Pietra Ligure sancisce per statuto il diritto alla cittadinanza digitale
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Pietra Ligure farà da apripista per riconoscere la dignità di Internet anche a livello istituzionale. Nel prossimo consiglio comunale, infatti, sarà sottoposta all’approvazione la delibera per inserire il “diritto alla cittadinanza digitale” nello statuto dell’ente.
Il parlamentino di Palazzo Golli si appresta dunque a varare un atto sicuramente rivoluzionario, che già il Comune di Venezia aveva preso in considerazione, prima di arenarsi in intoppi burocratici. Nell’assemblea convocata per il prossimo 29 dicembre dovrebbe essere sancita la modifica allo statuto, con la formulazione di un nuovo comma, alla lettera “n”, all’articolo 2 dell’atto dedicato alle finalità del Comune.
Nella formulazione si parla di “annullamento del divario tra chi accesso alle tecnologie dell’informazione e chi ne è escluso”, “diritto d’accesso alla rete”, “rinconoscimento di Internet non solo come fatto infrastrutturale ma anche culturale”.
L’anno scorso l’amministrazione aveva aggiunto il comma “m” sulla promozione dell’acqua pubblica e contro la privatizzazione delle risorse idriche. Ora è la volta del web e del divario digitale. A relazionare sul provvedimento sarà il consigliere con delega all’innovazione Paolo Fontana. L’idea prende anche spunto dall’iniziativa del giurista ed ex garante della Privacy, Stefano Rodotà, che dal novembre del 2010 propone una raccolta di firme per inserire la promozione della cultura digitale nella Costituzione italiana.
In questo modo il Comune di Pietra dichiarerà un impegno statutario a perseguire la finalità di promuovere “le procedure atte a favorire la partecipazione politico-amministrativa e favorire la crescita della cultura digitale con particolare riferimento alle categorie a rischio di esclusione”.
Nel nuovo comma “n” l’ente pietrese dichiarerà di “considerare la rete Internet una infrastruttura essenziale per il diritto di cittadinanza e per la partecipazione alla società dell’informazione”.
23 commenti a “Pietra Ligure sancisce per statuto il diritto alla cittadinanza digitale”
bene; mi pare ci sia già progetto wired..
sarebbe da garantire, a livello nazionale, una connessione a velocità minima gratuita ad internet.
invece tante belle parole ma rimarrà tutto come prima
Il Comune di Pietra Ligure ha un sito del paleolitico, aggiornato a Novembre 2011 . . . il Consigliere Fontana già un anno fa aveva preso l’impegno – davanti al Consiglio Comunale – di aggiornare la grafica e rendere più funzionale il sito, e collegare in streaming le sedute del Consiglio stesso . . . nulla è accaduto ed adesso se ne esce (lui ed i suoi sodali) con questa boutade che mi sa tanto di “copia-incolla” di questa idea che non farina di queste menti . . . per loro la banda larga è solo la misura dei pantaloni ! RIDICOLI . . .
Naturalmente spero che il mio post sia scritto in italiano comprensibile per il consigliere @Fontana, noto Accademico della Crusca e membro dell’ Accademia Nazionale dei Lincei ! !
Gentile IronMan, da come scrive le frasi sembra che il “copia-incolla” lo faccia lei. Io ho provato a seguire il discorso, ma ci sono dei vuoti: o mancano delle conoscenze filologiche a me, o mancano dei verbi a Lei.
Relativamente al sito internet del Comune di Pietra Ligure giovedì prossimo in Consiglio Comunale, d’accordo con il mio Gruppo consigliare, risponderò ad una interpellenza della minoranza. Per rispetto degli interpellanti non reputo corretto dare anticipazioni in questa sede.
Il sito comunque viene aggiornato ogni giorno, a volte capita che chi ne cura la manutenzione dimentichi di aggiornare l’ultima riga della home con la data, non avvenendo questo in automatico.
Il diritto di cittadinanza digitale è molto altro. Stiamo vivendo un momento di grande digitalizzazione delle informazioni, dei servizi e dei rapporti che intercorrono fra le diverse componenti di una società.
Il diritto di cittadinanza digitale oggi rappresenta un’estensione dei diritti fin qui conosciuti; domani, la sua assenza significherà la mancata possibilità di partecipare e accedere alle informazioni, limitando la stessa democrazia.
Dipenderà dalle amministrazioni pubbliche, in base alle rispettive competenze, fornire una risposta e un servizio in termini di infrastrutture, portali pubblici, wifi, postazioni pubbliche, anche per diversamente abili, e così via.
