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Incendio Vado, non cessa l’allarme: nella notte si riaccendono alcuni focolai, atteso l’arrivo dei canadair foto

Vado L. L’incendio boschivo di Segno continua a tenere con il fiato sospeso. Nella notte infatti diversi focolai hanno ripreso a bruciare facendo alzare ancora una volta il levello di guardia. Rispetto al netto miglioramento che si era registrato ieri nel tardo pomeriggio, ora la situazione è di nuovo di allarme: tanto che, non appena la luce lo permetterà, sul cielo di Vado sono attesi di nuovo i canadair.

Era stato proprio grazie al massiccio intervento dei mezzi aerei e della diminuzione del vento che ieri pomeriggio il rogo sembrava sotto controllo. Se nella notte le fiamme non fossero tornate ad ardere questa mattina di sarebbe potuto procedere con la bonifica del territorio devastato dall’incendio: vigili del fuoco, agenti della Forestale, soccorritori, protezione civile, forze dell’ordine e volontari AIB invece dovranno lottare ancora con il fuoco.

Stanotte è stato fatto tutto il possibile da terra per arginare le fiamme ed impedire che si espandessero ancora ad aree non colpite. Non si sono registrati comunque nuovi pericoli per abitazioni negli abitati di Segno e Sant’Ermete.

E’ dal pomeriggio della vigilia di Natale che le colline del comprensorio vadese e quilianese sono invase dal fuoco che le ha letteralmente ridotte a lande desolate: si stimano almeno 250 ettari di vegetazione andata in fumo tra Segno, Sant’Ermete e San Genesio. Una tragedia per l’ecosistema vadese e quilianese. Ma la conta dei danni deve ancora arrivare.

“Inizieremo a stimare i danni ad emergenza cessata” aveva spiegato il vicesindaco Franca Guelfi. Per fortuna, rispetto all’entità della sciagura ambientale, i danni alle case sono stati limitate. Molti muri anneriti dal fumo e vetri esplosi dal calore delle fiamme ravvicinate. Alcune auto distrutto per combustione.

Uno dei nemici, che ha contribuito ad alimentare l’incendio, è stato il vento di tramontana, con le sue raffiche a 100 chilometri all’ora. Il vento ha causato il cosiddetto spotting, cioè il fenomeno per il quale materiale facilmente infiammabile come foglie, piante o arbusti viene sospinto dalle sferzate su tutto il territorio, spargendo i focolai che, in presenza di sottobosco e pigne, o anche delle chiome degli alberi, trova modo di innescare nuovi roghi.

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