IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Li Calzi (Psi): “Il sistema sanitario provinciale non è più in grado di reggere quattro ospedali”

Savona. “È un triste dato di fatto che il quadro economico della sanità ligure versi in situazione di assoluta e grave criticità, ma questo non dovrebbe esimere la classe politica dall’affrontare una profonda riflessione sui motivi che ci hanno portato a vivere lo stato di cose attuale, per evitare di continuare a ripetere, nel futuro, gli stessi errori. In realtà, tutto il balletto di dichiarazioni che si sono fino ad oggi registrate sui media locali, ha principalmente incentrato le critiche sulla conduzione delle Aziende Sanitarie da parte dei Direttori Generali che, giova ricordarlo, sono chiamati a gestire – ovviamente al meglio – la complessa macchina della sanità in base alle scelte strategiche e alle indicazioni vincolanti assunte dal livello politico regionale. In questo quadro a tinte fosche, credo che sarebbe opportuno che tutta la classe politica che ha governato la regione in questi ultimi 15 anni, facesse un esercizio di profonda autocritica evidenziando gli errori strategici che, secondo noi, si trovano principalmente alla base delle difficoltà attuali, ovviamente in concorso con i robusti tagli previsti dalla manovra del Governo”scrive in una nota il segretario provinciale Psi, Pietro Li Calzi.

“Rimanendo nel nostro ambito provinciale, c’è un tema che prima o poi, per onestà verso i cittadini, le forze politiche dovrebbero avere il coraggio di affrontare di petto senza essere sempre frenati dalla paura di perdere consensi, perché in momenti di grande difficoltà bisogna mettere in campo prove di grande coraggio, anche politico. Il tema è quello della rete ospedaliera per cui crediamo sia giunto il momento di dire ai cittadini savonesi con grande chiarezza quello che oggi nessuno vuole dire e, cioè, che l’attuale sistema sanitario provinciale non è più in grado di reggere la presenza di 4 ospedali e che la decisione di costruire il nuovo ospedale di Albenga è stata una delle scelte politiche fra le più penalizzanti degli ultimi anni. Per contro, assistiamo poi ad accorpamenti di specialità e primariati, quando fino a qualche anno fa la tendenza è stata esattamente all’opposto” prosegue Li Calzi.

“Le conseguenze, purtroppo, le abbiamo oggi sotto i nostri occhi: si procede con interventi di estrema urgenza, andando a tagliare il più possibile, al di fuori di un piano vero e concreto di ridefinizione, a medio e lungo termine, dei servizi sanitari non solo nel savonese, ma a livello regionale. E in questo contesto, ad esempio, ci sfugge il senso del piano di rilancio del Galliera di Genova, rispetto al quale sarebbe opportuno conoscere in anticipo le reali cifre dell’esborso regionale, che sembrerebbe essere piuttosto consistente. Le cronache regionali ci parlano inoltre di continue liti all’interno della maggioranza, dove i singoli consiglieri si ergono a difensori di posizioni campanilistiche e, dove, le decisioni assunte al mattino non valgono già più alla sera, mentre in questo momento ci sarebbe bisogno di pensare e lanciare un grande piano organico in grado di garantire, nel medio e lungo periodo, la stabilità di tutto il sistema e, soprattutto, la tranquillità dei cittadini, anche rispetto ai servizi territoriali, che vengono anch’essi penalizzati in questo quadro di pesanti tagli. Ovviamente questa non è una peculiarità solo della provincia di Savona, ma di tutta la Liguria. I cittadini sono giustamente preoccupati, e noi lo siamo con loro, circa il futuro dell’assistenza sanitaria nella nostra regione. Siamo però altrettanto consapevoli che, se invece di procedere nell’emergenza quotidiana, chiudendo oggi un pezzo e tagliando domani un servizio, si pensasse ad un vero piano di riorganizzazione a lungo termine, svincolato da calcoli politici sulla perdita del consenso, i cittadini per primi sarebbero in grado di comprendere e sopportare nell’immediato dei sacrifici, a fronte di una prospettiva più sicura per il futuro”

“Chiediamo che la Regione apra dei tavoli di confronto con le forze politiche a livello territoriale su proposte programmatorie di ampio respiro, rispetto alle quali avviare un confronto che possa portare ad un riassetto del sistema sanitario ligure in grado di dare garanzie di certezza e solidità e sul medio e lungo periodo” conclude Li Calzi.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. hi-tech
    Scritto da hi-tech

    intendevo dire: “e nemmeno alla cara Democrazia Cristiana.”

