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Consiglio regionale, servizi sociali e cooperazione: sì alla razionalizzazione del servizio sanitario

Regione. Con 22 voti a favore, 3 voti contrari (Lega Nord Liguria – Padania), 7 astenuti (centrodestra) è stato approvato il disegno di legge “Ulteriori disposizioni di razionalizzazione del Servizio Sanitario Regionale e in materia di servizi sociali e di cooperazione internazionale”. Con questa norma (cosiddetto “omnibus”) la Regione apporta modifiche alla legislazione vigente, introducendo una serie di disposizioni per razionalizzare il Servizio sanitario regionale e in materia di servizi sociali e di cooperazione internazionale.

Il testo prevede l’inserimento di centri di riferimento regionale nei casi in cui l’andamento epidemiologico lo giustifichi e comunque senza oneri aggiuntivi per il Servizio sanitario regionale. Si tratta di una riorganizzazione clinica che mantiene le strutture esistenti, rafforzandole con l’attribuzione di una denominazione, senza quindi comportare aumento di costi.

Viene, inoltre, regolamentato l’accorpamento di due o più strutture complesse prevedendo, per una maggiore trasparenza nella scelta del responsabile, concorsi interni a cui partecipano i dirigenti delle strutture complesse accorpate.

L’Agenzia sanitaria regionale potrà emanare atti di indirizzo nei confronti delle Aziende sanitarie e degli enti del Servizio sanitario regionale e svolgere funzioni ispettive.

La legge prevede, fra l’altro, alcune modifiche alla legge regionale 20/1999 (Norme in materia di autorizzazione, vigilanza e accreditamento per i presidi sanitari e sociosanitari, pubblici e privati), relative alla nuove procedure per l’autorizzazione delle strutture sanitarie, sociosanitarie e sociali, in attesa di un manuale predisposto dalla Giunta per superare una incertezza normativa e amministrativa derivante dal fatto che numerose strutture sono in possesso di autorizzazioni che fanno riferimento a requisiti ormai superati.

Fra le novità della normativa ci sono anche alcune modifiche alla legge regionale 19/1994 (Norme per la prevenzione, riabilitazione e integrazione sociale dei portatori di handicap) che prevedono anticipazioni e rimborsi per cure in centri di altissima specializzazione sul territorio regionale, da erogare a favore di persone con disabilità multipla e complessa, in presenza di particolari necessità di assistenza garantendo anche il servizio alberghiero e le spese di viaggio per il disabile e per l’accompagnatore. Un emendamento della Giunta ha esteso le cure ai grandi invalidi di guerra. Si tratta, in sostanza, di un’estensione della disciplina già prevista per le cure riabilitative dei disabili gravi presso centri ubicati all’estero.

Respinte una richiesta di sospensione proposta da Edoardo Rixi per riesaminare l’argomento e un emendamento, sempre del capogruppo della Lega Nord, che chiedeva di estendere il rimborso spese a più di un accompagnatore e anche nel caso si ricorresse a cure in altre regioni italiane. La proposta è stata respinta dopo che Claudio Montaldo, assessore alla Salute, politiche della sicurezza dei cittadini aveva spiegato che in Liguria sono stati creati al Gaslini e al Santa Corona di Pietra ligure due centri specializzati nella cura delle disabilità gravi.

Una modifica alla legge regionale 28/1998 (Interventi per la cooperazione allo sviluppo, la solidarietà internazionale e la pace), infine, riguarda le modalità di cessione, a titolo gratuito, di apparecchiature ed altri materiali dismessi da aziende sanitarie locali, aziende ospedaliere, istituti di ricovero e cura a carattere scientifico di diritto pubblico a beneficio delle strutture sanitarie nei Paesi in via di sviluppo.

Nella relazione di maggioranza Stefano Quaini (Idv) ha detto: “Con questo omnibus la Regione intende apportare modifiche alla legislazione vigente, introducendo una serie di disposizioni volte all’ulteriore razionalizzazione del Servizio Sanitario Regionale e in materia di servizi sociali e di cooperazione internazionale”.

