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Tpl, il sindaco Berruti boccia azienda unica: “Sarebbe fusione con Amt”

Savona. Nel giorno dello sciopero regionale del trasporto pubblico locale con iniziative di protesta a Genova, il sindaco di Savona Federico Berruti, a margine della giunta comunale di questa mattina, torna a parlare della difficile situazione del servizio nel savonese.

Una presa di posizione, quella del primo cittadino, che arriva dopo l’annuncio da parte dello stesso Berruti di convocare i presidenti di Tpl, Ata e Consorzio Depurazione per fare analizzare i dati di bilancio e di servizio allo stato attuale così come nel medio periodo e capire quali possibili soluzioni Palazzo Sisto possa adottare.

“Ho incontrato qualche giorno fa il presidente Maurizio Maricone per conoscere il piano Tpl alla luce dei pesanti tagli che attendono il settore, con conseguenze per la stessa azienda di trasporto savonese che ha già affrontato un percorso di risanamento e fusione. Non c’è la stessa quantità di risorse come nel 2009, quindi il 2011-2012 rimane incerto. E relazioni industriali tese non aiutano ad affrontare la situazione”.

E se il sindaco Berruti esclude un qualsiasi intervento finanziario diretto del Comune a sostegno del trasporto (considerati i tagli agli enti locali), si dimostra altrettanto deciso nel bocciare la soluzione di una azienda unica per la Liguria, discussa anche nelle ore precedenti allo sciopero di oggi. “E’ un indirizzo impraticabile, al momento, sotto diversi aspetti, una ipotesi che escludo, sia da un punto di vista tecnico che gestionale. Esistono troppe incongruenze come bacino di utenza e servizio tra le aziende locali presenti in Regione, con particolare riferimento ad Amt: sarebbe non una aggregazione di aziende, ma una fusione dentro la principale azienda di trasporto ligure, che non gioverebbe certo agli interesse della comunità savonese” conclude Berruti.

Commenti

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  1. Scritto da Droppy

    Accorpare enti ed aziende pubbliche significa ottenere risparmi da economie di scala e riduzione di poltrone. Proprio per questo non vogliono farlo. Povera Italia