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Incendio del 2007: bruciarono 280 ettari tra Quiliano e Vado per colpa di un razzo pirotecnico

Vado Ligure. Sono diversi i grossi roghi del passato che hanno spogliato le colline tra Vado, Quiliano e Spotorno, minandone l’ecosistema ambientale. Per l’analogia del periodo festivo la mente corre al capodanno del 2007, quando un terribile incendio divorò 280 ettari di vegetazione sulle alture quilianesi e vadesi. Una donna in quella terribile circostanza, Olga Rocca, 78 anni, perse la vita nell’intento di spegnere le fiamme che minacciavano la sua casa.

Ad essere chiamato in causa quale responsabile dell’incendio di San Silvestro, all’epoca, fu un uomo di 35 anni, finito sul banco degli imputati: secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo aveva lanciato alcuni razzi per festeggiare e le scintille del materiale pirotecnico avrebbero innescato le fiamme. Sul balcone della sua abitazione era stato rinvenuto un tubo di metallo adagiato su un basamento di cemento, un rudimentale cannone che avrebbe usato per lanciare i razzi.

Anche oggi petardi, raudi e botti tornano ad essere al centro delle indagini di carabinieri e Nipaf sulle cause dell’assedio di fuoco che continua a terrorizzare Vado, Quiliano e da oggi anche Spotorno. La Procura della Repubblica di Savona ha aperto un fascicolo contro ignoti. Ed ha sequestrato almeno un raudo rinvenuto nella zona di Segno dove è divampato il rogo pomeridiano, dal quale sarebbero partiti gli altri focolai.

Ma gli stessi inquirenti sono cauti e non escludono altre ipotesi. Improbabile l’azione di un piromane, che invece avrebbe appiccato il fuoco in zone isolate e difficilmente raggiungibile, piuttosto che nel centro abitato.

Nelle foto, l’incendio del 2007 e i razzi sequestrati.

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