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Carburanti, la manovra Salva Italia prende vita: al via gli aumenti a benzina e diesel

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Liguria. ”Le nuove accise sui carburanti saranno in vigore dal momento di entrata in vigore del decreto-legge, e cioè presumibilmente già da oggi o domani, a seconda della data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, prevista per questa sera o per domani”.

E’ quanto scrive in una nota la ‘Staffetta Quitidiana’. ”L’accisa sulla benzina aumenta quindi a 704,20 euro per mille litri, quella sul gasolio auto a 593,20 euro, quella sul Gpl auto a 267,77 euro per mille chili (pari a 147,27 euro per mille litri) e quella sul metano auto a 0,00331 euro per metro cubo.

Dal 1° gennaio 2013 ci sarà un ulteriore balzello solo su benzina e gasolio auto di 0,5 euro per mille litri -continua la nota-. Quanto all’effetto sui prezzi alla pompa (per calcolare il quale bisogna aggiungere all’accisa l’Iva del 21%) per la benzina sarà di 9,9 centesimi al litro, per il gasolio di 13,6 centesimi al litro, per il Gpl di 2,6 centesimi al litro”.

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Commenti

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  1. IronMan
    Scritto da IronMan

    Vorrei prima di ogni altra cosa, quanto a buoni proponimenti per l’anno incipiente, che coloro i quali hanno detto sonoramente “caduto Berlusconi, spread in ribasso” ammettessero di essere stati un po’ coglioni. Tutti siamo stati, chi più chi meno, chi prima chi poi, un po’ coglioni. E quelli che lo sanno, lo ammettono, lo hanno riconosciuto in circostanze varie, meritano il rispetto degli altri. Quelli che se ne fottono, che si preparano ad ammannire altre verità preconfezionate, propagandistiche, faziose e farlocche, e senza avere minimamente risposto in pubblico e responsabilmente della loro sciocca presunzione, della loro boria di verità, della loro estrema partigianeria, non meritano alcun rispetto. Banchieri, giornalisti, esperti, leader politici: la lista è interminabile, e qui non si fanno inutilmente i nomi, non si proscrive nessuno. Anzi, in funzione politicamente pedagogica, sarebbe bello se i grandissimi cazzoni che si sono illustrati in questa acrobazia si associassero in una specie di alcolisti anonimi, coglioni anonimi, e si godessero la vita ma sapendo, nel loro intimo, che hanno politicamente, socialmente, umanamente, culturalmente prosperato in ragione di una ingenerosa cazzata.

    Non è stata una gaffe, è stata la bandiera di frastornante stupidità di un esercito di mestatori che ha inquinato la legittima battaglia contro Berlusconi. Non ne deriva, dal ristabilimento della realtà dei fatti, che noi avevamo ragione; ma che loro avevano torto, questo sì.

    Giuliano Ferrara

  2. IronMan
    Scritto da IronMan

    Nel 2011 la Germania ha segnato due record dell’ultimo ventennio: oltre a crescere al 3% in un anno di crisi per l’Europa, è riuscita a spronare l’occupazione di 530 mila unità, a 41 milioni, il massimo dalla riunificazione, mentre la disoccupazione è calata al minimo da vent’anni, a quota 6,8%. Come mai? Chi ricorda che all’inizio del 2000 la Germania era «la malata d’Europa», mentre ora è tornata la locomotiva della Ue? La risposta classica è che il modello tedesco ha avuto successo, perché ha iniziato nel 2003 le riforme, liberalizzando e flessibilizzando il mercato del lavoro e aumentando la produttività.
    Poi è seguito il taglio dei costi del sistema sociale, l’aumento delle pensioni a 67 anni, la creazione di un segmento di bassi salari. In un decennio, i costi del lavoro per unità di prodotto tedeschi sono aumentati solo del 3,9%, quelli italiani del 32,4%. Ma la vera ragione consiste piuttosto in un cambiamento totale di mentalità, anche nei rapporti azienda-dipendenti. Negli Anni 80 i sindacati tedeschi erano noti per la loro conflittualità.
    Dopo la riunificazione è avvenuta una specie di rivoluzione «del consenso».
    Non solo il consenso della Mitbestimmung, la compartecipazione dei rappresentanti sindacali nel consiglio di sorveglianza delle aziende. Ma a partire dal 2002-2003, i sindacati, per salvare i posti e frenare la delocalizzazione di aziende, hanno fatto marcia indietro rispetto a conquiste dei decenni precedenti. Accettando una flessibilizzazione del lavoro senza precedenti.
    Mentre gli accordi salariali regionali – dai quali erano esclusi i contratti aziendali dei grandi gruppi come Volkswagen e Daimler – partendo per esempio dalla fabbrica Siemens a Bocholt, hanno aperto a contrattazioni locali, fra industria e sindacati aziendali, in deroga a quelle collettive. Con accordi a livello locale di aumento dell’orario lavorativo, della produttività e con tagli dei costi che ha reso le aziende, anche quelle medie (la spina dorsale dell’economia), competitive a livello globale.
    Ma anche i gruppi come Volkswagen hanno tagliato i costi del lavoro di circa il 20%. Inoltre, la strategia del consenso fra industria e sindacati ha salvato la Germania anche nella crisi, quando il Prodotto interno lordo era crollato del 5%. E pur di non licenziare manodopera specializzata, ha introdotto la «Kurzarbeit», l’orario dimezzato, con un integrativo ai salari pagato dal governo di Angela Merkel. Tutti uniti, in un unico sforzo. E da quando l’export è ripartito le aziende ripagano i sacrifici della manodopera con integrativi e premi di produzione. E con l’aumento di posti.

