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Provincia, Lunardon (Pd): “Manovra Monti soluzione tampone, intervento costituzionale per la governance”

Provincia. “Di fatto l’unico intervento di riduzione dei costi della politica riguarda le Province. Un po’ poco e un po’ strabico come intervento a fronte della necessità di un generale intervento per riallineare i costi della politica e delle istituzioni nel loro complesso a standard quanto meno europei”. E’ il commento di Giovanni Lunardon, consigliere provinciale e regionale del Pd sulla manovra annunciata da Monti.

“Sappiamo tutti che il primo e più importante banco di prova in realtà sono i costi del parlamento e poi quelli dei consigli regionali e poi quelli delle società partecipate e delle Autority, in parte interessate da questa manovra, e poi quello delle amministrazioni periferiche dello Stato che non possono non seguire un destino simile, in termini di riorganizzazione, a quello delle Province. E’ vero che da questo Parlamento non c’è molto da attendersi, ma credo che a fronte dei sacrifici, ingenti, che si richiedono agli italiani, non ci si può fermare alle Province, si deve andare a fondo e in profondità, se si vuole restituire alla politica nel suo complesso una credibilità che oggi non ha” osserva Lunardon.

Prosegue Lunardon: “Quella prospettata da Monti è una soluzione tampone e transitoria. A questo punto diventa urgente, se vogliamo realmente aprire una fase nuova, varare un vero ridisegno della governance dei territori con una valenza costituzionale, anche per superare l’eccezione di costituzionalità che sarà sollevata dall’UPI contro il provvedimento. Solo in sede di revisione costituzionale è possibile affrontare il tema di come ridefinire l’assetto di governo del territorio al di sotto del livello delle regioni, devolvendo a queste ultime in una chiave di effettivo federalismo la potestà di identificare soggetti e funzioni. Per quanto mi riguarda già questa estate avevo espresso la mia opinione a favore di un assetto basato da un lato su una Regione con tutti i poteri non solo di legislazione ma anche di programmazione e dall’altro sui Comuni e le Unioni di Comuni con compiti di gestione, impiegando i risparmi derivanti dal superamento delle Province per sostenere e rafforzare le unioni di comuni e prevedendo enti intermedi di secondo grado per l’esercizio delle funzioni di area vasta”.

Con la manovra Monti sulle Province finisce una fase durata esattamente 60 anni: le Province di fatto cessano di esistere come enti autonomi di primo grado eletti dai cittadini. I consiglieri provinciali ridotti ad un massimo di dieci saranno eletti dai consigli comunali secondo modalità stabilite dalle regioni entro aprile 2012, il presidente della Provincia sarà eletto in seno al consiglio provinciale e le “nuove Province” così ridisegnate avranno esclusivamente funzioni di indirizzo politico e di coordinamento delle attività dei Comuni nelle materie e nei limiti indicati con legge statale o regionale. Gli organi in carica e quindi anche il consiglio provinciale savonese e la giunta decadranno (salvo modifiche in corso d’opera) al momento dell’entrata in vigore della nuova legge statale o regionale e comunque entro il 30 novembre 2012.

“Il tema non è rinnegare l’apporto delle Province alla vita sociale, economica e istituzionale nel Paese e nel nostro territorio in questi decenni, che io credo sia stato, tra alti e bassi, un contributo utile e positivo – conclude Giovanni Lunardon – Il tema è costruire un nuovo assetto istituzionale per i nostri territori che sia efficace e più semplificato rispetto al passato. Se cambia il mondo attorno a noi non possiamo pensare di mantenere immutata la nostra organizzazione istituzionale, sempre che noi scommettiamo sulla forza delle istituzioni pubbliche e non sul loro lento declino”.

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