  2. hi-tech
    Scritto da hi-tech

    Mai stato iscritto all’UDC. Alla cqara e nemmeno alla cara Democrazia Cristgiana. Non parliamo del vecchio PSI e nemmeno iscirtto al PLI (ovviamente). Per essere piu’ preciso…mai avuto tessere di partito e nemmeno sindacali.
    Ho tessere di altre… associazioni…o roba del genere. Ma non posso disti di più…:-)
    Ma Iron, mi spiazzi: devo tornare medievale? …:-) Ora solo Folgoretto riesce a sortire questa personalità nascosta…

  3. IronMan
    Scritto da IronMan

    @hitech . . . alla mia domanda ha risposto degnamente @citha, tu hai solo scansato le risposte. . . dimmi, ora appoggi l’IDV del Quaini-pensiero perchè nell’UDC ti hanno mandato a spigolare ?? Come vedi rimedio subito . . .alterati subito, mi manchi ! !

  4. Scritto da Resist

    “robusti tagli di questo governo”??
    ma se sono stati approvati da una folta rappresentanza di sedicenti socialisti che appoggiano proprio questo governo!!!

  5. hi-tech
    Scritto da hi-tech

    IronMan@ da qualche giorno osservo che hai cambiato radicalmente registro e stai commentando senza farmi girare i coxxxxni. Quindi, ti rispondo vlentieri.
    Io difendo Quaini (pur non avendo il medesimo alcun bisogno di difesa in quanto il suo operato è più eloquente di qualsiasi affermazione) così come difendo iniziative e fatti che convergono sul mio ideale di amministrazione. Se poi dietro a queste idee ci sono delle persone che le veicolano, ovviamente, ho piacere di trovare riscontro nelle persone che perseguono i miei stessi ideali e VALORI.
    Sul ridimensionamento dei P.S. di Albenga e Cairo , invece mi sono espresso ampiamente, osservando che fu un errore anche solo immaginare una tale operazione. Per fortuna ci ha pensato qualcuno che ha la testa sul collo.
    Sul mantenimento dell’Ospedale di Albenga e le dismissioni per finanziar eil monoblocco di Pietra, mi pare di aver detto in svariate occasioni come la penso e se vuoi posso postare i link di IVG dove troverai i miei post.
    Sul reparto di artoprotesi di Albenga, pur comprendendo le motivazioni economiche (un po’ paradossali ma frutto della sanità paradossale con compensazioni in stile bancario ) che hanno spinto a dover mischiare i privati ( che, ricordo sono gli stessi medici che per pecunia se ne andarono a suo tempo via da S Corona con destinazione le cliniche “Villa Celeste” lombarde) con il pubblico, realizzando questa innaturale e pericolosa COMMISTIONE, sono piuttosto scettico sui risultati ched ci aspetta.
    Ritengo anzi che, laddove sia un goffo tentativo degli interessati in stile “cavallo di troia” per fagocitare il resto dell’ospedale di Albenga, l’operazione la vedo davvero ardua, considerando l’elevato senso istituzionale del Presidente Burlando e di altri politici come Quaini, i quali non credono in una sanità lottizzata ed in mano a soggetti privati in stile Lombardia, dove la regia di PdL/CL ha generato una stortura para istituzionale che sarà davvero difficile sradicare dopo la Liberazione..
    Ultimamente pure i socialisti, alla ricerca di ovvia esposizione, si sono avventurati nella critica sterile, dichiarando – non si capisce con quale competenza- l’inutilità di quattro ospedali. Che genialità inutile questa dichiarazione…:-)
    Se ti può interessare, l’ipotesi di lottizzare e spartirsi il nosocomio ingauno, potrebbe, anche solo con la semplice dichiarazione ( che si potrebbe definire quasi una MINACCIA), scatenare il putiferio con una coalizione veramente trasversale politicamente. Oltre alla ovvia reazione della cittadinanza si realizzerebbe uno svarione macroscopico in termini di consensi che andrebbe a colpire chiunque avesse anche solo il coraggio di sussurrarla un tale BESTIALITA’.