Balneari a Bruxelles e Roma: presidi in Consiglio regionale e provinciale
Liguria. Oltre alla protesta già annunciata nel corso del prossimo Consiglio provinciale del 22 novembre, le iniziative dei balneari proseguono le loro iniziative di battaglia sulla direttiva Bolkestein e le concessioni demaniali.
Domenica 20 novembre carovana di camper che partirà alla volta di Bruxelles per presentarsi lunedì 21 novembre alla sede della Commissione UE, dove una loro delegazione sarà accolta dall’On. Debora Serracchiani e, probabilmante, dall’On. Leonardo Domenici, deputati al Parlamento europeo.
E’ previsto un incontro con Pamela Brumter-Coret, Direttore e Capo Unità dell’unità “Servizi” alla Direzione Generale del Mercato interno della Commissione Europea, cui verranno consegnati documenti, indagini conoscitive e istanze sui problemi che provocherebbe l’applicazione della Direttiva. La carovana di camper si sposterà in seguito davanti alla Commissione Europea (palazzo Berlaymont) per una protesta pacifica e civile, che si terrà dalle 14.00 alle 16.00.
Martedì 22 novembre alle ore 9:30 presidio presso il Consiglio regionale. Nel corso dell’assemblea della categoria, tenutasi lo scorso 10 novembre a Varazze, gli assessori regionali Marylin Fusco e Angelo Berlangieri hanno confermato il loro impegno ad appoggiare, in tutte le sedi possibili, la battaglia che sta conducendo la categoria per arrivare al più presto ad ottenere la deroga dalla Bolkestein per le imprese balneari.
Infine giovedì 24 novembre grande manifestazione a Roma. La Commissione di Camera e Senato incontrerà il Commissario europeo al mercato interno Michel Barnier. In questa occasione le associazioni di categoria auspicano di poterlo incontrare e i balneari italiani organizzeranno un sit-in di protesta.
7 commenti a “Balneari a Bruxelles e Roma: presidi in Consiglio regionale e provinciale”
non pubblicatelo é un suggerimento per voi della redazione…perché non fate un inchiesta su quanto pagano di canone questi “balneari”? sarebbe giusto che la gente sapesse certe cose ,visto che ormai i bagni come eravamo abituati a conoscerli qualche anno fa non esistono più,ora fanno di tutto bar,ristorante, discoteca,centri benessere,hanno piscine ecc ecc e pagano sempre lo stesso canone annuale per la concessione. Veramente una situazione unica non solo in Europa ma penso nel mondo…possibile che in Liguria solo il 16% delle spiagge sia rimasto libero dalle baracche e dal cemento?
avete ragione ,ma i concessionari delle spiagge non hanno il minimo di vergogna ,solo a chiamarli concessionari si rivoltano ..credono di essere i propietari.. di un bene comune vergogna !!! e che paghino le tasse ,fanno uno scontrino su dieci !!
L’asta penso che sia davvero una soluzione poco percorribile…
mi piacerebbe vedere il ritiro della concessione in caso di evasione fiscale accertata e l’aumento dei canoni equiparandoli ad un qualsiasi affitto di attività commerciale.
Nessuno puo’ vietare ai balneari di scioperare. Che entrino pure in sciopero liberamente per tutto l’inverno, tanto tempo libero ne hanno…
Se poi vogliono scioperare anche in estate, facciano pure MA…
stiano attenti a lasciare aperti i cancelli che di solòito chiudono e di togliere tutte le sdraio e ombrelloni (che costituiscono peraltro l’oggetto dei preziosi investimenti effettuati) per lasciar posto ALLE PERSONE LIBERE SUL LIBERO SUOLO DEMANIALE (DI TUTTI, CIOE’ NON PRIVATO).
P.S. Mi pare davvero azzardato e sfrontato esporre manifesti con scritto ” NO ALLE ASTE” …è COME SE SI SCRIVESSE “NO ALLA LEGALITA’ ..NO ALLA TRASPARENZA…NO AL LIBERO MERCATO…SI ALLA PROTEZIONE DI STATO SI ALLA MANFRINA SI ALL’INTRALLAZZO..” SIAMO AL PARADOSSO……. SENZA RITEGNO…
PENSO SOLO CHE CERTI STABILIMENTI MERITANO DI ANDARE ALL ASTA E CERTI NO.BASTA GUARDARE CHI INVESTE NELLA PROPRIA SPIAGGIA E CHI NO .CI SONO STABILIMENTO ,E LO SO PER CERTO ,CHE HANNO LE STESSE SDRAIO DA VENT ANNI
Secondo me le spiagge dovrebbero essere tutte libere mentre i servizi andrebbero dati in gestione: chi vuole sdraiarsi al sole con il suo asciugamano lo fa, se vuole farsi la doccia o l’ombrellone paga per il servizio e chi ha in gestione la spiaggia si occupa della pulizia e del servizio bagnino. I gestori degli stabilimenti pagano un nonnulla per sfruttare un bene che appartiene a tutti noi cittadini, in più sono liberi di fare quello che vogliono e di trasformare la spiaggia in un ristorante, un bar o una discoteca a scapito degli altri esercenti..una volta alle 19 chiudevano il cancelletto e basta ora vanno ad oltranza..ovvio che per il turista che paga una fucilata non sembra vero di poter stare al mare per tutta la giornata e la serata, farsi l’aperitivo in riva al mare e ballare sulla sabbia..anch’io se pagassi 1.000 euro per 3 mesi di spiaggia ci dormirei anche la notte..ma per gli altri esercenti è un danno enorme..i bagnini hanno dei costi bassi rispetto a quello che guadagnano, lo dimostra il fatto che con 3/4 mesi di stagione possono campare il resto dell’anno e di solito sono anche proprietari di appartamenti che affittano..





Ma cosa protestano!?!?!?
Le concessioni demaniali sono di fatto ereditarie, guadagnano l’impossibile, fanno cartello e le pagano un niente.
Purtroppo è dovuta intervenire più volte l’Europa per imporre un minimo di concorrenza.
La spiaggia è un bene demaniale di tutti che deve essere valorizzato il più possibile nell’interesse di tutti, per cui w le aste, w la concorrenza, w il libero mercato !!!! Monti non ti dimenticare anche delle concessioni demaniali delle spiagge!!!!