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Regione, spostamento Rsa di Alassio: interrogazione con risposta immediata del consigliere Melgrati

Alassio. Presentata dal Consigliere regionale Marco Melgrati una interrogazione a risposta immediata in relazione al trasferimento della Rsa di Alassio all’ospedale di Albenga; infatti il 13 dicembre l’assessore alla salute Claudio Montaldo in sede di Consiglio regionale, all’interrogazione circa la volontà di chiudere la struttura per lungo degenti di Alassio, testualmente rispondeva “la soluzione di ospitare la Rsa nell’ospedale di Albenga è stata dettata dalla necessità di trovare dei luoghi immediatamente disponibili e questi locali lo sono sicuramente e ci evitano di avere problemi di ulteriori costi per il pagamento di canoni o quant’altro”.

“Abbiamo fatto presente che la commistione fra acuti e lungodegenti presenterebbe una anomalia nell’offerta sanitaria, unica in Italia, e sicuramente il solo caso in Regione Liguria, e che questa promiscuità non è vista con favore dal collegio dei primari, e rappresenterebbe sicuramente una caduta di immagine del nosocomio albenganese, che può preludere ad uno svuotamento di contenuti dell’ospedale di Albenga, oltre che un fatto grave dal punto di vista logistico” afferma Melgrati.

Il sindaco di Albenga Rosy Guarnieri aveva rilasciato nei giorni scorsi dichiarazioni agli organi di stampa in cui smentiva l’assessore Montaldo, sostenendo come fosse noto alla Giunta regionale della immediata disponibilità della clinica San Michele in Albenga, con costi notevolmente inferiori rispetto al trasferimento della Rsa in un piano dell’ospedale Santa Maria Misericordia; anche il Collegio dei Direttori di Struttura Complessa del Santa Corona e delSanta Maria di Misericordia, nel documento congiunto sottolineano: “La Ras non può essere localizzata nell’ospedale ad Albenga, (in quanto declasserebbe irrimediabilmente la valenza per acuti dell’ospedale) ma presso altra struttura (es. Clinica S.Michele)”.

Infatti è noto che l’attuale Rsa di Alassio, con gli attuali posti letto, ha un costo annuale di circa 1 milione e 500 mila euro, mentre la clinica San Michele prevede costi di gestione pari a non più di 1 milione e 300 mila euro, quindi con un risparmio netto di 200 mila euro; inoltre, si è anche data la disponibilità per un piano dell’Istituto Trincheri ad Albenga, che meglio dell’ospedale si presterebbe ad un servizio simile”.

“L’interrogazione è tesa a conoscere se il presidente Burlando e l’assessore Montaldo siano al corrente di queste possibili soluzioni e, se sì, per quale ragione non siano state valutate e tenute in considerazione, alla luce dei costi contenuti e del risparmio evidente, soluzione che consentirebbe di evitare il posizionamento di una struttura per lungo degenti all’interno di un ospedale per acuti, scelta inopportuna e non condivisibile” conclude Melgrati.

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