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Articolo n° 203564 del 08/11/2011 - 09:13

Segnalazione di un lettore: l’incuria del Letimbro

savona, letimbro

Savona. Le continue allerte meteo ci fanno guardare attorno con occhi diversi e notare possibili zone critiche in caso di nubifragi simili a quello che ha devastato Genova. In questa foto, scattata ieri (7 novembre) da un nostro lettore, è immortalato il Letimbro. O meglio, come afferma l’improvvisato reporter, l’”incuria del fiume che attraversa Savona nonostante le allerte meteo”.

Alveo sporco e con alberi, arbusti e tronchi che renderebbero difficile lo scorrere delle acque in caso di piena. “Si puo’ notare – ci dice il signor Paolo – nella foto del ponte, la differenza di fondo tra i due piloni che ostruiscono il passaggio di un eventuale tracimazione del Letimbro. Nell’altra foto, guardando verso Nord, si puo’ notare l’alveo del torrente con la crescita di alberi, alveo che risulta rialzato rispetto al naturale ‘fondo’ del torrente. Questa situazione è alquanto assurda, ci siamo dimenticati del ’92? Basterebbe una semplice ruspa e i costi non sarebbero eccessivi”.

Redazione

savona, letimbrosavona, letimbro
12 commenti a “Segnalazione di un lettore: l’incuria del Letimbro”
kin ha detto..
il 8 novembre 2011 alle 10:29

certo son sicuramente due canne che potrebbero far tracimare il fiume e non tutto l’intorno completamente impermeabilizzato…

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Belan ha detto..
il 8 novembre 2011 alle 11:18

Io non ho letto di canne……l’alveo del torrente in effetti è molto rialzato (sembra 1,5m) tra un pilone e l’altro.

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folgore ha detto..
il 8 novembre 2011 alle 12:29

@kin, certo hai ragione non sono le 2 canne a far tracimare il fiume, nemmeno gli alberi che ci crescono in mezzo (uno piccolo è in foto), nemmeno le decine di tonnellate di ghiaia depositate al centro del fiume, nemmeno il letto che sfiora il piano carraio dei ponti lasciando una luce esigua, nemmeno gli arbusti che crescono sulle rive, nemmeno le decine di tronchi che ci sono salendo verso carcare, nemmeno la spazzatura che infesta tale torrente…!Forse è sfuggito un particolare che il Letimbro come ogni fiume non è solo la parte che scorre in centro abitato, il fiume non inizia da dove inizian le case ma MOLTO a monte, e verso la foce che si accumulano i problemi che si trascina da monte!Se ogni metro raccoglie un tronco alla foce ci saranno migliaia di tronchi!Non mi stupisce poi che le amministrazioni puliscano solo a valle pensando di risolvere i problemi quando chi come te ne suffraga le tesi!Qui mi sa che il problema non sono le canne del fiume ma le canne che si fa chi scrive!

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kin ha detto..
il 8 novembre 2011 alle 13:21

Caro Folgore..,eureka! ci sei quasi arrivato da solo….complimenti! vedo comunque di darti un mano… Il sistema “Fiume” è molto più complesso e la sua pianificazione va fatta a livello di bacino… il mio intervento era solo provocatorio, per sottolineare il fatto che non serve a niente la pubblicità che si il politico di turno togliendo due canne dal fiume ma bensì è necessaria una revisione della gestione dell’intero sistema da monte a valle…ormai si è visto tragicamente che la mera concezione di ingegneria idraulica vecchio stampo è un opzione fallimentare…L’area alluvionata di Aulla è stata costruita in gran parte sull’alluvione del Magra del 1952…e nonostante tutto continuano i progetti che sottraggono terreno ai fiumi (vedi il progetto di Marinella)…ma i fiumi prima o poi e magari anche per poco tempo quel terreno se lo riprendo…non peraltro quasi tutte le pianure italiane sono piane alluvionali….e secondo te chi le ha formate? il signor “Alluvione” o il Fiume.

