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Regione, il Pdl ligure a difesa della guardia medica nel Comune di Urbe

Regione. Discusse questa mattina in consiglio regionale le interrogazioni dei consiglieri regionali del Pdl Gino Garibaldi e Marco Melgrati sulla ventilata abolizione del servizio di guardia medica notturna, festiva e prefestiva, nel comune di Urbe.

Gino Garibaldi ha chiesto all’assessore Montaldo le motivazioni della sospensione del servizio e come l’amministrazione regionale intenda risolvere il problema: “è necessario riprogrammare un incontro congiunto fra le parti interessate, vista anche la disponibilità dimostrata dalla Asl 3 e i servizi già forniti dal Comune di Urbe. Procedere con l’abolizione di questo servizio vuole dire colpire l’entroterra e avvallarne il processo di spopolamento. Il territorio di questi comuni è montuoso per più dell’80%, molto vasto e frazionato, con problemi di viabilità per le caratteristiche tipiche delle strade di montagna che aumentano la loro criticità nei mesi invernali. Da non dimenticare poi che la popolazione residente è molto anziana e che una decisione di questa portata rappresenterebbe un danno molto grave”.

Marco Melgrati invece ha sottolineato : “non si capisce come mai l’assessore Montaldo non abbia ancora risposto al sindaco Urbe. É un atteggiamento gravissimo visto che sono stati chiesti chiarimenti su una situazione che andrà ad incidere negativamente sul territorio . Un servizio essenziale, la cui soppressione provoca una carenza grave”. “La strada per Urbe – ha rimarcato l’esponente del Pdl – è particolarmente dissestata. Non si può negare un servizio così importante, bisogna fare uno sforzo e cercare i risparmi in altre parti di questo gran calderone”.

L’assessore alla salute Claudio Montaldo ha risposto: “La Asl ha messo in discussione i due poli savonesi di Urbe e Altare, per ragioni di risparmio, ma anche perché il confronto fra il costo della guardia medica della provincia savonese e delle altre Asl era sproporzionato. Ho incontrato i sindaci e ho detto loro che si sarebbe partiti con la nuova organizzazione e avremmo fatto poi delle verifiche. Ricordo che si tratta di guardia medica, non di 118. I dati di novembre 2011 giustificano la scelta della riduzione: sono state fatte 40 visite, tra notturni e festivi, in un mese: poco più di una al giorno, una visita ogni 12 ore.. Tra Sassello e Urbe ci sono 22 km, i tempi massimi di risposta sono 40 minuti. Sono numeri veramente bassissimi, a fronte di Savona che nello stesso arco ne ha fatte 7 e Varazze che ne ha fatte 3 e per Cairo che ha avuto una media di 2 visite per ogni turno di 12 ore. Dobbiamo garantire la presenza della guardia medica in aree vaste e con territori complicati, ma bisogna anche considerare i costi di questo servizio. Mi mancano i dati di Campoligure e delle visite svolte a Tiglieto, ma una riflessione sui numeri va fatta. Ne parlerò con i sindaci interessati e con la Asl. Per quanto riguarda l’emergenza, nella proposta che è attualmente all’esame del Consiglio, vorrei qualificare di più le guardie mediche, in modo che possano rispondere anche su problemi più complessi integrando il servizio 118”.

“Noi capiamo – ha detto Melgrati – i problemi di una sanità che ha sempre più costi e sempre meno risorse, ma lei deve capire i problemi di chi vive nei piccoli comuni dell’entroterra. Una realtà che perde i pezzi e si tratta del minimo vitale per continuare ad abitare in quei territori. Un presidio minimo va mantenuto”.

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