“L’apertura verso un diritto a Internet rafforza il principio di neutralità della Rete e la considerazione della conoscenza in Rete come bene comune, al quale deve essere garantito l’accesso. Per questo è necessario affermare una responsabilità pubblica nel garantire quella che deve ormai essere considerata una precondizione della cittadinanza, dunque della stessa democrazia. In questo modo, si fa emergere anche l’inammissibilità di iniziative censorie” (Stefano Rodotà)
Che bello se l’Italia esistesse ancora … con leggi “uguali” ovunque …
.
Che bello se in Europa vi fossero ovunque le stesse norme, le stesse leggi.
.
Va beh …. non e’ cosi che peccato.
@Fontana:
ok, concettualmente ci siamo, ma in concreto cosa vuol dire?
Però consigliere Fontana quando viene colto in fallo si impettisce IronMan ha solo ragione parole e basta
quanti bei bla bla bla bla…..
mettete il wifi gratis negli spazi pubblici… allora si che diventa un diritto
Se no come al solito è un diritto dei ricchi…..
BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA………. Tra l’altro leggendo un quotidiano oggi mi è venuto in mente di andare a riprendere la il volantino elettorale di questa maggioranza delle ultime elezioni e mancano parecchie cose all’appello………..BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA BLA
@peppeskywalker, credo e spero che quello che difinisce bla bla bla possa essere solo l’inizio, d’altronde bisogna pur iniziare da qualche parte, chissà che un giorno non si possa avere il wifi anche in altre zone di Pietra. Concordo con IronMan quando dice che il sito di Pietra è il massacro del buon gusto, però anche lei prima di postare dia una rilettura a quanto scrive, é dal 2008 che il Consigliere Cruscaiolo Fontana la riprende per gli errori di italiano.
@Fontana . . come vede non sono l’unico a criticarLa (e se tanto mi da tanto, l’unico che la difende si definisce “privo-di-pensiero”, che è tutto dire. . .) . . . Le ricordo che Lei, durante la seduta del Consiglio comunale del 12 Aprile 2011 (non mille anni luce fa . . ) si era preso l’impegno di rifare la grafica e l’accessibilità del sito del Comune, e di relazionare in breve tempo sulla possibilità del collegamento in streaming della sedute del consiglio stesso. Se non riesce a mantenere gli impegni presi se ne faccia una ragione, non faccia la “zitella acida” . . .eddai . . .stasera comunque vedremo casa avrà da dire . . . peccato non ascoltarLa in streaming (e non registrarLa . . hi hi hi) . . . sarà rumore bianco come sempre ?
@Fontana . . . Trovo, al riguardo, particolarmente utile partire da un articolo scritto nell’ultimo numero di Micromega (05/20/09, in un momento in cui il ‘caso Marrazzo’ non era ancora alle porte), dal Prof. Stefano Rodotà (già esponente PCI e poi PDS, già Vice-Presidente della Camera, già Presidente dell’Autorità Garante della Privacy). Al riguardo, lo Stimatissimo Professore ha discettato su quale sia livello di tutela della Privacy accettabile per i Politici, senza con ciò ostacolare la libera informazione sui medesimi necessaria per la vita democratica (art. 21 Cost.). Sul punto, il Prof. Rodotà ha espresso il parere secondo cui non è permesso al politico invocare il diritto della privacy nei termini classici, “in presenza di una sfera pubblica nutrita di spettacolo, di personalizzazione crescente”, in cui “le figure pubbliche accettano questa logica che si presenta come una via obbligata per promuovere la propria immagine, … per guadagnare, consolidare e accrescere il consenso” (e qui Rodotà parla del libro “la storia italiana” con la quale Berlusconi intese promuovere la sua premiership alle elezioni 2001) . Secondo Rodotà, cioè, il politico che chieda “di essere accettato, legittimato e giudicato” sulla sua persona, non può più “tornare indietro”, perché non gli sarebbe più possibile “stabilire secondo convenienza fin dove può arrivare lo sguardo dei cittadini”. (Giorgio Fabretti – Arezzo Polis)
Adesso attento @Fontana, che invocando il “sommo” Rodotà, poi Lei non si potrà più appellare al diritto alla privacy, come invece ha sempre fatto fin’ora . . .
Stia a sentire, Sig. IronSotuttoioMan, parlare nei forum è la cosa più facile del mondo, perché si può discettare su tutto, fare la gara a chi le spara più grosse, insultare gratuitamente e travisare volutamente la realtà, ché tanto si è coperti dall’anonimato.
Se l’interessato non risponde viene trattato da pavido che ammette di aver torto, se risponde una volta dovrà passare le giornate a rispondere ad altre decine di interventi. Se poi uno si firma anziché nascondersi dietro un nick, sarà l’unico a mettere la faccia e confermare la famosa legge di Arthur Bloch:” Non discutere mai con un idiota: ti trascina al suo livello e ti batte con l’esperienza“,
Corro quindi per l’ultima volta questo rischio.