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sudor ha detto..
il 8 novembre 2011 alle 13:52

…..e in aggiunta a quanto sopra:
provatevi a tagliare gli arbusti e gli alberi che crescono sul greto…….sareste paragonati a criminali e la forestale vi appiopperebbe multe da decine di migliaia di euro! E poi gli ambientalisti vi direbbero che avete commesso gravissimi reati contro la biodiversità………se mai siete proprietari di un terreno a lato del torrente, guai a mettervi mano per pulirlo!!!!
Nel passato i contadini andavano al fiume a far legna, a raccogliere la sabbia…….ora potete vederlo da soli: una jungla e il letto che si é alzato di metri e metri.
E speriamo che si prendano contromisure prima che il disastro succeda anche qua.
Assessore Costantino, sindaco Berruti: dove siete???????

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kin ha detto..
il 8 novembre 2011 alle 15:39

Caro Belan, non ci sarà scritto di canne ma si parla di alberi…il mio era solo un esempio, perchè sono stufo di sentire tutte le volte che le alluvioni sono solo colpa delle “quattro canne” che si sono nei fiumi. Per quanto riguarda l’inalzamento dell’alveo, non ho commentato in modo negativo…anzi non ho commentato…perciò come si dice…chi tace acconsente a quanto scritto. e/o detto.

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Gaby57 ha detto..
il 8 novembre 2011 alle 16:01

Pienamente d’accordo con folgore ! Oltre ad intervenire direttamente dove devono, le amministrazioni dovrebbero imporre a coloro che sono proprietari di boschi e terreni a monte di effettuare le relative manutenzioni. Non mi riferisco tanto a chi col bosco ancora ci vive (e sono sempre di meno), ma soprattutto a chi possiede una casa, magari per venire in vacanza, e tiene in ordine solo quella ed il verde limitrofo, senza assolutamente intervenire sul resto. Vi posso assicurare che, almeno dove abito io, succede così. Allora impariamo da chi sa fare meglio di noi : in Trentino se il privato non “fa il suo dovere” viene prima avvisato dopodichè interviene direttamente l’amministrazione pubblica mettendo il “conto spese” a ruolo ! Se si attuasse una programmazione pluriennale di interventi ordinari sul territorio e fosse condivisa tra più amministrazioni di uno stesso comprensorio a mio avviso non si arriverebbe a questi disastri ! I soldi che non c’erano o non si trovavano per fare manutenzione ora dovranno uscire (ed in quantità mille volte superiore)
per porre rimedio a tanta distruzione….

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folgore ha detto..
il 8 novembre 2011 alle 16:21

@sudor mi associo a quanto da te affermato, per anni i miei avi hanno coltivato l’orto a pochi passi dal fiume senza argini incemento o altro, hanno tagliato le canne alle quali legare i pomodori, hanno usato la sabbia per costruire i muretti, ora tutto vietato, se tagli le canne sei un criminale grazie alle leggi passate con il contributo dei VERDI, un mio familiare si è beccato la multa perchè tagliava le canne nel fiume, non parliamo poi se ti permetti di “rubare” una carriola di sabbia dal letto, sei un distruttore dell’ecosistema!
Vogliamo poi aggiungere chi ricorre alla Forestale per un corretto taglio degli alberi, se li fa segnare ha le carte in regola e chiede sciaguratamente di fare una strada forestale che taglia in 2 il bosco per arrivare più agevolmente alla legna?SACRILEGIO tale strada che potrebbe servire come tagliafuoco è VIETATA il taglio del bosco e relativa pulizia negato a meno che non si usino i muli, si avete capito bene i muli per il trasporto!Risultato, bosco sporco, nessun taglio effettuato rischio incendio alle stelle!
In compenso mentre c’era l’allerta 2 pioveva a dirotto tutti allagati la Forestale era con la jeep a Finale davanti ad un bar in pieno centro!Complimentoni!

