un momento in cui l’assistenza territoriale fatica a trovare le risorse per reggere la domanda, in crescita , di prestazioni sanitarie”.

“Bisognerà lavorare in tale direzione rendendo sempre più centrale il ruolo della medicina di base, anche nelle sue articolazioni in “medicina di gruppo”, sia attribuendo forti competenze e risorse ai distretti socio-sanitari. E’ necessario puntare sull’integrazione dei professionisti del ponente, delineando bene i rispettivi ruoli e mission ossia la gestione dell’emergenza per S. Corona e l’elezione per Albenga. Apprendo con estremo piacere della notizia che il sindaco De Vincenzi metterà in atto un concorso di idee al fine di creare un percorso adeguato per la futura logistica dell’ospedale, il cui ruolo deve puntare su un’alta qualità dell’offerta, come è sua tradizione ed esperienza consolidata, mentre si deve agire per potenziare ulteriormente tale vocazione che dia la possibilità al ponente di disporre di una cardiochirurgia di eccelsa qualità, puntando finalmente su nomi importanti e curricula di primo piano” aggiunge l’esponente dell’Idv.

“Allo stesso tempo bisogna dare ad Albenga il massimo delle potenzialità future ed il progetto ortopedico volto al contenimento fughe va in tale direzione , mentre si potrebbe individuare nel nosocomio un ulteriore centro che lo faccia divenire a tutti gli effetti un polo di attrazione nazionale in ambito di trattamento dell’osteomielite e delle infezioni periprotesiche mantenendo gli interventi ad elevata complessità al S.Corona con contestuale assistenza infettivologica”.

“La medicina interna, i cui trend di ricovero e competenze su scala nazionale sono in forte aumento, sarà una struttura essenziale in tale contesto, in grado di divenire centrale per lo sviluppo di progetti importanti in sinergia con S.Corona. E’ altrettanto essenziale mantenere l’eccellenza della Chirurgia Generale elettiva, soprattutto alla luce della forte attrattiva e competenze sviluppate nel corso degli anni da parte dell’equipe coordinata dal Prof. Filippo Falchero, creatore di un centro in cui la patologia addominale viene trattata nel 70% dei casi con l’approccio videolaparoscopico , secondo le più moderne linee guida internazionali, avendo inoltre a disposizione un blocco operatorio moderno e dedicato.Un’attività che ha portato a numeri importantissimi supportati da una eccellenza acquisita e consolidata in ambito di chirurgia bariatrica con oltre 50 interventi annui, riconosciuto anche dal SICOB (Società italiana di chirurgia metabolica e dell’obesità), chirurgia del giunto esofago gastrico ed il trattamento della patologia neoplastica di colon-retto, forte inoltre di un’attività ambulatoriale di circa 6500 visite annue e di una intensa produzione scientifica su riviste indicizzate” conclude Quaini.

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