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Incendio Vado Ligure, gli inquirenti: “Potrebbe essere stata imperizia” foto

Vado Ligure. “Potrebbe essere stata imperizia. Abbiamo raccolto elementi in questo senso, che sostengono questa ipotesi. Ma non escludiamo il dolo. Non ci vogliamo sbilanciare, non ci sono elementi conclusivi”. Così Pier Edoardo Mulattiero, dirigente della guardia forestale di Savona di Savona che sta coordinando le operazioni sul rogo che continua a devastare il comprensorio vadese e quilianese.

“Poco prima delle 20 lo scorso 24 dicembre il primo incendio, quello pomeridiano, era chiuso. Si è però alzato il vento che con vari fenomeni di ‘spotting’ ha innescato due bracci del nuovo incendio e si è diramato” precisa Mulattiero. L’incubo per la frazione di Segno è cominciato, infatti, proprio nella sera della vigilia di Natale.

“Sicuramente domani proseguiremo le operazioni, con quella che auspichiamo sia solo bonifica. Speriamo infatti che il vento non alimenti ulteriormente i fronti, che si propagano ininterrottamente dalla notte del 24” conclude il dirigente della Forestale.

Dopo aver devastato Segno, le fiamme del tremendo rogo si sono spostate verso Sant’Ermete e San Genesio. Altre persone sono state evacuate per precauzione, mentre sull’area operano, oltre a centinaia di uomini a terra, sette mezzi aerei con lanci d’acqua. Un uomo è rimasto ustionato alle mani e al tronco. Durante la notte è stata chiusa anche la discarica di Boscaccio che riceve i rifiuti di alcune città del ponente ligure.

Ora la preoccupazione maggiore è per la sera e la notte, quando cesseranno i voli dei quattro Canadair e due elicotteri attualmente in azione. Se il vento aumentasse di nuovo le raffiche, potrebbero ingrossarsi le fiamme e aumentare il numero dei focolai, che adesso sono sei.

Secondo gli inquirenti e gli specialisti del Nipaf della Forestale, che non escludono alcuna ipotesi, potrebbe essere stati i petardi esplosi da alcuni ragazzini a originare il primo incendio. Le fiamme, che sembravano spende dopo due ore di bonifica, hanno ripreso ad ardere in serata, mentre tizzoni e foglie incendiarie sospinte dal vento hanno innescato i numerosi focolai che hanno stretto in una morsa il borgo.

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