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Consiglio regionale, stop alla caccia allo storno: revocata la delibera per evitare pesanti sanzioni europee

Regione. Con 23 voti a favore, 2 voti contrari (Lega Nord Liguria – Padania) è stata approvata la revoca della deliberazione del Consiglio regionale – Assemblea legislativa della Liguria 27 settembre 2011, n. 27 “stagione venatoria 2011/2012: applicazione del regime di deroga previsto dall’articolo 9, comma 1, lettera c), della direttiva 2009/147/Ce del parlamento europeo e del consiglio del 30 novembre 2009 concernente la conservazione degli uccelli selvatici della specie storno”, proposta dal presidente dell’Assemblea Rosario Monteleone per evitare sanzioni europee.
Respinto un emendamento presentato da Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania) che chiedeva di sospendere e non di revocare la delibera.

Questo provvedimento revoca la possibilità di cacciare lo storno, specie protetta dalla normativa europea, in Liguria. Si tratta di un pronunciamento per evitare sanzioni dopo la comunicazione della Commissione europea del 24 novembre scorso, di avvio di una procedura di infrazione nei confronti del Governo italiano, responsabile di una duplice violazione: mancata ottemperanza ad una sentenza della Corte di Giustizia europea del 2008 riguardante il regime di deroga al divieto di caccia alle specie protette introdotto dalla Liguria con la legge regionale 31 ottobre 2006, n. 36 (Attivazione della deroga per la stagione venatoria 2006/2007 ai sensi dell’articolo 9 comma 1, lettera a, terzo alinea della direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici); applicazione non conforme delle disposizioni comunitarie che regolano la concessione di regimi derogatori al divieto generale di caccia alle specie protette. L’eventuale sanzione, cui la Regione potrebbe essere tenuta a far fronte in via di rivalsa da parte dello Stato, ammonterebbe a quasi 10 milioni di euro.

Svolgendo la relazione di minoranza, Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria – Padania) ha spiegato i motivi per cui non condivide il provvedimento: “Dopo aver discusso un’intera legislatura sulla caccia in deroga allo storno, si è arrivati faticosamente ad approvare una delibera che la consentiva, accogliendo così la possibilità prevista a livello comunitario e nazionale. Il Consiglio di Stato, la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Tar hanno detto che la delibera era corretta: e allora perché a fronte di questo la Commissione europea chiede chiarimenti? Altre regioni hanno legiferato chiedendo molte più deroghe, in Liguria ci siamo limitati allo storno. Questo provvedimento, invece, si limita a rinnegare ciò che il Consiglio regionale ha già deciso in merito al prelievo venatorio in deroga dello storno. E’ una scelta politica contraddittoria. Sarebbe stato molto più opportuno recepire le indicazioni della Commissione Europea e sostenere la legittimità dell’atto, come già confortati da decisioni amministrative in sede di Tar e Consiglio di Stato. Sull’argomento non cambio posizione politica e quindi darò sostegno ad iniziative coerenti così come avviene in altre regioni italiane che si trovano nella identica situazione ligure. Difficile far capire che l’”interesse pubblico dei cittadini” sia vietare la caccia allo storno. Oggi l’interesse pubblico è altro. Non c’è nessuna condanna: la Commissione scrive che dobbiamo dare chiarimenti. Se oggi viene approvata, questa delibera rappresenterà il de profundis delle deroghe in questa regione. Questo è inaccettabile oltre che per le conseguenze pratiche anche su un piano politico. Qui si vuole dormire sul pavimento per non rischiare di cadere dal letto. Piuttosto diciamo che vogliamo fare la scelta di non cacciare gli storni, ma non sosteniamo di farlo per difendere l’interesse pubblico”.

Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) ha detto: “Credo che gli argomenti da trattare in Consiglio regionale debbano avere maggiore spessore, con tutto il rispetto per la caccia. Ringrazio il presidente per l’iniziativa intrapresa. Facciamo brutte figure a tutti i livelli, è ora di finirla. Non ho nulla contro i cacciatori, a cui riconosco l’impegno nella difesa del territorio. Invito l’ufficio legale della Regione a valutare le leggi con attenzione soprattutto sotto il profilo della legittimità”.

“Bruzzone – ha detto Nino Miceli (Pd) – è rimasto isolato e dovrebbe meditare sulla legittimità delle scelte che proponi al Consiglio. La revoca è oggi la scelta più efficace; alcune considerazioni di Bruzzone sul Tar e sul Consiglio di Stato sono vere, eravamo convinti di aver agito nella piena legittimità, ma dopo di questo la Commissione europea ha inviato un avviso di infrazione. Non vorremmo che la Liguria dovesse pagare una multa di oltre 9 milioni di euro. Per dare garanzie alla Regione, possiamo fare una proposta alla Commissione europea di recepimento delle osservazioni per evitare sanzioni. Questa battaglia si può risolvere solo legalmente”.

Miceli ha concluso invitando la Lega a un’assunzione di responsabilità. Ezio Chiesa (Gruppo misto) ha annunciato la sua astensione: “Il motivo della mia astensione al voto della delibera sulla caccia in deroga era questo: sapevo che saremmo incorsi in un’infrazione. Occorre un intervento nei confronti della Commissione europea per chiedere rispetto delle decisioni della Liguria. La giusta strada è quella percorsa da Emilia e Toscana: giustificare la deroga in base ai danni agricoli. Inoltre lo Stato italiano non si è mai rivalso nei confronti delle Regioni”.

A favore della revoca Franco Rocca (Pdl) ha detto: “Non siamo contro la caccia, ma vogliamo che la normativa sia sicura. Abbiamo votato la revoca per evitare la multa”.

L’assessore alla caccia Renata Briano ha detto: “La Comunità europea suggerisce una revoca, oppure una sospensione momentanea e poi una revoca. Per evitare sanzioni è preferibile procedere subito alla revoca. Ho già una bozza di difesa del nostro provvedimento, col quale chiediamo un incontro per far ripartire la legge. Se c’è un accordo sul testo possiamo inviarlo domani a Bruxelles”.

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