È stata respinta la richiesta di sospendere la seduta avanzata da Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria – Padania) per incontrare le associazioni disabili presenti in aula, che denunciano di non essere state ascoltate prima della stesura di questa norma: «Bisogna perché non sono stati risolti i problemi dei disabili che un anno fa erano venuti in Consiglio con le stesse richieste”.

L’assessore alla salute Claudio Montaldo si è detto sconcertato e offeso: “Non si possono mettere in dubbio le parole della Giunta. Il percorso della legge è stato tormentato e il punto su cui era necessario legiferare accoglie quanto richiesto, proprio a coronamento del percorso fatto ascoltando anche l’associazione. È inopportuno fare ulteriori incontri, perché la legge recepisce quanto richiesto”. Dello stesso avviso Stefano Quaini (Idv), presidente della III Commissione salute e sicurezza sociale, che ha detto di avere accompagnato personalmente le famiglie dei disabili a visitare il centro del Santa Corona.

“Il buco della sanità – ha detto Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria – Padania) – è di 150 milioni di euro. La cartolarizzazione proposta dalla Giunta per ripianare il deficit non è un recupero strutturale, ma un’operazione di maquillage. Avevo chiesto una riduzione dei costi del 10% che non è stata accolta. Ascoltando le associazioni dei disabili è venuto fuori che non sono state ascoltate, che il percorso legislativo è stato unilaterale da parte della Giunta. Addirittura qualcuno aveva detto alle associazioni che oggi non sarebbe stata neanche discussa questa legge. In un anno non si è trovata un’intesa con le famiglie dei disabili. I numeri del bilancio dimostrano la mancanza di una capacità progettuale di ridurre i costi in maniera strutturale. Su questa partita è mancata sensibilità, ne usciamo in modo poco degno anche come Consiglio. Non si può imporre ai disabili un centro di cura impedendo la libera scelta”.

Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente): “Su questo tema abbiamo chiesto una tabella dei risultati economici della cartolarizzazione”.

Stefano Quaini (Idv) ha difeso l’operato della Giunta: “La Regione ha deciso di coprire una carenza, non si può pensare che non si stia facendo nulla. La Lega Nord dovrebbe dare un’apertura di credito verso la Regione che va nella direzione di garantire un’assistenza ottimale sul territorio. Quello di Santa Corona è un centro di eccellenza, non si può bocciare a priori”.

L’assessore alla salute Claudio Montaldo ha ricostruito la vicenda: “I disabili che oggi sono in aula erano costretti tutti gli anni a ricorrere a cure riabilitative all’estero perché le strutture liguri e italiane non davano quel tipo di servizio. Questa attività veniva remunerata dal sistema sanitario regionale sia per il disabile che per l’accompagnatore perché la legge prevede così. In questi mesi abbiamo costituito in Liguria due centri per l’assistenza alla disabilità grave – ogni giorno i disabili ricevono cure, con costi molto elevati, nelle strutture pubbliche della Liguria – uno al Gaslini per i bambini e uno al Santa Corona di Pietra Ligure. Questo problema è stato sollevato da un gruppo di famiglie di disabili (ampio, ma comunque solo da una parte). È stato fatto molto, chi si cura al centro del Gaslini è contento. Il Santa Corona ha le condizioni strutturali per ospitare le migliori cure. Chi dice male lo fa in modo pregiudiziale, perché non c’è volontà di interrompere un servizio. Questo centro è un intervento straordinario, e quindi richiede una legge ad hoc, tecnicamente si tratta di un “extra lea”. Piuttosto di opporsi in modo pregiudiziale è opportuno continuare la collaborazione e capire cosa si farà. Copriamo anche i costi dell’accompagnatore. Non capisco cosa si contesta: si voleva andare in giro per l’Italia? Noi non stiamo restringendo l’offerta, ma la stiamo ampliando consentendo queste cure nei centri liguri: parliamo di soggiorni abbastanza lunghi per cui è previsto il pagamento dell’accompagnatore”.

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