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Incendio Vado, rientrato l’allarme per casa minacciata dal fuoco: fiamme ancora a Segno foto

Vado Ligure.Grazie all’intervento massiccio di mezzi aerei, tre canadair e due elicotteri, l’emergenza per l’abitazione minacciata dalle fiamme soprà la località Ponte dell’Isola è rientrata. Secondo le notizie fornite dai coordinatori dell’emergenza, la situazione dell’incendio boschivo che da quattro giorni devasta la frazione vadese Segno, ma anche la vicina Sant’Ermete, è in stabile miglioramento.

C’è un fronte sulla parte alta di Segno, che si è ampliato, sul quale si concentrano i getti d’acqua dei mezzi aerei. Nella valle di Vado permangono i fumaioli e un piccolo focolaio che si è ravvivato dietro la chiesa. A San Genesio prosegue la bonifica

Visto il vento intenso che continua a soffiare l’emergenza non può però dirsi rientrata: il livello di attenzione resta altissimo, ma nelle ultime ore i diversi focolai sono di nuovo sotto controllo. Le azioni si stanno concentrando ora sul versante sinistro della valle, quello verso Spotorno, che al momento è maggiormente interessato dall’avanzata del fuoco.

Anche oggi a lottare contro il fuoco ci sono uomini dei vigili del fuoco, agenti della Forestale, uomini della protezione civile, forze dell’ordine e volontari AIB. Stanotte è stato fatto tutto il possibile da terra per arginare le fiamme ed impedire che si espandessero ancora ad aree non colpite. E’ dal pomeriggio della vigilia di Natale che le colline del comprensorio vadese e quilianese sono invase dal fuoco che le ha letteralmente ridotte a lande desolate: si stimano almeno 250 ettari di vegetazione andata in fumo tra Segno, Sant’Ermete e San Genesio. Una tragedia per l’ecosistema vadese e quilianese. Ma la conta dei danni deve ancora arrivare.

Uno dei nemici, che ha contribuito ad alimentare l’incendio, è stato il vento di tramontana, con le sue raffiche a 100 chilometri all’ora. Il vento ha causato il cosiddetto spotting, cioè il fenomeno per il quale materiale facilmente infiammabile come foglie, piante o arbusti viene sospinto dalle sferzate su tutto il territorio, spargendo i focolai che, in presenza di sottobosco e pigne, o anche delle chiome degli alberi, trova modo di innescare nuovi roghi.

Intanto continuano le indagini per cercare di capire l’origine del rogo. Le voci sull’origine colposa dell’incendio si fanno sempre più insistenti: secondo le indiscrezioni a far partire le fiamme sono stati alcuni grossi petardi (il Nipaf della Forestale avrebbe trovato i resti di alcuni petardi e raudi).

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