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Protesta della Scuola davanti alla Prefettura: “Io, insegnante, con 30 alunni e tre disabili” foto

Savona. La protesta delle scuola a Savona continua. Dopo le assemblee sindacali, le iniziative dei docenti e del personale, oggi nella città della Torretta presidio con volantinaggio da parte del Comitato in difesa della scuola pubblica in corso di svolgimento davanti alla Prefettura di Savona.

“La scuola pubblica non funziona e dopo un progressivo abbassamento della qualità oggi siamo alla frutta, in particolare con i tagli previsti per il settore. Alcune scuole nel savonese rischiano di non aprire al mattino, visto che mancano circa 44 bidelli. Non c’è servizio di vigilanza, non c’è una pulizia perfetta ed in più ci sono questi problemi” afferma Valeria Ghiso, portavoce del Comitato, insegnante di italiano e storia presso l’Istituto Mazzini di Savona.

“Le classi sono sovraffollate, la mia, ad esempio, è una quinta di un istituto professionale con 30 alunni e tre ragazzi disabili senza sostegno. Questa è la condizione. Sul supporto all’handicap l’Italia era un modello rispetto ad altri Paesi d’Europa anche grazie alla figura dell’insegnante di sostegno, ed ora rischiamo di perdere un aspetto qualitativo sotto il profilo didattico e formativo che caratterizza il nostro sistema scolastico” aggiunge la Ghiso.

“Sono cambiati tempi e modalità di apprendimento dei ragazzi, con dinamiche e situazioni troppo differenziate: per questo noi crediamo che la scuola pubblica possa essere un investimento e non un settore dove riversare tagli indiscriminati” conclude, annunciando che la battaglia e le iniziative di protesta proseguiranno.

Commenti

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  1. Scritto da Mik

    Qui si parla di classi con 30 alunni di cui 3 disabili e senza sostegno. La cosa è un po’ diversa da come la vuoi vedere.

  2. Bandito
    Scritto da Bandito

    Mi ricordo quando ero ragazzo, al nautico, le classi erano di circa 30 persone, malgrado quello parlo un italiano migliore della maggior parte dei ragazzi attuali, ed ho comunque imparato abbastanza da cavarmela nel mondo attuale (credo che all’epoca siamo stati il primo istituto superiore a Savona a studiare programmazione). Adesso sembra che i ragazzi non possano studiare se sono più di 10 per classe, ma io non ci credo, è solo questione di voler imparare.