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Regione, servizio civile: quattro progetti per il savonese, sì al programma 2011-2013

Regione. Il Consiglio regionale ha preso atto della relazione sulle attività implementate e sui risultati ottenuti nel quadriennio 2007-2010 dal sistema del servizio civile regionale. L’obiettivo principale era coinvolgere i giovani in attività pratiche e di formazione utili a costruire reti di relazioni e ad entrare in contatto con nuovi ambienti sociali.

Per poter meglio “dialogare” tra i due livelli istituzionali, quello statale e quello regionale, è stato previsto ed istituito, sempre nel 2006, un coordinamento tecnico interregionale “area servizio civile“ che ha svolto nel tempo un ruolo di “collante” tra l’autorità statale ed i vari uffici regionali.

Sono state introdotte alcune linee di intervento che hanno ampliato il target giovanile potenzialmente interessato, prevedendo i limiti di età tra i 16 ed i 29 anni e prevedendo la partecipazione di popolazione esclusa dal servizio civile nazionale come i giovani studenti, i cittadini non italiani e i giovani soggetti a restrizione della libertà personale. La Liguria è quindi stata “pioniera” a livello nazionale per molte di queste attività.

Con deliberazione della Giunta regionale è stata approvata una convenzione tra Regione Liguria ed Arssu (Azienda Regionale per i Servizi Scolastici ed universitari) per il supporto tecnico-gestionale alle attività legate al Servizio civile regionale. È stata istituita la Consulta regionale per il servizio civile mentre il primo bando scuole a carattere sperimentale è stato avviato nel 2007. Dopo il bando sperimentale sono stati approvati altri tre bandi regionali. Per il savonese sono stati finanziati quattro progetti.

All’unanimità è stata poi approvato il programma per il servizio civile regionale 2011-2013 con cui la Regione prosegue nella promozione dei valori che sono alla base del servizio civile: la crescita del senso civico e il sentimento di appartenenza alla comunità locale, favorendo la coesione sociale.

Viene riconfermato il ruolo centrale ai progetti di servizio civile attuati dai soggetti iscritti all’apposito Albo. Nella selezione dei bandi viene attribuito particolare rilievo alle proposte che prevedono la collaborazione tra enti. Si mantiene l’approccio “sperimentale” nella conduzione dei progetti.

Nel triennio vengono avviati e sviluppati progetti, iniziative ed attività di servizio civile a favore dei seguenti target di giovani in coerenza con le finalità della legge regionale 11/2006: per la fascia d’età dai 16 – 18 anni all’interno dei percorsi scolastici attivati gli istituti di istruzione e centri di formazione per sensibilizzare gli studenti sui temi della gestione non violenta dei conflitti, della solidarietà e dell’integrazione, dell’educazione al rispetto della pluralità sociale; per la fascia d’età dai 18 – 29 anni con particolare riferimento a giovani potenzialmente non ammessi al servizio civile nazionale per il proprio status o condizione, ad esempio l’appartenenza alle fasce deboli della popolazione o in quanto cittadini non italiani, per traguardare una politica di integrazione ed inclusione nel tessuto sociale di appartenenza. In particolare, per quanto attiene alle fasce deboli dei cittadini italiani, il servizio civile regionale può essere una fase propedeutica al servizio civile nazionale. Per la fascia d’età dai 16-29 anni con riferimento a giovani sottoposti a restrizione della libertà personale all’interno di percorsi di inclusione per fornire ai giovani un’occasione di rilettura della propria esperienza.

Ogni progetto deve prevedere una quota di cofinanziamento da parte del soggetto proponente di almeno il 15% del budget totale (escludendo dal conteggio i compensi/bonus ai giovani). Tale quota può essere espressa sia in termini economici sia in termini di valorizzazione dell’impegno di risorse umane.

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