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Incendio Vado Ligure, vicesindaco e comandante vigili: “Rimarrà intenso il presidio notturno” foto

Vado Ligure. “Sarà necessario mantenere elevato il presidio del territorio, in particolare da parte delle squadre dell’Antincendio Boschivo dislocate nelle frazioni”. Il comandante della polizia municipale Domenico Cerveno si prepara per un’altra notte, ma la tensione nelle ultime ore si è stemperata, anche grazie al vento che ha cessato di sferzare e alimentare le fiamme.

“Si è registrato un netto miglioramento sinora, grazie all’intervento massiccio dei mezzi aerei e via terra, incessante – spiega il comandante – Ma è comunque necessario tenere alto il livello di guardia nelle ore di buio, in particolare nelle zone di confine, in modo da evitare che si estendano focolai nei territori ancora non colpiti”.

Centinaia le persone che hanno operato per lo spegnimento, dalla vigilia di Natale a oggi, tra vigili del fuoco, agenti della Forestale, soccorritori, protezione civile, forze dell’ordine. “I volontari si sono precipitati qui dapperturto – evidenzia il comandante Cerveno – Un ruolo determinante è stato svolto dai volontari dell’AIB, con il tempo che dedicano disinteressatamente alle cause comuni, drammatiche come questa. Senza il loro supporto, le forze in campo non avrebbero la possibilità di fronteggiare una circostanza simile”.

L’allarme per ora si è smorzato, ma la situazione rimane critica sulle colline del comprensorio, letteralmente ridotte a lande desolate: si stimano almeno 250 ettari di vegetazione andata in fumo tra Segno, Sant’Ermete e San Genesio. Una tragedia per l’ecosistema vadese e quilianese. Ma la conta dei danni deve ancora arrivare.

“Inizieremo a stimare i danni ad emergenza cessata – osserva il vicesindaco Franca Guelfi – Ora le persone evacuate hanno fatto ritorno nelle loro case. I fuochi sono stati spenti, ma ci sono ancora parecchi fumaioli in molte zone. Sarà comunque una notte di attesa e di apprensione, con un elevato presidio. Domani proseguirà la bonifica, che potrebbe protrarsi per più di 24 ore”.

Per fortuna, rispetto all’entità della sciagura ambientale, i danni alle case sono stati limitate. Molti muri anneriti dal fumo e vetri esplosi dal calore delle fiamme ravvicinate. Alcune auto distrutto per combustione. “Valuteremo attentamente i danni ai privati e al patrimonio comunale – commenta il vicesindaco Guelfi – Per fortuna abbiamo registrato un solo ferito con ustioni di secondo grado. Ora la situazione è più tranquilla, ma l’attenzione rimane altissima. Oggi il vento è calato e questo ci ha aiutato molto”.

Proprio il vento di tramontana, con le sue raffiche a 100 chilometri all’ora, ha causato il cosiddetto spotting, cioè il fenomeno per il quale materiale facilmente infiammabile come foglie, piante o arbusti viene sospinto dalle sferzate su tutto il territorio, spargendo i focolai che, in presenza di sottobosco e pigne, o anche delle chiome degli alberi, trova modo di innescare nuovi roghi.

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