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Ospedale Cairo, clima teso: accordo su piastra Day Surgery, incognita per il pronto soccorso foto

Cairo Montenotte. Riunione con sprazzi di tensione sul futuro dell’ospedale di Cairo in ospedale regionale. Lo stesso presidente della commissione sanità Stefano Quaini non ha risparmiato strali all’assessore regionale Claudio Montaldo. Voci alte anche da alcuni rappresentanti di associazioni (una cittadina valbormidese ha propinato un “bugiardo” all’assessore e quest’ultimo ha risposto stizzito), ma fondamentalmente parziale soddisfazione da parte dei pubblici amministratori accorsi per perorare la causa del San Giuseppe. Una data è già fissata: il prossimo 16 dicembre Montaldo sarà a sua volta in Valbormida.

“Bisogna smettere, e lo dico per tutti, di crearsi un obiettivo e farne un motivo di mobilitazione – osserva l’assessore Montaldo – Nessuno ha mai detto né deciso che l’ospedale di Cairo chiuderà. Infatti abbiamo discusso in questa sede le azioni da mettere in atto: il presidio di Cairo è molto importante, fortemente integrato con il San Paolo, ed ha i settori di medicina internistica e riabilitazione rilevanti. Si trasforma in Day Surgery l’area chirurgica perché questo serve a garantire la sicurezza dei pazienti”.

“A Cairo non si possono fare interventi di grande complessità – aggiunge l’assessore alla salute – Non si può mettere a rischio la vita delle persone. Peraltro, oltre alla normativa regionale, c’è la regola del buon senso. Chi ha responsabilità amministrative deve tener conto delle ragioni tecniche della medicina: in un ospedale così gli iterventi complessi non si possono né si devono fare”.

Quanto al pronto soccorso, ha specificato Montaldo, “ne parleremo in consiglio regionale e ragioneremo sulla definizione di struttura in zona disagiata”. “Ma – prosegue – ho voluto rimarcare che il pronto di Cairo potrà fare stabilizzazione di pazienti ma, nei casi gravi, è molto meglio che l’urgenza sia portata a Savona. Per esempio nel caso di infarto il paziente al San Paolo in mezz’ora entra con l’emodinamica per l’angioplastica oppure nel caso di ictus in un’ora si fa la trombolisi. Se si fanno passaggi intermedi si rischia solo di perdere tempo ed efficacia dell’intervento. E questo vale anche per la traumatologia”.

“Cairo ha una buona struttura ambulatoriale e la Day Surgery realizzerà l’80% degli interventi. E’ poi evidente che un cittadino sceglie, per gli interventi che sono programmibile, di andare dove si trova meglio. Quindi c’è tutto l’interesse per tenere bene la struttura” conclude Montaldo.

Così il sindaco di Millesimo, Mauro Righello: “L’incontro è stato utile e ci ha offerto rassicurazioni concrete per mantenere l’ospedale come si deve. Anche attrezzare un pronto soccorso di alto livello è nelle corde dei valbormidesi: spero che il tavolo tecnico con l’assessorato regionale e con la direzione dell’Asl porti i risultati aspettati”.

“Ho sentito da parte di autorevoli membri della maggioranza ricalcare le esigenze dei valbormidesi – commenta dal Pdl il consigliere Marco Melgrati – Sono le proposte minimali per far funzionare l’ospedale di Cairo. Su qualità del pronto soccorso, Day Surgery e radiologia siamo d’accordo anche noi; del resto sono mesi che portiamo avanti le ragioni del nosocomio cairese. In questo momento i tagli vanno fatti dove servono: si pensi solo a Genova dove ci sono 15 reparti di Medicina e alcuni non raggiungono i parametri minimi di posti letto dettati dall’Agenas”.

Secondo il vicepresidente del consiglio regionale Michele Boffa, “l’assessore alla salute Montaldo ha ascoltato le necessità di amministratori e rappresentanti di associazioni valbormidesi. A Cairo deve esserci una Day Surgery di eccellenza con le nuove sale operatorie, una medicina e una riabilitazione consapevoli di dare risposte importanti alla popolazione e, responsabilità di questa assemblea legislativa, un pronto soccorso così come lo vogliono i parametri nazionali”.

Rimane invece preoccupato il sindaco cairese Fulvio Briano: “Ho apprezzato la discussione di oggi, a parole siamo tutti tranquilli ma poi nei fatti la situazione è diversa. Viviamo il trasferimento di personale e la disattivazione dei servizi, in una corsa verso il 31 dicembre. Siamo notevolmente preoccupati, come si sa. O c’è qualcosa che non funziona all’interno dell’Asl 2 oppure bisogna mettersi in conclave con l’azienda sanitaria e la Regione per mettere apposto il sistema ospedaliero in Valbormida”.

Presente all’incontro in Regione anche Alessandro Ferraris, capogruppo di “Noi per Carcare”: “Ora è giunto il momento di trovare la sintesi tra promesse e certezze – osserva – Il bacino d’utenza valbormidese è ingente e, come noto, si tratta di una zona dislocata territorialmente. Ci troviamo concordi sul potenziamento della Day Surgery, sul mantenimento qualitativo della Medicina, ma dal punto di vista del pronto soccorso permane l’apprensione: un indebolimento comporterebbe problemi seri, anche all’opera del volontariato delle pubbliche assistenze”.

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