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Incendi boschivi nel savonese, Wwf Liguria: “Più sorveglianza preventiva e repressiva”

Savona. Nel corso del 2011, sono scoppiati in provincia di Savona numerosi incendi boschivi di origine colposa. La maggior parte di questi riconducibili a pratiche agronomiche (pulizia di terreni o distruzione di rifiuti vegetali col fuoco), condotte senza i minimi requisiti di sicurezza.

“Nel solo territorio dei Comuni di Stella, Celle, Varazze e delle Albisole, in meno di sei mesi, per quanto appreso, si sono verificati diversi roghi di accertata natura colposa che hanno interessato aree boscate. La Liguria è una regione storicamente soggetta a tale fenomeno e quindi sia l’opinione pubblica, sia le categorie di settore, sia i pubblici amministratori, sono senza dubbio a conoscenza del fatto che l’uso indiscriminato del fuoco costituisce un gravissimo pericolo d’incendio con possibili conseguenze catastrofiche per l’ambiente e per le persone e cose. Inoltre, un’accensione di un fuoco è visibile da distante, spesso per periodi di tempo anche molto lunghi, essendo sempre associata al levarsi di una più o meno alta colonna di fumo” riferisce il presidente WWF Sezione Liguria, Marco Piombo.

“Sarebbe quindi possibile, in molti casi, intervenire ben prima che la stessa si trasformi in un incendio. È altresì anche possibile intervenire a posteriori in quanto dette accensioni lasciano un chiaro e visibile segno di bruciato sul suolo.Le norme non mancano. Si consideri che, alla luce della corrente normativa sui rifiuti, in alcuni casi a ben vedere la distruzione dei residui vegetali spesso associata a rifiuti di altra natura è penalmente rilevante costituendo un’illecita gestione dei medesimi. Si consideri la vigente Legge Forestale regionale (L.R. 04/1999), e il relativo regolamento applicativo (Reg.to reg.le 01/1999), che impongono distanze dai boschi e comportamenti idonei a scongiurare il rischio di incendio boschivo a chiunque accenda un fuoco o usi strumenti che producono fiamme o scintille. Si consideri infine la Legge 353/2000, norma quadro in materia di lotta agli incendi boschivi. A fronte di ciò, nonostante le numerose accensioni che pur si possono quotidianamente riscontrare a vista, semplicemente percorrendo le strade della costa e dell’entroterra (in particolare in questo periodo quando la pratica agronomica dell’olivicoltura fa si che grandi quantità di potature vengano smaltite tramite abbruciamento, tra l’altro incuranti del fatto che spesso si tratta di legni trattati con pesticidi o altri prodotti analoghi), ad una prima sommaria analisi delle sanzioni in materia elevate negli ultimi 10 (anni 2000-2011) anni, i dati sono sconfortanti” prosegu Piombo.

“L’unica forza impegnata un minimo in tale attività sia di fatto Il Corpo Forestale dello Stato con circa 440 sanzioni elevate, sul territorio della provincia in detto periodo. Spicca comunque una diffusione molto diversificata degli illeciti, che ha un andamento che sembra variare con le diverse giurisdizioni. Và anche considerato che in molti casi si tratta di sanzioni elevate dopo che si è verificato l’incendio colposo; quindi tardive per il fine di prevenzione che si intende sollecitare. La polizia provinciale ha elevato 3 sanzioni amministrative in dieci anni su tutto il territorio di competenza. Mancano ancora i dati delle altre forze di polizia locali o statali essendo passate le competenze di tali illeciti da poco dalle Comunità Montane, oggi scomparse, alla Regione e quindi essendovi ancora disguidi dovuti alla ristrutturazione del settore. Per quanto però è dato sapere allo scrivente, l’applicazione delle norme citate da parte di questi ultimi è quanto mai occasionale se non assente. Per termine di paragone basti pensare che solo il nucleo di vigilanza volontaria del WWF Savona, nel decennio richiamato ha elevato, con solamente un paio di elementi in servizio, più di una ventina di sanzioni amministrative per violazione alle norme di comportamento in materia di accensione fuochi”.

“E’ necessario sensibilizzare gli Uffici di Polizia e le Amministrazioni locali a voler esercitare un fattivo controllo ed una sollecita prevenzione, in base alle rispettive competenze, considerato che l’insieme del personale deputato alla vigilanza presente in maniera più continuativa sul territorio, tra Polizie locali, Forestali, Carabinieri e, più occasionalmente le restanti Forze dell’Ordine, non rappresenta un numero trascurabile di operatori, a fronte di un illecito per lo più, come menzionato, assai visibile anche da distanza. Considerato infine il particolare periodo dell’anno (Capodanno), si vuol ricordare come, un impiego imprudente di artifizi pirotecnici, anche legali, provochi ogni anno, oltre a menomazioni alle persone, anche numerosi incendi boschivi e che quindi, visto l’attuale andamento meteorologico, si considererebbe opportuna una specifica allerta a tutti i settori della pubblica informazione e di controllo del territorio. Ciò con la viva speranza di riuscire, con una fattiva sinergia, a ridurre sensibilmente il numero degli incendi boschivi in Regione” conclude il presidente del WWf sezione Liguria.

Commenti

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  1. Scritto da Resist

    Ci sono telecamere ovunque, per i motivi più diversi.
    Possibile che non si trovino i mezzi per piazzare un sistema di videosorveglianza nelle zone più a rischio?
    Una centrale operativa, con dei monitor, impiegherebbe meno personale. Oggi non ci sono guardie sufficienti per controllare dappertutto.
    Un incendio si può bloccare se si interviene nei primi 20 minuti.