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Albenga, “Quattro passi nel Fantastico”: invito alla lettura di J. L. Borges

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Albenga. Prosegue “Quattro passi nel Fantastico (invito alla lettura di…)”, breve excursus attraverso il sottogenere della letteratura fantastica, organizzato da Maurizio Natoli (che ne ha curato anche i testi e la regia) in collaborazione con l’AISPES e con il patrocinio dell’Ufficio Cultura del Comune di Albenga e della Palazzo Oddo Srl. Scopo delle serate, comunque lontane dallo schema-conferenza/lezione universitaria o paratale, è quello di proporre, attraverso la voce di attrici e attori i pensieri e le parole di alcuni scrittori che, frequentando (maestri indiscussi del genere) i meandri della mente libera, sono stati folgorati da visioni e intuizioni che hanno anticipato le moderne concezioni scientifiche, cosmogoniche e psicologiche.

Il quarto e ultimo incontro, giovedì 15 Dicembre alle 21 nella Musikalische WunderKammer al quarto piano di Palazzo Oddo, in Via Roma ad Albenga, sarà incentrato sulla figura di Jorge Francisco Isidoro Luis Borges Acevedo, noto come Jorge Luis Borges, scrittore, saggista, poeta, filosofo e traduttore argentino, tra i più importanti e influenti autori del XX secolo. Le letture saranno a cura di Milli Conte, Carla Migliardi e Maurizio Clementi.

“Così siamo arrivati alla fine, con Borges, ovvero ‘l’incanto di un attimo in cui le cose sembra stiano per dirci il loro segreto’”, dichiara il regista Maurizio Natoli. “Il segreto dei segreti senza fine, di esagoni senza limiti, della moltiplicazione dei mondi possibili ed impossibili, dell’ossessione per le vertigini del calcolo combinatorio e per l’esplosione di tutti gli zeri del mondo, che pure non basterebbero a definire la vastità degli scritti della ‘Biblioteca di Babele’, il ‘non luogo’ ove abbiamo immaginato di trovarci per l’ultimo appuntamento. Che svelerà finalmente il secretum secreto rum”.

“Una nota comune tra i ‘magnifici quattro’ dei nostri incontri”, prosegue, “è che pure nello spazio lasciato vuoto, all’interno della loro scrittura, è possibile trovare dei sensi e dei significati, senza peraltro peccare di ‘ipertrofia interpretativa’; si tratta di Autori nei quali è possibile anche leggere il ‘bianco’ lasciato scoperto dal nero delle lettere, e ad ogni lettura un nuovo livello, sempre più profondo ed attuale, si presenta al lettore. E Borges, se possibile, rappresenta l’epitome di questa scrittura polisemica, spaziando dalla cabala alla mitologia, alle matematiche qualitative, ai paradossi linguistici e sentendosi a proprio agio in ciascuno di questi mondi, anzi sentendosene re e padrone, cosmocrator”.

“Borges costruisce abilmente degli scenari, alle volte di vita quotidiana e diremmo quasi banale”, nota ancora, “all’interno dei quali inserisce l’elemento fantastico, che proprio rispetto alla quotidianità del contesto appare stridere ed affermarsi; oppure in una storia di ordinaria vigliaccheria suggerisce la possibilità di condividere in uno spazio-tempo ritenuto fisso ed immutabile, dei ricordi alternativi, che emendano in un senso meta-cattolico l’atto esecrabile, confinandolo in un non-luogo, perso nella nebbia. I sentieri si biforcano e si moltiplicano ed una moltitudine di possibilità si compie, le bocce del biliardo tracciano percorsi inaspettati; tutto questo accade contemporaneamente, istantaneamente. Lo stesso Autore ci avverte qua e là: la struttura stessa del linguaggio, con la sua necessità di espressione orizzontale non è adatta per descrivere esperienze di natura mistica o comunque ultraumana, e ciò che sembra immutabile a ben guardare immutabile non è”.

“La montagna finirà livellata dalle pazienti mani di Cronos, che la divorerà, come farà con i fiumi e le stelle, ma nella ciclicità, nell’eterno ritorno si potranno ritrovare le tracce ed il nome del Dio, almeno così ci suggerisce Borges, mostrandoci l’orlo della comprensione. ‘Borgesiano’ è l’aggettivo che definisce la vita e la letteratura come finzione, la storia come ucronia, ma mi sembra che queste definizioni non abbiano compreso il senso del messaggio del Nostro: per lui tutte le storie e le combinazioni si compiono, e qualsiasi storia sia raccontata è vera. Questa volta io racconterò la biblioteca ed il contesto, e le straordinarie Carla Migliardi e Milli Conte – che non finirò mai di ringraziare – e Maurizio Clementi, leggeranno le tracce sparse come segnature del tempo, di uno dei tempi possibili”, conclude Maurizio Natoli.

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