Non capisco perché mi cita anche sulla privacy, quando non sa cosa dire lei fa un minestrone e chi capita capita. Ma questo è internet, bellezza, e ce lo facciamo andare bene.
Sul sito la risposta sarà data in consiglio comunale. Questa Amministrazione non ha certo bisogno delle interrogazioni per fare una cosa che tutti reputano urgente e necessaria, ma la minoranza fa il proprio dovere e da parte mia c’è rispetto e condivisione.
Sul Prof. Rodotà reputo che abbia postato un intervento interessante, bravo, vede che basta applicarsi.
Con estrema simpatia
Paolo Fontana
Trovo molto interessante tutto questo… ma soprattutto trovo interessante che se ne parli, perchè solo così forse si raggiungerà la possibilità di navigare gratis o a poco prezzo ma soprattutto in maniera decente!!!
sapete che pare che proprio a Pietra Ligure ci sia una nuova rete wifi che copre alcune zone del paese??? E’ forse del comune??
Un amico mi ha detto che esiste un provider che fornisce internet gratuito in vari punti del paese a chi si abbona al servizio adsl… non so se si tratti di una bufala ma domani mi informo meglio!!!
Bravo Fontana, il rispetto mi sembra ovvio soprattutto quando si vuole mantenere l’anonimato…..che poi così anonimo non è!!!!! (ps ormai Rodotà credo non sia più IL garante e se dovessimo parlare di privacy basterebbe pensare a tutte le nostre telefonate che vengono registrate e conservate per dieci anni..(almeno credo)…ma tutto è legittimo fino a quando a registrarle sono telecom e c quando lo facessimo noi utenti allora si configurerebbe sicuramente il reato di VIOLAZIONE DELLA PRIVACY!!!!!
Comunque questo diritto ad Internet si può fare valere? saranno previsti sconti o agevolazioni per gli sfigati colpiti da DIGITAL DIVIDE ??? fatecelo sapere!
Cordialissimi saluti!!! e non scaldatevi troppo!
PS ho provato il wifi in piazza di pietra ma mi sembra davvero molto lento!!! in compenso ho visto che il bar airone ha un wifi totalmente aperto (tanto aperto che non prevede registrazione… ma non è che lo ingabbiano??
@Fontana
“Internet Access Is Not a Human Right”
FROM the streets of Tunis to Tahrir Square and beyond, protests around the world last year were built on the Internet and the many devices that interact with it. Though the demonstrations thrived because thousands of people turned out to participate, they could never have happened as they did without the ability that the Internet offers to communicate, organize and publicize everywhere, instantaneously.
It is no surprise, then, that the protests have raised questions about whether Internet access is or should be a civil or human right. The issue is particularly acute in countries whose governments clamped down on Internet access in an attempt to quell the protesters. In June, citing the uprisings in the Middle East and North Africa, a report by the United Nations’ special rapporteur went so far as to declare that the Internet had “become an indispensable tool for realizing a range of human rights.” Over the past few years, courts and parliaments in countries like France and Estonia have pronounced Internet access a human right.
But that argument, however well meaning, misses a larger point: technology is an enabler of rights, not a right itself. There is a high bar for something to be considered a human right. Loosely put, it must be among the things we as humans need in order to lead healthy, meaningful lives, like freedom from torture or freedom of conscience. It is a mistake to place any particular technology in this exalted category, since over time we will end up valuing the wrong things. For example, at one time if you didn’t have a horse it was hard to make a living. But the important right in that case was the right to make a living, not the right to a horse. Today, if I were granted a right to have a horse, I’m not sure where I would put it.
The best way to characterize human rights is to identify the outcomes that we are trying to ensure. These include critical freedoms like freedom of speech and freedom of access to information — and those are not necessarily bound to any particular technology at any particular time. Indeed, even the United Nations report, which was widely hailed as declaring Internet access a human right, acknowledged that the Internet was valuable as a means to an end, not as an end in itself.
What about the claim that Internet access is or should be a civil right? The same reasoning above can be applied here — Internet access is always just a tool for obtaining something else more important — though the argument that it is a civil right is, I concede, a stronger one than that it is a human right. Civil rights, after all, are different from human rights because they are conferred upon us by law, not intrinsic to us as human beings.
While the United States has never decreed that everyone has a “right” to a telephone, we have come close to this with the notion of “universal service” — the idea that telephone service (and electricity, and now broadband Internet) must be available even in the most remote regions of the country. When we accept this idea, we are edging into the idea of Internet access as a civil right, because ensuring access is a policy made by the government.
Yet all these philosophical arguments overlook a more fundamental issue: the responsibility of technology creators themselves to support human and civil rights. The Internet has introduced an enormously accessible and egalitarian platform for creating, sharing and obtaining information on a global scale. As a result, we have new ways to allow people to exercise their human and civil rights.
