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Operazione antidroga “Brothers”: tre degli arrestati non rispondono al gip, si alleggerisce la posizione della donna foto

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Savona. Bjorn Merica, Lorenzo Locci, Salvatore Novara si sono avvalsi della facoltà di non rispondere alle domande del gip Fiorenza Giorgi, mentre la donna Antonella Palmato ha voluto chiarire la sua posizione al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Savona.

I quattro, rispettivamente difesi dagli avvocati Daniele Giaccardi, Paolo Foti e Luca Somà e Dominique Bonagura, erano stati arrestati nell’ambito della operazione “Brothers”, condotta dalla polizia di Savona nel contrato al traffico di cocaina, hashish e marijuana.

Questa mattina si sono svolti gli interrogatori di garanzia. Nei loro confronti, l’accusa è di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, il giudice ha confermato l’arresto e le misure cautelari a loro carico. In carcere Merica, 34 anni, socio di una ditta di Roma, la “New Generation”, facente capo ad un nome noto della malavita, Davide Mannarà. Locci, 35, è impiegato del Cesavo. Novara, 38 anni, già in carcere dove gli è stata notificata l’ordinanza.

Secondo quanto appreso, si ridimensiona la posizione della moglie di Novaro, la Palmato, che stando alla ricostruzione del filone investigativo avrebbe avuto il ruolo di “segretaria” dell’organizzazione, impegnata a gestire gli appuntamenti e controllare i conti. Nel corso dell’interrogatorio la donna avrebbe chiarito il suo ruolo (marginale) nell’attività ed avrebbe fornito ulteriori spiegazioni al giudice sull’organizzazione dello smercio di droga. Il suo difensore ha poi presentato un’istanza per ottenere i domiciliari che ha ottenuto il parere favorevole della Procura e del gip.

In relazione al quadro accusatorio a loro carico, il collegamento savonese dei due spacciatori torinese già arrestati Michele Palombella e Michela Magone sarebbe rappresentato proprio da Bjorn Merica che riforniva lo spaccio, che avveniva per lo più in strada, di consumatori e acquirenti della “Savona bene”.

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