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Confartigianato e Cna chiedono il via libera alla regolamentazione dell’accesso alla professione edile

Liguria. Questa mattina, nella Sala Dorata della Camera di Commercio di Genova, i vertici delle associazioni regionali delle imprese edili liguri, Anaepa Confartigianato Liguria e Cna Unione delle costruzioni, hanno illustrato le motivazioni e i contenuti della richiesta inviata alla Commissione nazionale Antimafia.

“Sono più di due anni – dice Paolo Figoli, presidente regionale di Anaepa Confartigianato Liguria – che le nostre associazioni nazionali stanno facendo fronte comune per arrivare all’approvazione di una legge sulla regolamentazione dell’attività di costruttore edile e delle attività professionali collegate, di completamento e finitura edilizia». Il disegno di legge è stato finalmente approvato alla Camera dei deputati il 29 marzo, ma l’iter legislativo è oggi in stand by al Senato, dove dall’aprile scorso non è ancora cominciato l’esame del provvedimento. L’edilizia è l’unico settore dell’artigianato a non avere dei requisiti di accesso, situazione che permette il verificarsi di casi di abusivismo e di lavoro nero che sfuggono ai sistemi di verifica, a danno delle imprese regolari. La mancanza di regole, in questi anni di crisi, ha contribuito ad alimentare la crescita delle partite Iva. L’aumento del numero delle imprese artigiane, assolutamente fuorviante e non corrispondente al reale stato di crisi del settore, è dovuto alla grande facilità di accesso alla professione che non è regolamentato, per cui basta iscriversi in Camera di Commercio e aprire la partita Iva. Per contro, con l’approvazione della legge che regolamenta il settore diventerà obbligatorio per le imprese avere un tecnico e responsabile per la prevenzione e la protezione, qualifica che potrà essere ottenuta dimostrando di avere i requisiti di idoneità. Una norma che andrà nella direzione di eliminare dal mercato le imprese non in regola e abusive”.

“Perché riteniamo che oggi per raggiungere l’obiettivo di un cantiere sicuro o trasparente – ha proseguito Massimo Giachetta, presidente CNA Costruzioni Liguria – sia necessario innanzitutto raggiungere l’obiettivo della legge di accesso alla professione nel settore edile? Perché un cantiere sicuro può essere soltanto un cantiere nel quale tutti quelli che vi lavorano sono coscienti di quello che stanno facendo, quindi i lavoratori, i lavoratori autonomi , che per noi sono gli artigiani, gli imprenditori, gli organi di vigilanza e di controllo, tutte le figure insomma che agiscono devono essere coscienti e professionali. Per questo riteniamo estremamente importante che oggi in Italia, in un paese avanzato, sia impensabile che chi vuole diventare muratore non abbia un minimo di formazione, di professionalità e di capacità organizzativa, finanziaria così come non abbia un minimo di attrezzature. Noi chiediamo ai Parlamentari tutti della Commissione Antimafia, ai Parlamentari liguri soprattutto, che velocizzino l’approvazione del testo della proposta di legge anche al Senato, in modo tale che l’Italia abbia anch’essa una legge di accesso alla professione nel settore edile, una legge di civiltà”.

Nel corso dell’ultimo biennio, l’occupazione nell’edilizia e installazione di impianti è scesa di quasi centomila unità (-93.000 addetti), con una flessione del 4,6%. Dall’ultima rilevazione dell’Osservatorio Ispo-Confartigianato emerge come, nel corso dell’ultimo anno, tra maggio 2010 e maggio 2011, i tempi medi di pagamento per le imprese edili si siano allungati di 27 giorni, passando dai 90 di un anno fa ai 117 di oggi. In Liguria il valore aggiunto del comparto è di 2.231,5 milioni di euro (5,7% del valore aggiunto regionale) con 51.550 di occupati e 22.428 imprese artigiane edili. Secondo il rapporto Anaepa Confartigianato 2010-2011, la Liguria è la regione che ha registrato il più alto trend di crescita in Italia nell’artigianato edile. Tra il terzo trimestre del 2010 e lo stesso periodo del 2009, gli artigiani edili sono aumentati del 2,5% passando da 17.399 (su un totale di 23.887) a 17.832 (su 23.887) con oltre il 74,5% di incidenza sul totale del settore. A far schizzare in classifica la Liguria sono le province di Savona (la terza in Italia con una crescita dell’artigianato edile del 4,7% nell’ultimo anno) e La Spezia (+2,9%, al quinto posto).

I dati sono la conseguenza della scelta obbligata di “mettersi in proprio”, che attuano molti lavoratori del settore che hanno perso il posto di lavoro negli ultimi due anni. Tra questi anche molti stranieri, che a Genova sono 4.896, e costituiscono il 42,9% degli addetti del settore, in prevalenza albanesi (1.429), ecuadoriani (1.186) e marocchini (811). A dare l’idea della situazione di destrutturazione del comparto delle costruzioni è la crescita delle imprese artigiane. A Genova sono passate dalle 7.885 del terzo trimestre 2009 alle 8.010 dello stesso periodo del 2010 (+1,6%); a Imperia dalle 3.602 alle 3.667 (+1,8%), alla Spezia dalle 1.927 alle 1.983 e a Savona dalle 3.985 alle 4.172. L’88,2% delle imprese di costruzioni sono individuali: solo 1,8% è costituito da società di capitali, di persone, cooperative e consorzi. La Liguria è tra le regioni in cui è più bassa l’incidenza occupazionale del settore, che costituisce solo il 7,3% del totale dei lavoratori, ma all’opposto è tra le prime regioni per quota di lavoratori autonomi sul totale degli occupati (43,7%), al quarto posto dopo Toscana (49,9%), Emilia Romagna (47,9%) e Piemonte (45%).

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