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Rapine ed estorsioni in motocicletta, ascoltati dal gip i 7 savonesi coinvolti nell’indagine sugli “Hells Angels” foto

Savona. Sono stati ascoltati questa mattina, in tribunale, dal giudice per le indagini preliminari Fiorenza Giorgi, i sette indagati “savonesi” nell’operazione di polizia, portata avanti dalla Squadra mobile di Genova e coordinata dal procuratore Vincenzo Scolastico, che ha coinvolto 17 “bikers” liguri, appartenenti agli “Hells Angels” e ai “Red Devils”. Si tratta di Luca Ottobelli, 40 anni, nato a Tortona ma residente ad Alassio, Ivan Pistis di 39 anni, anch’esso alassino, Gianluca Barbier, di 41, Giovanni Nomino, di 38, entrambi di Albenga, di Livio Trentin, di 62 anni, residente a Bardineto e dei savonesi Fabio Speziale, di 31, e Fabio Maddalena, di 36 (nei confronti del quale sono in corso gli accertamenti degli investigatori per chiarire la sua partecipazione alle azioni della banda).

I sette, che si sono presentati in tribunale accompagnati dai loro legali, hanno deciso di rispondere tutti alle domande del giudice ad eccezione di Speziale che si è avvalso della facoltà di non rispondere (come già aveva fatto l’albisolese Ivan Lava che nell’ambito dell’operazione era stato arrestato). Secondo quanto trapelato gli indagati avrebbero ammesso che all’interno del gruppo valevano alcune “regole” di comportamento, ma avrebbero negato di aver preso parte ad episodi violenti.

Tutti gli indagati sono stati sentiti per rogatoria (l’ordinanza di custodia cautelare è stata infatti firmata dal gip genovese Massimo Cusatti). Per tutti le accuse vanno dalla rapina alla violenza privata per episodi legati a gesti di “supremazia” nei confronti di altri gruppi di motociclisti presenti o “di passaggio” in Liguria. Dall’intimazione a spogliarsi dei simboli sociali cuciti sulle giacche al sequestro degli indumenti, trattenuti come veri e propri “trofei di guerra”, alle percosse, alla tentata estorsione con l’ordine di pagare 50 euro al mese a testa per poter continuare a fregiarsi dei propri colori sociali.

Le indagini, che stanno proseguendo tuttora, erano cominciate a seguito di un episodio risalente all’inizio dell’estate. Venti Hells Angels avevano circondato alcuni membri del gruppo Gremium, depredandoli dei loro segni di riconoscimento, in pratica dei cosiddetti colori distintivi. Uno dei gesti più gravi previsti nel codice non scritto dei bikers.

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