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Carcare: richiesta di Consiglio monotematico su impianto biodigestore, la Regione chiede opinioni dei comuni

Carcare. Alla luce del rinvio di tutti i punti posti all’ordine del giorno, tranne uno relativo agli assetti di bilancio, del Consiglio Comunale che si è tenuto ieri sera, il gruppo consigliare “Noi per Carcare” formato dai consiglieri Andrea Bonino, Francesco Legario, Michela Vassallo, Maurizio Torterolo e Alessandro Ferraris ha richiesto, ai sensi dell’art. 29 del Regolamento, la convocazione di un Consiglio Comunale monotematico relativo al progetto di insediamento di un impianto di biodigestione del residuo umido dei rifiuti solidi urbani nel Comune di Cairo Montenotte.

Spiega il Capogruppo Alessandro Ferraris: “Pur comprendendo la scelta del vice sindaco di rinviare, a causa della temporanea indisponibilità del sindaco per motivi di salute, i punti non procrastinabili previsti nel Consiglio comunale del 29 novembre, ho ritenuto, d’accordo con il mio gruppo, di richiedere la convocazione dello stesso Consiglio per trattare unicamente ed approfonditamente della tematica del Biodigestore”.

“Il nostro gruppo crede, infatti, che si tratti di una questione che deve essere affrontata al più presto e senza mistificazioni o troppo facili semplificazioni. Il progetto del biodigestore avrà un impatto molto pesante per tutta la Valbormida ed, in particolare, per Carcare soprattutto se si pensa alle pressoché inesistenti ricadute occupazionali. Che la nostra preoccupazione non sia priva di fondamento è ancor più chiaro se si pensa alla misteriosa discarica di inerti apparsa in località Cereseta a Ferrania relativamente alla quale il mio collega di gruppo il consigliere Rrgionale Maurizio Torterolo ha depositato apposita interpellanza in Regione”.

“Poter arrivare a smaltire a pieno regime fino a 90.000 tonnellate/anno di rifiuto biodegradabile – cifra di molto superiore rispetto alla totale produzione di rifiuto umido della Provincia di Savona ndr – lascia presupporre sul sito di Ferrania, l’attivazione di una piattaforma industriale del trattamento dei rifiuti estendibile anche allo smaltimento a caldo della frazione secca del rifiuto”.

Conclude Ferraris: “Ricordo che, ai sensi del regolamento Comunale, il aindaco ha venti giorni dal deposito della richiesta per provvedere alla convocazione del Consiglio. Pertanto, a seguito della mia richiesta, dovrà essere convocato un Consiglio Comunale esclusivamente per trattare questo solo ed unico argomento, e ciò ben prima delle festività natalizie, per non diluirlo insieme ad altre questioni che non permetterebbero di analizzarlo approfonditamente. Spero possa essere occasione per mettere in chiaro molte delle fumose problematiche connesse con il progetto, nell’auspicio che molti Carcaresi possano essere presenti al Consiglio per uscirne più informata possibile”.

Sul punto è intervenuto anche l’assessore all’ambiente Francesco Legario: “la scelta del Gruppo consigliare a cui appartengo di chiedere la convocazione urgente di un Consiglio comunale monotematico sul Biodigestore assume ulteriore rilievo se si considera che nella giornata di ieri la Regione Liguria ha chiesto al nostro comune, come agli altri limitrofi, di esprimere il proprio parere di competenza in ordine alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale iniziata il 15 novembre scorso sul progetto di Ferrania Ecologia”.

“Personalmente condivido le molte perplessità espresse da chi ha a cuore la salvaguardia dell’ambiente della nostra Valle, devo dire che le precisazioni a firma di Ferrania Ecologia non mi hanno convinto, non si nega la possibilità di ampliare la struttura sino a 90.000 tonnellate annue, questione su cui peraltro la Provincia ha richiesto specifici chiarimenti in sede di conferenza dei servizi, che porterebbe il sito ad essere l’unico collettore dei rifiuti umidi delle province di Savona, Genova e La Spezia”.

A tal proposito il consigliere Andrea Bonino presidente della seconda commissione consigliare ha convocato la sua commissione per dibattere l’argomento. “Lo stesso dichiara inoltre, penso all’altissimo aumento di emissioni inquinanti, soprattutto sulla Frazione di Vispa, a seguito dell’enorme incremento di traffico stradale già molto impattante anche se il sito dovesse mantenersi, come purtroppo quasi certamente non accadrà, nelle dimensioni iniziali di 45.000 tonnellate annue”.

“Una conferma però, ahimè, c’e’ stata – prosegue Legario -, l’impianto occuperà a regime otto persone, non portando quindi praticamente nulla, visto l’impatto che avrà ambientalmente, ai nostri territori. Infine permane la preoccupazione piu’ grande che è quella legata alla costruzione in adiacenza al Biodigestore e sotto le finestre dei Vispesi, così come accade negli impianti analoghi e già esistenti, di un inceneritore dei resti della lavorazione del trattamento dell’umido. Lavorerò, di concerto con il mio gruppo, affinché il Consiglio comunale di Carcare si esprima all’unanimità in senso negativo in ordine al parere richiestoci dalla Regione in procedura di VIA, credo sinceramente che un problema così importante come la salute dei cittadini debba avere la piu’ ampia convergenza soprattutto quando oltre a danneggiare l’ambiente non portano nulla dal punto di vista occupazionale. La richiesta che rivolgo alle istituzioni ed alle forze economiche del territorio provinciale è di pensare a come concretamente risolvere i problemi occupazionali per gli oltre duecento cassaintegrati di Ferrania, che dalla fine del mese potrebbero rimanere definitivamente senza lavoro, concentrandosi su progetti che abbiano una maggiore attenzione a questa esigenza ed a quella ambientale, tralasciando quelli che portano vantaggi solo a pochi”.

Commenti

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  1. Scritto da Chief Tyrol

    Nel 2009 partecipai ad un corso di formazione sulle rinnovabili. Un autorevole docente ci disse:”…Se volete realizzare un progetto di produzione di energia da fonte rinnovabile, fotoltaico, eolico, cogenerativo o qualsiasi altro, la prima cosa da fare, prima ancora di mettersi a tavolino e tuffarsi nella progettazione, è parlare col territorio. Andate a bussare alla porta dei sindaci, degli assessori, di chiunque possa essere coinvolto nell’opera e convinceteli della bontà del vostro progetto. Se si riesce ad ottenere consenso, allora procedete con la progettazione. Se partite con ore e ore di progettazione e il progetto viene respinto o bloccato da cavilli burocratici perchè non è accettato a nessun livello avrete perso in tempo, in soldi e in credibilità.”
    Tutto ciò mi sembra una semplice lezione di buon senso. In questo caso Ferrania è partita dal lato opposto, sbagliando alla grande.