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Manovra, Cia Liguria: “Senza correzioni si rischia di mettere gli operatori agricoli fuori mercato”

Liguria. “La consapevolezza della difficoltà del momento e la disponibilità a fare la propria parte non possono sottacere l’insostenibilità dell’inasprimento del carico fiscale e contributivo sul settore agricolo. Rincaro delle accise sul gasolio, introduzione dell’IMU sui terreni ed i fabbricati rurali (beni strumentali dell’ impresa agricola), aumento del peso degli oneri previdenziali, determinano una crescita di costi insostenibile per il settore agricolo. Con questo ulteriore aumento, oltre a quelli già subiti per effetto del caro petrolio, e per la manovra dello scorso luglio, un intero settore rischia di scomparire definitivamente, le colture floricole ed orticole (pensiamo al nostro basilico) subiscono un ulteriore incremento dei costi di produzione che , considerata la congiuntura, rischiano di essere irrecuperabili” scrive la Cia Liguria.

“Costi diretti nell’ approvvigionamento del gasolio da riscaldamento per la prossima stagione, ed indiretti con la crescita dei costi di trasporto e di mezzi tecnici quali concimi e fitofarmaci, alle condizioni note fino ad oggi, la stima era di una “ bolletta “per l’agricoltura di oltre 2 miliardi di euro destinanti ad essere abbondantemente superati con questo ulteriore incremento. L’introduzione dell’IMU che estende ai fabbricati strumentali l’imposizione genera un onere diretto (l’imposta) che rischia di essere meno oneroso degli adempimenti che vengono richiesti per adempiere all’ obbligo. Crediamo indispensabile che l’imposta sia limitata ad i fabbricati destinati ad abitazione e che le procedure di pagamento siano assolutamente semplificate, evitando di accrescere i costi burocratici” prosegue la Cia.

“Il settore non intende sottrarsi dal fare la propria parte, ma chiediamo una diversa modalità di contribuzione che ampli la base imponibile, tassi le rendite , salvaguardando i beni destinati alla produzione evitando di caricare di ulteriori costi di produzione settori già fortemente penalizzati. La pesantezza della manovra va oltre l’impatto diretto in quanto, si colloca in una fase di profonda difficoltà del settore che ha progressivamente visto assottigliarsi i propri spazi di reddito, collocando l’Italia fra i Paesi che hanno avuto la peggior performance dei redditi agricoli in tutta la UE. In assenza di correzioni si rischia di mettere gli operatori agricoli liguri, floricoli ed orticoli, definitivamente fuori mercato e di veder estinte coltivazioni ed economie che rappresentano un punto di riferimento importante per l’economia agricola, e non solo, della Liguria” conclude la Cia ligure.

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