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Natale, bagni marini: “Concessioni e difesa degli arenili per sfruttare le nostre spiagge”

Savona. Il 15% delle strutture sono aperte e mettono a disposizione anche i servizi da spiaggia (lettini e sdraio sistemati al riparo dal vento), il 20% degli stabilimenti balneari ha aperto invece la ristorazione. Questi i dati resi noti dal Sib sindacato italiano balneari aderente a Confcommercio sulle festività natalizie che vedono, con le belle giornate, molti vacanzieri sulle spiagge dei litorali italiani.

Più bassa la percentuale in Provincia di Savona, con stabilimenti balneari aperti ad Alassio, Loano, Laigueglia, Savona e Varazze, in particolare quelli che possono offrire il servizio di elioterapia classico, oltre alle strutture che hanno la ristorazione. Le strutture aperte hanno puntato anche sull’intrattenimento, dai giochi per bambini, alle passeggiate a cavallo a Varazze, fino ad una piscina a bolle d’acqua.

“Le mareggiate hanno danneggiato molti operatori che non sono incentivati ad aprire in inverno, senza contare che per caratteristiche orografiche molti stabilimenti, senza un fronte mare adeguato, non possono rischiare di subire danneggiamenti. Per questo puntiamo ad interventi strutturali che permettano una reale difesa dei nostri arenili e delle nostre spiagge per poter puntare ad una destagionalizzazione efficace e ad interesse degli operatori” afferma il presidente dei bagni marini savonese Enrico Schiappapietra.

Resta caldo, inoltre, il tema delle concessioni: “Subito dopo la fine della pausa natalizia – spiega Riccardo Borgo, presidente del Sib, il sindacato italiano balneari aderente a Confcommercio – attendiamo che il governo affronti il problema dell’uscita dall’evidenza pubblica per gli stabilimenti balneari che la direttiva Bolkstein fissa al 1 gennaio 2016” sottolinea Riccardo Borgo, presidente nazionale Sib.

“In questo momento il governo ha molti temi ‘in pentola’ ma la questione dei balneari va affrontata: il settore, per ora, è senza prospettive e non trovare soluzioni significa mettere al lastrico 30 mila famiglie, tanti sono i concessionari demaniali, e 100 mila addetti. Contiamo che si prospetti una soluzione, i segnali di attenzione ci sono. Del resto, senza certezze, gli operatori fanno l’indispensabile ma non possono nemmeno programmare interventi che pure, negli stabilimenti balneari, sono continuamente necessari” conclude il presidente nazionale Sib.

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