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Pendolari e Adircons: la Regione Liguria mantenga gli impegni presi e non tagli i treni

Liguria. La Regione mantenga gli impegni presi con i Pendolari e non venga meno alla parola data. E’ la richiesta del Coordinamento dei Pendolari Liguri e delle Associazioni di Consumatori che fanno parte di Adircons a fronte dello stanziamento delle risorse per il trasporto ferroviario da parte del governo.

“Qualche mese fa – si legge in una nota congiunta – all’epoca del fu governo Berlusconi, per il trasporto pubblico locale la finanziaria tremontiana stanziò la miseria di 400 milioni di euro, provocando giustamente l’allarme di tutti gli assessori regionali e provinciali d’Italia. Anche il nostro Assessore, Enrico Vesco, non è stato da meno, arrivando a sollecitare ampie manifestazioni da parte degli utenti interessati a non vedersi ledere il diritto alla mobilità.

Taglieremo il 75% dei treni, disse, la mobilità ferroviaria sarà messa in ginocchio. Ci fu subito una mobilitazione generale – continua la nota con un excursus- appelli (raccolti da decine di comitati e associazioni in tutta Italia) e manifestazioni, tanto che anche a livello Parlamentare qualcosa si mosse e furono approvate diverse mozioni che esprimevano la volontà che il Governo rettificasse una scelta tanto nefasta e mettesse a disposizione le necessarie risorse economiche per far funzionare i trasporti pubblici.

Poi, il colpo di scena: il nuovo governo Monti, nuovamente sollecitato da varie parti politiche e sociali, ha deciso di reintegrare almeno in parte le risorse per il trasporto pubblico, arrivando, a varie riprese, alla cifra di 1600 milioni di euro. Un bel passo avanti, non c’è che dire, anche se questo stanziamento coprirebbe ad oggi solo il fabbisogno del ferro, ma non arriverebbe a coprire anche quello della gomma.

In Liguria, tra parentesi, si sta discutendo dell’azienda unica su gomma proprio per vedere se si riescono a riequilibrare i passivi accumulati in quest’ultimo comparto, riducendo le spese globali.
Nel frattempo – continuano le associazioni di pendolari – Vesco annunciava per il 2012 aumenti tariffari (+5% gli abbonamenti e +10% i biglietti singoli, oltre all’aumento di 30 euro per la Carta Tutto Treno, che permette l’uso degli IC, ECity, ecc. ai possessori di abbonamento regionale) e ulteriori tagli al servizio, ossia la riduzione di corse. In occasione del bilancio di previsione la Regione Liguria ha approvato la conferma del servizio attuale fino a marzo, ma con la possibilità di tagliare anche in modo consistente il servizio in mancanza di risorse da parte del Governo.

Nei giorni scorsi il Governo ha di fatto reintegrato le somme per il trasporto su ferro, ma Vesco ha confermato i tagli di marzo, adducendo il fatto che mancano per il trasporto pubblico (e pensiamo si riferisca alla gomma) ancora 30 milioni. Da un lato, questa affermazione conferma quello che noi andiamo dicendo da tempo, ossia che il trasporto pubblico locale regionale va visto in una prospettiva integrata, mettendo le risorse in comune tra tutti i tipi di trasporto.

Dall’altra, obiettiamo che però in assenza di una programmazione seria e credibile del trasporto pubblico nel suo complesso questi trasferimenti di fondi da un comparto all’altro sono dei meri tappabuchi che non riescono a ottimizzare nè il servizio reso ai cittadini nè la spesa in un’ottica di lungo periodo.

Crediamo sia venuto il momento di adottare una seria programmazione, che sappia tener conto di tutte le tipologie di trasporto pubblico. Nel frattempo, però, chiediamo alla Regione di mantenere gli impegni presi circa il trasporto ferroviario, non facendo ricadere sui cittadini la carenze di programmazione e di integrazione del servizio.

Chiediamo quindi – concludono i pendolari – che la Regione Liguria ritiri tutte le ipotesi di taglio al servizio ferroviario, e auspicabilmente anche gli aumenti tariffari che, alla luce del ripristino delle risorse, non appaiono più così necessari, se non per un eventuale miglioramento e potenziamento del servizio”.

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