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Albenga, la maggioranza “perde i pezzi” e non riesce a votare una pratica. Vio: “La città è paralizzata”

Albenga. C’è chi, sottovoce, l’ha definita una “pratica ad personam”. E non deve essere stato l’unico, visto che, al momento di votarla, sono stati più coloro che sono usciti dall’aula che quelli rimasti seduti nei banchi del parlamentino ingauno per promuoverla.

Il consiglio comunale di Albenga andato in scena ieri sera si è infiammato a tarda notte, su un contestatissimo documento. Quello relativo alla modifica del piano regolatore per consentire l’edificabilità del cosiddetto verde privato d’interesse pubblico. Giardini di privati, insomma, ma che, per il loro valore e le loro caratteristiche, sono considerati un patrimonio di tutti. Nell’Albenganese se ne contano nove, molti dei quali lungo il viale che conduce al mare.

La modifica voluta dalla maggioranza avrebbe permesso ai proprietari di queste bellezze di apportare qualche cambiamento e di edificare. Al momento della discussione, però, ad uscire dall’aula consiliare è stato un suo rappresentante, l’architetto Nicola Podio, con una “mossa” che ha insospettito altri rappresentanti di maggioranza (come Silvio Cangialosi) e dell’opposizione, i quali hanno chiesto spiegazioni, un approfondimento nella discussione della pratica e, infine, il suo ritiro.

“L’atteggiamento di Podio ci è parso strano e avremmo voluto chiarimenti dal sindaco per sgombrare il campo da ogni dubbio su motivazioni nascoste legate a questa pratica – dice Mariangelo Vio del Pd – Quello che è chiaro è che Rosy Guarnieri è ormai isolata e che la maggioranza è traballante e incapace di decidere e progettare alcunché. Ieri sera, infatti, sono rimasti in 10 e non hanno potuto votare la pratica che, infatti, è stata ritirata. Con l’uscita dall’aula di Cangialosi e l’assenza di Pollio Cangialosi e Podio la maggioranza è andata a picco e il sindaco ha subito la prima grande sconfitta perdendo la compattezza del suo gruppo dilaniato da lotte intestine ormai sempre più evidenti. Insomma, si avvertono sinistri scricchiolii in Comune, e purtroppo a pagarne le spese sarà Albenga”.

A giudicare dall’atteggiamento assunto ieri sera, a scricchiolare sarebbe anche la “fedeltà” alla maggioranza del capogruppo Pdl, Bruno Robello De Filippis, che non ha proferito parola nemmeno al momento delle dichiarazioni di voto, delegando altri consiglieri che hanno parlato al posto suo.

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