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Sanità, colpo di scure ai primariati. Montaldo: “Per renderci comparabili alle Regioni virtuose”

Savona. E’ il giorno del taglio ufficiale delle strutture complesse per la sanità ligure. Così l’assessore regionale Claudio Montaldo, giunto nel pomeriggio all’ospedale San Paolo di Savona: “Abbiamo avviato un processo di riorganizzazione delle strutture cliniche che consentirà di ridurre i costi, ma anche di offrire meglio i servizi. Si taglia il numero dei primariati: abbiamo quindi deciso di ottimizzare a partire dalla testa dell’organizzazione. Questi servizi saranno meglio impostati”.

“Con questa prima deliberazione abbiamo eliminato circa 50 ‘responsabilità’ in capo alle strutture. Manca il San Martino-Ist, che verrà affrontato a gennaio, così come a gennaio ci occuperemo della parte tecnico-amministrativa, per arrivare ad una riduzione di circa 110 strutture. E abbatteremo un centinaio di milioni di costi”.

Il piano delle riduzioni è stato elaborato sulla base dei parametri Agenas: le attuali 266 strutture complesse distribuite in tutte le Asl regionali scenderanno a 219, con una riduzione di 47 primariati. Si tratta di una prima tornata a cui seguirà un analogo provvedimento sulla struttura San Martino-Ist. A questo ulteriore provvedimento si aggiungerà anche un’azione specifica sull’Istituto Giannina Gaslini nei prossimi mesi.

In caso di accorpamenti di più strutture complesse, la riorganizzazione prevede che sia la direzione generale della Asl ad individuare il primario che continuerà a ricoprire l’incarico, secondo gli stessi criteri con cui si nominano i nuovi direttori di struttura. Per la Asl 2 Savonese si passa da 71 a 58.

“E’ l’anno che precede l’inserimento dei costi standard per renderci comparabili con le Regioni più virtuose – osserva l’assessore Montaldo – Per quanto riguarda il territorio savonese, il numero degli ospedali rimarrà lo stesso. Vi saranno i due poli principali del San Paolo e del Santa Corona, completati da Albenga come struttura d’elezione e recupero delle fughe e da Cairo quale presidio per la Valbormida”.

La battaglia contro il disavanzo dei conti sanitari prosegue con i sacrifici. “Si chiude un anno pesantissimo dal punto di vista delle risorse – commenta Montaldo – La pesatura della quota anziani ha continuato ad incidere. Ma è anche stato un anno di grande riorganizzazione, con il contenimento dei costi”.

Durante l’incontro al San Paolo, organizzazioni sindacali, comitati e operatori del comparto hanno consegnato all’assessore regionale le 23 mila firme raccolte contro i ridimensionamenti della rete ospedaliera. Montaldo ha mostrato un’apertura alle richieste del territorio valbormidese, in apprensione per le sorti del pronto soccorso: “Presenterò adeguamenti alla proposta fatta sull’emergenza, tenuto conto del dibattito che si è aperto”.

Allo stesso tempo, l’assessore alla salute non ha lesinato stoccate ai sindacati: “E’ ora di smetterla di mettere un Santo contro l’altro”.

Commenti

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  1. IronMan
    Scritto da IronMan

    Carp @Ulisse, di Bonanni non si capisce bene il lavoro che faccia, ma lui capisce benissimo il lauto stipendio che prende !

  2. Scritto da Ulisse

    Naturalmente si parla solo dell’accorpamento dei primariati, da quali non si capisce bene quale grosso risparmio debba derivarne.
    L’indennità prevista da stipendio tabellare risulta infatti intorno ai 1000 euro.
    Della pletora di aministrativi che non producono altro che burocrazia, invece non si parla.
    Anzi in prima fila siede Bonanni che non si capisce bene quale lavoro faccia.