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Addio 2011: si chiude un anno di sport savonese foto

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Lo sport savonese nel 2011 ha incamerato numerevoli successi sui fronti delle singoli discipline, ma sarà ricordato come un annus horribilis per i tifosi del Savona Calcio e del Riviera Basket. Per quanto riguarda i biancoblù, a fine anno la gestione del presidente Andrea Pesce è giunta al capolinea: la società sportiva è stata dichiarata fallita dal tribunale, che ha passato le carte al liquidatore Alberto Marchese.

Per la gloriosa squadra che milita nel campionato di Lega Pro sono stati mesi di trepidazione e sotto Natale è stato autorizzato l’esercizio provvisorio grazie alle garanzie economiche di una cordata capitanata da Aldo Delle Piane e Fabrizio Barbano. Una soluzione-tampone sino a febbraio per salvare il titolo sportivo e dare la possibilità al curatore di indire un’asta per non far cancellare i cent’anni di storia del blasone.

Il Riviera Basket Vado è stato costretto all’eutanasia proprio nel momento della festa, quando con vera impresa agonistica ha conquistato la promozione in serie A Dilettanti. Travolta dall’arresto del suo presidente, Roberto Drocchi (ex capo dell’ufficio tecnico comunale accusato di corruzione per un giro di mazzette e sospette sponsorizzazioni sportive), la società cestistica implode nei buchi finanziari, tanto da sparire e lasciar in sopravvivenza soltanto il settore giovanile.

Il 2011 ha visto poi il territorio savonese diventare lo scenario di un tremendo incidente per Robert Kubica, che ha tenuto con il fiato sospeso gli appassionati di automobilismo. Nel mese di febbraio il pilota polacco, partecipando al rally delle Ronde di Andora, si è schiantato contro un guardrail che si è trasformato in una lama, procurandogli il tagli profondi all’avambraccio e agli arti. Delicatissime le operazioni effettuate all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, laborioso e lungo il percorso di recupero fisoterapico. Il driver è tornato poco a poco a riutilizzare braccia e gambe, ma ho dovuto rinunciare al campionato di F1 con la Lotus Renault GP.

Ha invece tenuto banco con un polverone di polemiche il passaggio del Giro di Padania a settembre. La corsa è stata paralizzata e deviata da manifestanti che brandivano i tricolori sul lungomare di Savona. Alcuni atleti sono stati presi a schiaffi, altri spintonati. Nel parapiglia determinata dal forzato stop, un poliziotto è rimasto ferito urtato da un’auto. Ne è nato un caso politico-sportivo, che si è smorzato solo dopo un mese.

Gioia trasversale invece per i successi di un portabandiera savonese, il giovanissimo Stephan El Shaarawy. Dopo la maturità all’istituto Boselli di Savona, il 19enne è finito dritto al Milan. A soli 11 anni, il “faraone” già si distingueva tra i suoi compagni del Legino sulla terra del Ruffinengo per i suoi dribbling. Lo notò Michele Sbravati, responsabile del settore giovanile del Genoa, che lo portò nella scuola del Grifone. Il prestito al Padova, poi la cessione ai rossoneri.

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