In this context, engineers have not only a tremendous obligation to empower users, but also an obligation to ensure the safety of users online. That means, for example, protecting users from specific harms like viruses and worms that silently invade their computers. Technologists should work toward this end.
It is engineers — and our professional associations and standards-setting bodies like the Institute of Electrical and Electronics Engineers — that create and maintain these new capabilities. As we seek to advance the state of the art in technology and its use in society, we must be conscious of our civil responsibilities in addition to our engineering expertise.
Improving the Internet is just one means, albeit an important one, by which to improve the human condition. It must be done with an appreciation for the civil and human rights that deserve protection — without pretending that access itself is such a right.
Vinton G. Cerf, a fellow at the Institute of Electrical and Electronics Engineers, is a vice president and chief Internet evangelist for Google – Articolo tratto dal “New York Times”
@Skywalker . . . anche per te vale lo stesso post che ho postato qui sopra per @Fontana . . . si, guarda che lo so che Rodotà non è più il garante della privacy, ma l’articolo cita una fonte del 2009 quando lo era . . .
Io non entro nel merito dei diritti dei cittadini perchè non è sicuramente un argomento sul quale possa dire di essere informato, e perchè in molti casi penso che siano tutte mosse pubblicitarie di ridotto spessore: Mi spiego meglio con due esempi con i quali vi illustro la mia personale opinione (che ovviamente non voglio imporre a nessuno ma che con molti condivido)
1 il diritto alla salute… Come molti io pago le tasse (o meglio mi vengono trattenute) comprese quelle che servono per il servizio sanitario nazionale.
Quindi la sanità mi spilla dei denari per garantirmi l’assistenza quando dovessi avene bisogno; bene, ho dovuto per un problemino (poi per fortuna nulla di grave) sottopormi ad una risonanza magnetica: il SSN gia pagato con i miei sudati soldini mi ha proposto di attendere un annetto (periodo dopo il quale se fosse stato un vero problema avrei avuto bisogno di una cassa e non di una RMN) oppure di pagarmela????? per averla prima (un mese e mezzo circa di angoscia e quasi 400 euro…. risultato?? principato di monaco 24 ore di attesa e 230 euro…. DIRITTO DI CHE??? e poi perchè a pagamento nel paese dei ricchi costa meno che in quello dei morti di fame??? (inoltre eseguita con un apparato identico ma solo un po’ piu’ recente!!!!!)…… Ora parliamo di diritto alla privacy …. perchè qualcuno può in tutta tranquillità ficcanasare nei nostri conti correnti, nelle nostre telefonate ed anche nelle nostre navigazioni internet registrando tutto e mantenendo tutto ben archiviato… chissamai dovesse tornargli utile, e noi privati cittadini non possiamo neanche mettere una telecamerina dal poggiolo che osservi la nostra vettura parcheggiata perchè nel caso dovessimo utilizzarne le immagini il giudice non le considererebbe prova valida perchè poverino il ladro non era informato, lesione della sua privacy: ma Voi sapete che tutte le telefonate sono registrate e le intercettazioni sono decise a posteriori????? Se l’esempio da prendere è il Garante per eccellenza sotto le egida del quale si sono prese tali decisioni, e Lui non ha pensato di opporsi neanche un pochino, scusate ma o io sono pazzo o Voi avete il paraocchi!!!!!
Dicono di sancire un diritto per celare una solenne ciulata!!!!!
Io auguro al sig Fontana di portare a termine il suo impegno nel migliore dei modi per offrire ai Pietresi un SERVIZIO degno di questo nome e se anche questo dovesse essere a pagamento spero che ci sia un giusto compromesso per poter permettere a chiunque di ottenere un servizo di alta qualità. E se poi la possibilità di navigare debba essere o no un diritto… di questo davvero non me ne può fregare di meno.
@Paolo Fontana . . . visto che di Lei si eran perse le tracce dopo il suo penultimo intervento (datato 29 Dicembre 2011) su questo blog, avrebbe la gentilezza di farmi sapere quando il sito del Comune di Pietra Ligure verrà riorganizzato ed aggiornato ? sa, solo per ricordarLe che ad Aprile 2012 sarà un anno esatto dalla sua prima affermazione (l’altra Lei la fece qualche mese fa) in Consiglio Comunale circa l’imminente (ah ah ah) aggiornamento . . vuol forse organizzare una torta con candeline per la ricorrenza ? e non era Lei e la sua Giunta che sancivate il diritto alla cittadinanza digitale ?
. . . ed il pavido @Fontana non rispose. . . ai posteri l’ardua sentenza !!








Non capisco il significato di questo atto, significa forse che Pietra fornirà l’accesso a internet gratuitamente a tutti i suoi residenti?