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kin ha detto..
il 8 novembre 2011 alle 17:36

1)il problema della gestione oculenta del territorio esiste e ve ne do ampiamente ragione ed è una questione di diffcile soluzione 2) molte delle leggi sono state imposte per cercare di regolamentare la gestione del territorio, in alcuni casi sono eccessive ma in altri sono degli ottimi deterrenti per evitare scempi ambientali e garantire una copertura in aree ad alta suscettività al dissesto idrogeologico, sono certamente migliorabili 3) i fiumi non sono e non devono essere dei semplici canali, devono avere una loro dinamica il più “naturale” possibile…se ne parla solo in casi di alluvione, ma spesso si tralasciano tutti i servizi che ci offrono e che troppo spesso diamo per scontati (depurazione dell’acqua, influenza sul microclima locale, riserva d’acqua, etc), 4) l’alluvione di Genova è un caso emblematico dello sviluppo (pianificazione) senza critireio di cui ho parlato in precedenza …i veri criminali sono quelli che hanno dato il permesso di costruire e costruito all’interno di un corso d’acqua.

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Belan ha detto..
il 8 novembre 2011 alle 19:15

Nell’articolo si parla principalmente del letto del fiume rialzato , poi tutta l’incuria che c’è a monte viene di conseguenza, non penso che si puo’ fare un discorso di “canne” generico.
A me sinceramente basta una foto per immaginare tutto il resto.

Comunque sia , come sempre nessuno fa nulla.
Troppo facile lanciare allerte e poi non ricorrere nemmeno un minimo ai ripari

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Mauro Brunetti ha detto..
il 8 novembre 2011 alle 19:52

Riporto quanto scritto in altro post.
Pur concordando assolutamente con quanto detto sulla pulizia dei fiumi occorre dire che il disastro di Genova e il problema dei fiumi (o meglio dei torrenti) è dovuto in buona parte ad altre cause, in particolare alla cementificazione che ha due effetti principali:
1- Impermeabilizza il suolo e lo rende incapace di assorbire la pioggia che cade e inevitabilmente va a confluire nei rii.
2 – se realizzata nelle prossimità dei rii (o peggio sopra come nel caso del Ferreggiano) impedisce che gli alvei dei fiumi escano da quello che è la loro normale ampiezza e si espandano naturalmente (la classica storia dell’Egitto reso fertile dal del limo del Nilo.) Certamente se il fiume nella sua corsa resa più impetuosa dalla maggiore quantità d’acqua strappa delle piante che si trovano nell’alveo e va a tappare i ponti (che oggi se ci fate caso hanno arcate molto più basse rispetto ai vecchi, bellissimi ponti dell’antichità) si provoca un effetto diga con conseguente esondazione. Altrettanto vero che talvolta la vegetazione ripariale (specie le canne che si piegano al passaggio dell’acqua) costituiscono un freno alla velocità del fiume nella sua folle corsa in letti che molto spesso sono trasformati in “piste da bob” in cemento dove l’acqua senza potersi espandere lateralmente aumenta velocità e capacità distruttiva. Quindi non sempre è valida l’equazione vegetazione=pericolo. Non è valida soprattutto in quei casi in cui le amministrazioni (sempre per risparmiare) tagliano indiscriminatamente la vegetazione ripariale per poi abbandonarla sul posto, fornendo alla prima piena materiale in abbondanza per costruire tappi e dighe, arricchite da elettrodomestici, copertoni, biciclette, ombrelli, ecc che possiamo vedere in quantità sulle sponde dei torrenti. Mi si conceda infine un’ultima considerazione sul fatto che una pioggia che scarica 500 mm di acqua/mq in poche ore (mezzo metro !) abbia un tempo di ritorno cioè un intervallo tra due eventi di uguale intensità di circa 200 anni. In questi giorni in Liguria tale tempo è sceso ad 1 settimana. Qualcosa sta cambiando anche nel clima, ma questo è un altro discorso… Buona serata

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Paolo ha detto..
il 10 novembre 2011 alle 13:07

Il progetto di cementificazione (e dunque impermeabilizzazione) della zona del Santuario di Savona fa ancora più paura degli alberi. Gli alberi crescono da soli, il cemento invece lo spargiamo deliberatamente noi, poi quando piove abbiamo paura…

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