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Capodanno, botti spesso fatali per gli animali: la denuncia dell’Aidaa

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Si brinda all’inizio del nuovo anno, ma per gli animali la notte di San Silvestro è tra le più nere delle 365 che si lasciano alle spalle. Colpa dei botti, vero e proprio incubo che, per molti di loro, si trasforma in una tragedia senza ritorno. L’Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa) tenta una stima, contando 5.000 animali che perdono la vita ogni anno nella notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio.

Tra le vittime, oltre 500 cani e altrettanti gatti, nonchè uccellini e animali del bosco che muoiono letteralmente di paura. A peggiorare le cose per loro, un udito di gran lunga più sviluppato di quello di cui disponiamo noi uomini, che amplifica la paura in una notte in cui si susseguono botti e petardi.

“I forti rumori – mette in guardia Ilaria Innocenti, responsabile Lav settore Cani e Gatti – sono fonte di pericolo per gli animali poichè li gettano nel terrore, inducendoli a reazioni istintive e incontrollate, come divincolarsi follemente per strappare la catena, gettarsi giù da finestre e balconi, scavalcare recinzioni, liberarsi dal guinzaglio e fuggire in strada mettendo seriamente a repentaglio la loro incolumità e quella degli altri”.

“Il loro udito è infatti talmente sviluppato e sensibile – ricorda – che le detonazioni possono provocare loro grave disorientamento e paura, condizioni che possono essere estremamente nocive per la loro incolumità, soprattutto se si tratta di animali anziani o cardiopatici”. E per gli animali selvatici il benvenuto al nuovo anno non è certamente migliore: le improvvise detonazioni determinano negli uccelli che riposano sui posatoi notturni, spesso in colonie molto numerose, istintive reazioni di fuga che, unite alla mancanza di visibilità, causano la morte di molti di essi. Il rischio maggiore riguarda gli uccelli che vivono nei pressi delle aree urbane: spesso sono vittime di eventi traumatici derivanti dallo scontro in volo con strutture come case, lampioni, automobili, ecc.. Non mancano poi, nella lista delle vittime della notte di San Silvestro, “i cuccioli incuriositi da petardi e botti lanciati in strada, che finiscono per avvicinarsi pericolosamente”, ricorda Innocenti. Ma anche “gli episodi di violenza ai danni degli animali, come il caso dei due cani che l’anno scorso vennero costretti in imbracature di petardi a San Giuliano di Napoli”. L’appello, come ogni anno, “è quello di rinunciare ai botti – ricorda Innocenti – che possono minare la nostra salute e quella degli animali che abbiamo attorno”. Ma certi che in molti non rinunceranno ai mortaretti per dare l’addio al 2011, la Lav ha stilato una serie di consigli pratici che potranno essere utili per proteggere gli animali e limitare lo stress causato da botti e petardi. Non lasciare che i cani affrontino in solitudine le loro paure e togliere ogni oggetto contro il quale, sbattendo, potrebbero procurarsi ferite; evitare di lasciarli all’aperto: la paura fa compiere loro gesti imprevedibili, il primo dei quali è la fuga; non tenerli legati alla catena perché potrebbero strangolarsi; se tenuti fuori, consentirgli di trascorrere in casa la sera di San Silvestro. E ancora: non lasciarli sul balcone perché potrebbero gettarsi nel vuoto; dotarli di tutti gli elementi identificativi possibili (oltre al microchip, medaglietta con un recapito); se si nascondono in un luogo della casa, lasciarli tranquilli: considerano sicuro il loro rifugio; cercare di minimizzare l’effetto dei botti tenendo accese radio o Tv; prestare attenzione anche agli animali in gabbia e non tenerli sui balconi; nei casi di animali anziani, cardiopatici e/o particolarmente sensibili allo stress dei rumori, rivolgersi con anticipo al proprio veterinario di fiducia ed evitare i rimedi ‘fai da te’; se l’animale scompare, presentare subito una denuncia di smarrimento.

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