Berruti ministro delle finanze e Garassini guardasigilli nel “Big Bang” di Matteo Renzi
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Firenze. Federico Berruti nella nuova veste di rottamatore, incollato alla spalla di Matteo Renzi sin dalla conferenza stampa, si proietta sul palcoscenico della politica nazionale con il ruolo che si è ritagliato all’interno del “Big Bang” del Pd in corso di celebrazione alla Leopolda, nella tre giorni che invita a fare piazza pulita dei brontosauri della politica.
Per il sindaco di Savona è una ribalta inedita, fuori dalla giurisdizione di Palazzo Sisto, in una convention destinata a far discutere. “Non siamo una corrente, non siamo neanche uno spiffero, siamo molto peggio” ha detto Renzi, che ha rincarato: “Bersani ha un’idea ottocentesca del partito quando immagina di poter togliere il nome del candidato dalla scheda o quando dice che il leader non conta”.
Uno scontro interno al Partito Democratico che declinato al Savonese ha già accumulato grane tra il nuovo corso di Berruti ed il segretario provinciale Livio Di Tullio, anche a fronte del seguito del primo cittadino a Firenze: circa 70 persone dall’intera provincia, soprattutto da Cairo Montenotte (con l’omologo Fulvio Briano), da Albenga e massicciamente da Savona città. Quanto basta per mettere in agitazione l’ala bersaniana rimasta a casa.
In copertina L’Espresso ha titolato “I guastafeste”, mettendo insieme Renzi e Beppe Grillo. “Non mi sento un guastafeste del Pd. Noi crediamo nel Pd, il Pd, per dirlo alla fiorentina, ci garba, quello vero però” ha subito ribattuto il primo cittadino di Firenze, mentre alla Leopolda si assiepavano 2 mila persone. La stessa definizione di “guastafeste” comincia a serpeggiare anche in alcuni ambienti del Pd savonese, sebbene lo stesso Berruti abbia cercato dal capoluogo fiorentino di chetare le acque: “Non bisogna contrapporre questa iniziativa ad altre. Ho ritrovato qui in questi amici, in questi luoghi e in questo linguaggio un modo per avvicinare i miei coetanei a un impegno pubblico, Credo che presto il Pd e il centrosinistra si troveranno tra le mani la responsabilità di gestire il Paese”.
Ma c’è un’altra presenza savonese nel cerchio stretto di Renzi: si tratta di Alessandro Chicco Garassini, ex presidente della Provincia di Savona. Di diversa estrazione e percorso politico, rispettivamente socialista e centrista, Berruti e Garassini non hanno fatto mai mistero di scarsa simpatia reciproca. Eppure Matteo Renzi li ha voluti accanto a sé con due incarichi distintamente importanti: il primo cittadino savonese ha elaborato la parte finanziaria del programma renziano, mentre l’avvocato ex titolare di Palazzo Nervi si è occupato delle proposte di riforma di giustizia civile. Garassini ha rimarcato davanti alla platea: “La giustizia civile non funziona: lentezza, inefficienza. Occorre più meritocrazia nelle carriere dei giudici e più qualità nella formazione degli avvocati”.
La convention dei rottamatori si è aperta con l’intervento di Davide Faraone, deputato regionale in Sicilia. Dinosauri alle pareti (quelli che si invitano all’estinzione). Sul palco allestito come un salotto “per riportare la politica nelle case” un tavolo con sopra fiori e frutta e una grande clessidra. “Il Pd ‘vero’, per Renzi, è quello “che doveva, deve e dovrà tenere insieme culture diverse, rilanciare su talento, innovazione, merito, che non ha paura del futuro, che non vive di schemi legati al Novecento”.
Bisogna quindi abbandonare “l’idea che il programma del Pd nasca da un tizio che sta chiuso a Largo Nazzareno a dettare il programma, per esempio, di politica economica, un tizio che magari non ha mai preso voti nemmeno nel condominio”. Serve quindi un Pd “originario, sul modello dei grandi partiti democratici di tutto il mondo, dei Democratici americani, dei Laburisti inglesi, un partito serio”. Un Pd che riesca anche a strappare voti al campo avverso: “Siccome – ha spiegato Renzi – l’ultima volta si è perso, se non si prende qualche voto agli altri si riperde. Noi vorremmo uscire dall’idea di un Pd decoubertiniano: a noi partecipare non piace”. In un’espressione dello stesso Renzi la sintesi dell’evento: “Il Pd deve diventare un partito aperto, una sorta di WikiPd”.
13 commenti a “Berruti ministro delle finanze e Garassini guardasigilli nel “Big Bang” di Matteo Renzi”
Spero che l’abbozzo di formulazione del governo ombra sia soltanto un laboratorio, perchè se a far la guardia ai sigilli, in un ipotetico B-after ci troveremo nientemeno il loanese ex dc (che pare abbia trovato finalmente una collocazione), la scelta di Renzi sia questa, auguro al governo attuale ancora lunga vita… Dall’inizio, pare che questo rottamatore che intende espugnare le stanze dei bottoni al Soviet Supremo, pare non abbia a disposizione il meglio dell’artiglieria moderna…
Comunque, guardo con interesse a questo tentativo lodevole di riformare un agglomerato che si stà trasformando sempre piu’ in una copia tarocco del PDL e auguro al toscano di vriuscire a EPURARE realmente il PD da personaggi che tutto hanno fuorchè ideali di sinistra.
