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Emergenza carceri, Sappe: “Positive le misure del governo”

Savona. Potrebbero essere alcune centinaia i detenuti ristretti nelle sette Case Circondariali della Liguria interessati dalle misure varate dal Governo Monti per contrastare il sovraffollamento penitenziario. A dirlo è Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, commentando i provvedimenti messi a punto dal Governo per ridurre il sovraffollamento delle carceri.

“Già oggi la metà circa del numero complessivo dei detenuti (926 sui 1.848 presenti al 30 novembre scorso) sono imputati mentre l’altra metà sono definitivi, una buona parte dei quali con pene brevi da scontare. Bisognerà poi ovviamente valutare se hanno i requisiti previsti per fruire della legge sulla detenzione domiciliare. Ma l’effetto più concrete che si otterrà con il decreto legge della Ministro Guardasigilli Severino è quello di ridurre la tensione detentiva determinata dal numero di persone che transitano per le strutture carcerarie per periodi brevissimi (nel 2010 oltre 21.000 persone sono state detenute per un periodo non superiore a tre giorni)”.

“Mi sembrano positive e significative per deflazionare le sovraffollate carceri italiane le misure varate dal Governo con le quali affrontare l’emergenza penitenziaria. Come, ad esempio, l’estensione anche agli adulti dell’istituto della messa alla prova, oggi previsto solo per i minorenni. Un’altra importante misura è quella finalizzata ad evitare il meccanismo delle ”porte girevoli”, cioè gli ingressi e le uscite dal carcere per soli pochi giorni: si stima, infatti, che ogni anno oltre 20 mila persone entrano ed escono dagli istituti penitenziari nell’arco di tre giorni”.

“Anche l’allargamento della detenzione domiciliare, cui si farebbe ricorso anche per chi ha ricevuto condanne definitive, almeno per il residuo pena fino a 18 mesi, può essere una risposta utile a ridurre il sovraffollamento” aggiunge Martinelli.

“Con il limite attuale del residuo pena di un anno, fino ad oggi la legge ha inciso poco sulle criticità del sistema, anche per il richiesto requisito “dell’idoneità del domicilio”, tanto che le persone uscite dalle carceri sono state meno di 4mila ed in Liguria meno di 150 in tutto. Oggi, con l’innalzamento da dodici a diciotto mesi della pena detentiva che può essere scontata presso il domicilio del condannato anziché in carcere, i beneficiari potrebbero essere molti di più. Ma è evidente che, in virtù di questi provvedimenti, si deve potenziare il ruolo della Polizia Penitenziaria incardinandolo negli Uffici per l’esecuzione penale esterna per svolgere in via prioritaria rispetto alle altre forze di Polizia la verifica del rispetto degli obblighi di presenza che sono imposti alle persone ammesse alle misure alternative della detenzione domiciliare e dell’affidamento in prova. Il controllo sulle pene eseguite all’esterno, oltre che qualificare il ruolo della Polizia Penitenziaria, potrà avere quale conseguenza il recupero di efficacia dei controlli sulle misure alternative alla detenzione, cui sarà opportuno ricorrere con maggiore frequenza. Efficienza delle misure esterne e garanzia della funzione di recupero fuori dal carcere potranno far sì che cresca la considerazione della pubblica opinione su queste misure, che nella considerazione pubblica, non vengono attualmente riconosciute come vere e proprie pene” conclude Martinelli.

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