    Marika de Feo per il “Corriere della Sera“

  3. Scritto da prettydog53

    condivido quasi tutto quello che dice beppe grillo, ma questo non lo condivido per niente.
    se siamo alla canna del gas la colpa è principalmente degli evasori fiscali, non certo dei parassiti che siedono in parlamento, che a livello di debito pubblico ci costano come due lenticchie (a questi bisognerebbe prenderli a calci, piuttosto).
    recuperare 80/100 miliardi di euro all’anno sembra un’impresa disperata, ma anche se fossero solo la metà, o un terzo, sarebbe comunque superiore a questa finanziaria che ci obbliga a pagare 8 centesimi in più la benzina e a pagare l’ici anche sulla prima casa.
    beppe grillo eviti di parlare a nome dei contribuenti onesti.
    io lo sono e non mi importa se l’amministrazione finanziaria si mette a vedere quanto pago di asilo o i bonifici a mio zio. se avrà dei dubbi che me lo chieda, sarò sempre disponibile. anzi, sarà per me un favore, perché significa che si sono dati da fare contro quelli che non gradiscono questi controlli.
    di quale privacy parla? se il mio vicino sapesse il mio reddito che me ne frega!!! io vorrei le dichiarazioni on line, come propose visco.
    fino ad oggi con le mie tasse venivano pagate le rette degli asili degli evasori, le loro tasse universitarie, l’illuminazione delle strade anche per loro, le loro visite mediche e le loro operazioni in ospedale.
    ora è perfino peggio, perché l’inasprimento delle imposte mi costringe a pagare di più la benzina e l’ici. l’imposta sui redditi alti la pagheranno solo i dipendenti con i redditi alti, che mai hanno evaso o mai hanno potuto evadere.
    beppe grillo fattene una ragione, l’unica guerra da fare è agli evasori che ci stanno rovinando la vita.

  4. IronMan
    Scritto da IronMan

    Chi si vuole controllare? Il panettiere, il pensionato, l’artigiano, il piccolo imprenditore prossimo suicida, perchè lo Stato non gli paga le fatture? E quanto ci costa Serpico in uno Stato dove la banda larga è una misura dei pantaloni, mentre lo Stato investe in centinaia di nuovi server?
    Le transazioni sul nostro conto corrente fotografano la nostra vita: pagamenti per la scuola, per le vacanze, un prestito a un amico, la tessera annuale dei mezzi pubblici, il ristorante sotto casa.

    Noi e il nostro conto corrente siamo la stessa cosa. Il sapere che la mia identità, di contribuente onesto, è a disposizione di decine o centinaia di persone non mi sta bene. È violazione della privacy. Chi mi assicura che i miei dati personali non saranno violati? Il rapporto non è più tra me e la mia banca, ma tra me e il Fisco. Si dovrà rendere conto a un funzionario di un bonifico di 1200 euro al proprio zio? Stiamo scivolando lentamente verso il controllo totale della vita dei cittadini.

    Il motivo addotto è che stiamo per fallire, che dobbiamo salvare l’Italia. Bene! Chi ci ha portato in questa situazione, a partire dai parlamentari, renda pubblico in Rete i movimenti del suo conto corrente degli ultimi cinque anni. Ogni membro di un’amministrazione pubblica che ha indebitato i cittadini restituisca i soldi.

    C’è poi una domanda da fare. A cosa servono le tasse se i nostri servizi pubblici fanno schifo e quei pochi che funzionano sono falcidiati dai tagli? Se pago voglio essere servito e riverito. Il padrone di questo Paese è il cittadino, non un Governo di banchieri neppure eletto. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure».

    Beppe Grillo

  5. LITTLE GUM
    Scritto da LITTLE GUM

    @goldrake si è vero sotto un certo punto di vista noi tutti potremmo diventare degli agenti tributari e pensa un po’…. anche gratis! non costeremo niente allo stato….
    bisogna però partire dal presupposto che scontrino e fattura andrebbe fatto in ogni caso da tutti e non arrivare a rimedi estremi. ma lo sai che con il sistema descritto sopra l’unica forma di evasione rimarrebbe il baratto/scambio.
    es io sono elettricista e tu idraulico io faccio un lavoro in casa tua e tu ne fai uno nella mia. compriamo ognuno il proprio materiale e lo scaliamo. la mia manodopera e la tua avranno un costo orario pari a ZERO!
    per questo motivo ti informo che stanno nascendo in piu’ parti di italia siti internet che si occupano di baratto/scambio informati a genova incomincia a muoversi qualcosa…
    per quanto riguarda l’isee si dice di una persona ricca ,molto ricca proprietaria di almeno 40 alloggi e 15 garage ma molto tirchia che pur di avere l’esenzione sulle medicine a intestato tutto ai figli…
    @iron man ho riletto il tuo post 14 volte ma mi interesso di politica da troppo poco tempo per capirlo (o meglio da quando il potere di acquisto del mio stipendio si è ridotto al punto da rischiare di non arrivare alla fine del mese) me lo potresti spiegare in italiano semplice?
    ti ringrazio in anticipo sai com’è sto mettendo tutto su una bilancia da una parte la dx e dall’altra la sx(per il centro ci penserò)