La preoccupazione che credo questa new vague del PD ingeneri nella gente di sinistra è che i nuovi piddini non si faccian prendere dalla fregola di apparire moderni utilizzando maldestramente concetti liberisti e liberalizzatori che ormai sono in auge a sinistra. Dato che non li sanno usare, il risultato è che, come i loro antagonisti, riescano soltanto a DEMOLIRE E DE-STRUTTURALE LO STATO ISTITUZIONALE, DANDOLO IN PASTO AI TRAFFICONI. i PIDIELLINI LO DANNO IN PASTO AI POST-SOCIALISTI AMICI E I PIDDINI LO DANNO ALLE COOPERATIVE. CHE DIFFERNZA C’E'?
NESSUNA.
Garassini rottamatore???….veramente è stato rottamato! si dal Presidente Vaccarezza…e come diceva il buon e compianto Sindaco Pepin…. “Sandrin l’è nù bravu figgeu…va ben pa bréssa!”
Adesso si che viene il bello!!!!!!
… Il nuovo correntone del Rottamatore Renzi coinvolge Berruti e Briano e di Tullio che stava iniziando a far la parte del progressista, anche lui strizzando l’occhio a queste fantomatiche “liberalizzazioni” e “privatizzazioni” dovrà tornare a far l’uomo della SINISTRA VERA.QUELLA CHE NON SVENDE LO STATO A PEZZETTI COME FA IL PDL E I POST SOCIALISTI!!!
Berruti si ritroverà in mano una bella antitesi: come fare a seguire tutta la line adel NEO LIBERALIZZATORE PRIVATIZZATORE RENZI????!!!!!! in cui non si intravede piu’ NULLA di SINISTRA ma uno SCIMIOTTAMENTO DEI TRAFFICONI DI DESTRA?
VERGOGNA TUTTI!
VERGOGNA———-VERGOGNA———-VERGOGNA.
ALLA FINE IL “MODELLO” VINCENTE SIA A DESTRA CHE A SINISTRA E’ QUELLO
…SOCIALISTA CRAXIANO…
VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
@hi.tech: datti una calmata, se continui così ti viene un infarto. Solo tu credi ancora nella vera sinistra.
senti un po nonno di Fonzie o omino Del Monte ma chi si è rivolto a te? Chi ti ha considerato? Chi ti ha cercato?
…
@Hi-tech, guarda che l’uomo del monte visto lo smodato consumo di “succhi di frutta” sei tu!ahahahah, e menomale che tu eri quello calmo tranquillo che cerca sempre di pacificare le cose mentre io ed altri quelli aggressivi e maleducati che tu minacci “ma chi si è rivolto a te? Chi ti ha considerato? Chi ti ha cercato?” ricordateli questi episodi quando fai il moralizzatore da 4 spicci!:-D
Per il resto Renzi sta proponendo un nuovo modello, che si stacca dai concetti di destra e sinistra, innanzi tutto fa finalmente fuori gli estremisti modello Vendola ed altri che Bersani corteggia altrimenti non riesce manco a governare il suo condominio!
Secondo si stacca dall’ideologia statalista che liberalizza quanto gli fa comodo e tiene sotto ferreo controllo le attività da cui ricava voti e reddito al pari degli altri (chissà come mai nessuno propone di liberalizzare vendita di tabacchi e benzine).
Da ultimo ti ricordo che le tue famose cooperative non sono filo-Renzi come vuoi far credere ma filo-Bersani che per anni le ha protette avvantaggiate in Emilia e dai suoi che volevano pure dar loro in mano una banca (UNIPOL anche se i magistrati stan tentando di insabbiare tutto!).
Renzi porta un modello nuovo sebbene la paura di Bersani lo osteggia un modello Laburista inglese non più attaccato alla storia di 80 anni fa, non più fermo alla seconda guerra mondiale, ma moderno attuale parole sconosciute in italia, un modello dove hanno nspazio anche i finti statalisti come te che osteggiano il capitalismo ma ne usano tutti i mezzi, da internet alle tecnologie, che fanno gli ambientalisti ma vivono sprecando più dei consumisti, fermi a stereotipi da prima repubblica, Renzi fa paura perchè se davvero potesse attuare quello che ha in mente vecchi tromboni, e nuovi fanfaroni come te verrebbero messi allo scoperto e ai margini, mentre nel sistema populista e garantista anche i venditori di fumo come te e il tuo compagno di merende possono illudersi e illudere.
ASE , tu continua ad usare l’aratro che alla spada ci penso io…:-)
@hitech . . . occhio che veniamo “ai Castellari” a cercarti !
..quando vuoi…la cosa non mi fa ne caldo ne freddo. non penserai di farmi paura..B.?
@hi-tech, ora inizi anche con gli insulti velati tipo ASE…che in ligure tutti sappiamo cosa significhi?Oppure stavi solo scrivendo sull’i-phone seduto al bar con lo specchio davanti ed un bel bicchierone di succo alla..PERA?ahahahah buona settimana!
Sono indeciso se vedere il filmato della Filippa a Firenze o un film di Woody Allen. Tutti e due sono pieni di battute esileranti e di personaggi indimenticabili….








Si…e braccio di ferro ministro della difesa e dilan dog ministro dell’interno! :-)